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domenica 17 marzo 2013

DONNE CH'AVETE INTELLETTO D'AMORE - Dante Alighieri


DONNE CH’AVETE INTELLETTO D’AMORE

TESTO
PARAFRASI

Donne ch’avete intelletto d’amore,
i’ vo’ con voi de la mia donna dire,
non perch’io creda sua laude finire,
ma ragionar per isfogar la mente.
5Io dico che pensando il suo valore,

Amor sì dolce mi si fa sentire,
che s’io allora non perdessi ardire,
farei parlando innamorar la gente.
E io non vo’ parlar sì altamente,
10ch’io divenisse per temenza vile;

ma tratterò del suo stato gentile
a respetto di lei leggeramente,
donne e donzelle amorose, con vui,
ché non è cosa da parlarne altrui.
15Angelo clama in divino intelletto

e dice: "Sire, nel mondo si vede
maraviglia ne l’atto che procede
d’un’anima che ’nfin qua su risplende".
Lo cielo, che non have altro difetto
20che d’aver lei, al suo segnor la chiede,

e ciascun santo ne grida merzede.
Sola Pietà nostra parte difende,
che parla Dio, che di madonna intende:
"Diletti miei, or sofferite in pace
25che vostra spene sia quanto me piace

là ’v’è alcun che perder lei s’attende,
e che dirà ne lo inferno: O mal nati,
io vidi la speranza de’ beati".
Madonna è disiata in sommo cielo:
30or voi di sua virtù farvi savere.

Dico, qual vuol gentil donna parere
vada con lei, che quando va per via,
gitta nei cor villani Amore un gelo,
per che onne lor pensero agghiaccia e pere;
35e qual soffrisse di starla a vedere

diverria nobil cosa, o si morria.
E quando trova alcun che degno sia
di veder lei, quei prova sua vertute,
ché li avvien, ciò che li dona, in salute,
40e sì l’umilia, ch’ogni offesa oblia.

Ancor l’ha Dio per maggior grazia dato
che non pò mal finir chi l’ha parlato.
Dice di lei Amor: "Cosa mortale
come esser pò sì adorna e sì pura?"
45Poi la reguarda, e fra se stesso giura

che Dio ne ’ntenda di far cosa nova.
Color di perle ha quasi, in forma quale
convene a donna aver, non for misura:
ella è quanto de ben pò far natura;
50per essemplo di lei bieltà si prova.

De li occhi suoi, come ch’ella li mova,
escono spirti d’amore inflammati,
che feron li occhi a qual che allor la guati,
e passan sì che ’l cor ciascun retrova:
55voi le vedete Amor pinto nel viso,

là ’ve non pote alcun mirarla fiso.
Canzone, io so che tu girai parlando
a donne assai, quand’io t’avrò avanzata.
Or t’ammonisco, perch’io t’ho allevata
60per figliuola d’Amor giovane e piana,

che là ’ve giugni tu diche pregando:
"Insegnatemi gir, ch’io son mandata
a quella di cui laude so’ adornata".
E se non vuoli andar sì come vana,
65non restare ove sia gente villana:

ingegnati, se puoi, d’esser palese
solo con donne o con omo cortese,
che ti merrano là per via tostana.
Tu troverai Amor con esso lei;
70raccomandami a lui come tu dei.

Donne che comprendete la vera essenza di amore,
con voi voglio parlare in rima della mia donna,
non perché pretenda di esaurire la sua lode,
ma per sfogare la mente ragionando.
io dico che, pensando alla sua virtù,

Amore si fa sentire così dolcemente in me,
che se io allora non perdessi coraggio,
farei innamorare di lei la gente con i miei versi.
e io non voglio cantarla in stile così alto,
da divenire vile per il timore di non riuscirci;

ma tratterò della sua nobiltà
in modo poco profondo rispetto a lei,
o donne e donzelle omorose, con voi,
poiché non è argomento da trattare con altri.
Un angelo si lamenta nell’intelletto divino

e dice: “Signore, nel mondo si può vedere
un miracolo nell’operazione
di una creatura che risplende fino a qui”.
Il cielo, che non ha nessun’altra mancanza
se non quella di non avere lei, la chiede al suo Signore,

e ogni santo la invoca in grazia.
Solo la pietà difende la causa degli uomini,
dato che Dio, riferendosi alla mia donna, afferma:
“Diletti miei, ora sopportate in pace
che la vostra speranza (Beatrice) rimanga per tutto il
                                                         [tempo che voglio]
là dove c’è uno (Dante) che si aspetta di perderla,
o che dirà all’Inferno: o dannati,
io ho visto la speranza dei beati”.
Beatrice è desiderata nell’Empireo:
ora voglio farvi sapere del suo potere.

diche che, qualunque donna voglia apparire nobile
vada con lei, perché quando cammina per le vie,
Amore infonde nei cuori non gentili un gelo,
oer il quale oghni loro pensiero si paralizza e muore;
e chi riuscisse a sostenere il suo sguardo

si convertirebbe ad una cosa nobile o morirebbe.
E quando trova qualcuno che sia degno
di guardarla, egli sperimenta la sua potenza,
poiché ciò che gli dona si trasforma per lui in salvezza,
e lo rende così mite, che dimentica ogni offesa.

Dio le ha dato inoltre una grazia maggiore:
che chi ha parlato con lei non può finire male.
Amore dice di lei: “Come può essere
una creatura mortale di tale bellezza e virtù?”
Poi la osserva di nuovo, e fra sé afferma con certezza

che Dio intende fare di lei una cosa straordinaria.
Ha la carnagione bianca quasi come il colore delle perle, come è giusto per una donna, non oltre misura:
ella è il massimo del bene che può produrre la natura;
prendendo lei come modello e metro di misura ogni       
                                                             [altra bellezza.]
Dai suoi occhi, non appena li muove,
scaturiscono spiriti infiammati d’amore,
che feriscono gli occhi a chi li guardi in quel momento,
e penetrano in modo tale che ciascuno giunge al cuore:
voi le vedete Amore dipinto nello sguardo,

là dove nessuno può guardarla fisso.
Canzone, io so che tu andrai parlando
a molte donne, quando io ti avrò messa in circolazione.
Ora ti ammonisco, dal momento che ti ho cresciuta
come una figlia giovane e semplice di Amore,

affinché là dove t giunga dica pregando:
“insegnatemi la strada, perché io sono indirizzata
a quella delle cui lodi sono adornata”.
E se non vuoi andare invano,
non ti fermare dove c’è gente con il cuore non gentile:

ingegnati, se puoi, di manifestarti
solo a donne e uomini cortesi,
che ti condurranno là per la via più breve.
Tu troverai Amore insieme a lei:
raccomandami a lui, come è tuo incarico.

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