Pagine

Visualizzazione post con etichetta filosofia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta filosofia. Mostra tutti i post

martedì 9 giugno 2015

SCHOPENHAUER - filosofia

SCHOPENHAUER

LE RADICI CULTURALI

-    Platone » riprende la teoria delle idee
-    Kant » lo considera il filosofo più grande ed originale
» riprende da lui l’impostazione soggettivistica della gnoseologia
-    Illuminismo » filone materialistico e quello dell’ideologia
 » carattere polemico nei confronti delle credenze tradizionali tramandate
-    Romanticismo » irrazionalismo
 » importanza attribuita all’arte e alla musica
 » tema dell’infinito, cioè crede nella presenza nel mondo di un principio assoluto le cui
    varie realtà sono manifestazioni transeunti
 » tema del dolore ma per Schop non è in chiave ottimistica (visione pessimistica della realtà)
-    Idealismo » lo rifiuta e lo indica come “filosofia delle università”, non al servizio della verità ma di
    interessi volgari come il potere ed il successo
 » riconosce un certo ingegno a Fichte e a Schelling
 » Hegel invece è “sicario della verità”, “ciarlatano pesante e stucchevole”
 » emerge in questa critica la sua esigenza della libertà della filosofia
 » però non c’è un’autentica e puntuale contestazione delle singole tesi dell’idealismo, piuttosto
    una serie di insulti
-    Interesse per il pensiero orientale
» costituisce tutt’ora un problema aperto
» sembra che il pensiero di Schopenhauer si sia sviluppato indipendentemente dal suo incontro con le
   filosofie orientali » più che condizionamento è sintonia
» è stato il primo filosofo occidentale a tentare il recupero di alcuni motivi del pensiero orientale
» ha desunto da esso un repertorio di immagini e di espressioni suggestive
» è stato un ammiratore della sapienza orientale

IL VELO DI MAYA

-    Il suo punto di partenza è la distinzione kantiana tra fenomeno e noumeno
» per Kant » il fenomeno è la realtà concreta e visibile, l’unica accessibile alla mente umana, è l’oggetto
                     della rappresentazione ed esiste al di fuori della coscienza
                  » il noumeno è il concetto-limite che serve da promemoria critico
» Shopenhauer » il fenomeno è parvenza, illusione, sogno, rappresentazione che esiste solo nella coscienza
                         » il mondo è la mia rappresentazione: assioma indimostrabile ma che si presenta evidente
                         » il noumeno è la vera realtà che si nasconde dietro l’inganno del fenomeno
                         » il filosofo ha il compito di “scoprire il velo di Maya” ed accedere alla vera realtà
-    La rappresentazione ha due aspetti ha due aspetti essenziali ed inseparabili
1.      soggetto rappresentante
2.      oggetto rappresentato
» questa distinzione costituisce la forma generale della conoscenza
» sono due facce della stessa medaglia, sono entrambi elementi imprescindibili della rappresentazione
» il materialismo è falso perché nega il soggetto riducendolo all’oggetto o alla materia
» l’idealismo è falso perché nega l’oggetto riducendolo al soggetto
-    Le forme a priori della conoscenza (sulle orme del criticismo di Kant)
» la nostra mente è corredata di una serie di forme a priori
» a differenza di Kant ne ammette solo 3 = spazio, tempo e causalità
-    La categoria della causalità
» è l’unica categoria perché tutte le altre sono riconducibili ad essa
» assume forme diverse a seconda degli ambiti in cui opera (necessità, fisica, logica, matematica, morale)
» è quindi principio » del divenire: regola i rapporti tra gli oggetti naturali (necessità fisica)
                                » del conoscere: regola i rapporti tra premesse e conseguenze (necessità logica)
                                » dell’essere: regola i rapporti spazio-temporali (necessità matematica)
                                » dell’agire: regola la connessione tra un’azione e i suoi motivi (necessità morale)
-    La vita è sogno ingannevole, un tessuto di apparenze (velo di Maya) » concezione che riprende da
1.      Platone » “gli uomini non vivono che in un sogno”
2.      Pindaro » “l’uomo è il sogno di un’ombra”
3.      Sofocle » paragona gli individui a simulacri e ombre leggere
4.      Shakespeare » “noi siamo di tale stoffa come quella di cui son fatti i sogni, e la nostra breve vita è
                                   chiusa in un sonno”
5.      Calderόn de la Barca » scrisse La vita è sogno
» ma Schopenhauer è il primo a darne una enunciazione filosofica e teorizzazione
-    Inclinazione metafisica dell’uomo
» al di la del fenomeno esiste però la realtà vera
» l’uomo, o meglio il filosofo che c’è nell’uomo, non può fare a meno di interrogarsi su questa realtà
» l’uomo è un «animale metafisico» che a differenza degli altri esseri viventi si stupisce della sua stessa
   esistenza ed è portato ad interrogarsi sull’esistenza ultima della vita
» tanto più uno è intelligente tanto più si fa domande riguardo alla vera realtà

TUTTO E’ VOLONTA’

-    Come lacerare il velo di Maya?
» presenta la sua filosofia come integrazione necessaria a quella di Kant
» si vanta di aver individuato una via d’accesso al noumeno
» se la mente è chiusa nell’orizzonte della rappresentazione, come lacerare il velo di Maya?
» se noi fossimo soltanto conoscenza e rappresentazione (“una testa d’angelo alata senza corpo”) non
   potremmo uscire dal mondo fenomenico
-    La scoperta dentro di sé della volontà di vivere
» però non siamo solamente coscienza e rappresentazione: noi siamo dati a noi stessi anche come corpo
» non ci “vediamo” solamente da di fuori, ma viviamo dal di dentro godendo e soffrendo
» questa esperienza permette all’uomo di squarciare il velo del fenomeno e di afferrare la cosa in sé
» squarciare il velo = coscienza che io sono immerso nella rappresentazione » questa coscienza ti fa andare
                                   oltre la rappresentazione perché ti fa capire che tu sei altro rispetto alla
                                   rappresentazione cioè che sebbene tu sia nel finito su sei infinito
» ci rendiamo conto che l’essenza profonda del nostro essere è la brama di vivere, la «volontà di vivere»
» più che intelletto e conoscenza noi siamo vita e volontà di vivere
» il nostro stesso corpo è manifestazione esteriore di tutte le nostre brame interiori (l’apparato digerente è
   manifestazione della volontà di nutrirsi, l’apparato sessuale della volontà di riprodursi)
» l’intero mondo fenomenico è manifestazione esteriore della volontà interiore che rende visibile se stessa
   nella rappresentazione spazio-temporale
-    La volontà è radice noumenica dell’intero universo
» fondandosi sul principio di analogia, dice che la volontà di vivere non è solo radice noumenica dell’uomo
-    Ma che cosa rende possibile questa estensione dalla mia essenza all’essenza del mondo?
» quando io vivo il mio corpo lo sottraggo all’approccio del fenomeno perché smetto di usare spazio,
   tempo e causalità (che sono gli strumenti che individuano gli oggetti come molteplicità di cose distinte)
» l’essenza che riscontro nel mio corpo non è più solo del mio corpo, ha perso i limiti dell’individualità
» quindi mentre si parla di “fenomeni” al plurale, si deve parlare di “noumeno” al singolare perché ciò che
   rende distinte e quindi molteplici le cose sono spazio, tempo e causalità (non ci sono + nel noumeno)
» una volta individuata la volontà come essenza noumenica del mio corpo so che è dell’intera realtà
-    L’io per Schopenhauer è coincidenza di coscienza, volontà e corpo
» non è solo la coscienza come nella metafisica tradizionale
» non è un principio astratto e universale come la Ragione (per gli idealisti)
» non è il soggetto trascendentale di Kant
» Schopenhauer non rinuncia a nessuna componente umana, rivaluta l’individuo nella sua interezza

CARATTERI E MANIFESTAZIONE DELLA VOLONTA’ DI VIVERE

-    La volontà è
1.      inconscia » la consapevolezza e l’intelletto ne costituiscono solo possibili manifestazioni secondarie
» il termine “volontà” non è volontà cosciente ma è energia o impulso
2.      unica » perché esistendo al di fuori dello spazio e del tempo si sottrae al principio di individuazione
3.      eterna » perché è oltre la forma del tempo » quindi è un principio senza inizio e senza fine
4.      incausata e senza scopo » perché è oltre la categoria di causa » è forza ed energia libera e cieca
» possiamo chiedere a un uomo perché voglia quella cosa particolare ma non
   perché voglia in generale, a cui risponderebbe “voglio perché voglio”
» la volontà primordiale non ha alcuna meta oltre se stessa, la vita vuole vita
-    La crudele verità del mondo
» quindi tutti gli esseri viventi vivono semplicemente per vivere e continuare a vivere, senza scopo
» gli uomini hanno sempre cercato di mascherare questa terribile evidenza postulando un Dio al quale
   finalizzare l’esistenza propria e di tutto l’universo, per trovare un senso alle loro azioni
» ma Dio non può esistere e l’unico assoluto è la volontà
» i caratteri della volontà sono quelli con cui i filosofi hanno sempre caratterizzato la divinità o l’Infinito
-    La volontà di vivere si manifesta nel mondo fenomenico attraverso due fasi
1.      la volontà si oggettiva in un sistema di forme immutabili, a-spaziali e a-temporali = le idee (by Platone)
2.      la volontà si oggettiva nei vari individui del mondo naturale che sono la moltiplicazione e concretizzazione nello spazio e nel tempo delle idee
» tra individui e idee c’è u rapporto di copia-modello
-    Il mondo delle realtà naturali si struttura in una serie di gradi disposti in ordine ascendente
» grado più basso = forze della natura
» grado superiore = piante e animali
» questa piramide cosmica culmina nell’uomo nel quale la volontà di vivere è pienamente consapevole
» ma come guida della vita la ragione è meno efficace dell’istinto » per cui l’uomo è “un animale malato”

IL PESSIMISMO

-    Affermare che l’essere è manifestazione di una volontà infinita = dire che la vita è dolore
» volere significa desiderare
» desiderare è uno stato di tensione per la mancanza di qualcosa che si vorrebbe avere
» quindi il desiderio è assenza » cioè un dolore
» dato che nell’uomo la volontà è cosciente, l’uomo è il più bisognoso e mancante tra gli esseri
» la vita è essenzialmente dolore, al di là di ogni apparenza ingannevole

Ogni volere scaturisce da bisogno, ossia da mancanza, ossia da sofferenza. A questa dà fine l’appagamento; tuttavia per un desiderio che venga appagato ne rimangono almeno dieci insoddisfatti; inoltre la brama dura a lungo, le esigenze vanno all’infinito.

-    Il carattere negativo della felicità umana
» godimento (fisico) e gioia (psichica) sono solamente una cessazione del dolore (come già per Leopardi)
» perché ci sia piacere prima ci deve essere stato per forza un periodo di tensione e di dolore
» invece il dolore non può essere ridotto a cessazione del piacere e si può sperimentare una catena di dolori
   senza che siano preceduti da altrettanti piaceri
» quindi il dolore si identifica con la struttura della vita, è un dato primario e permanente
» il piacere è solo una funzione derivata del dolore e riesce a vincerlo solo annullando se stesso
-    Accanto al dolore permanente e al piacere momentaneo c’è la noia
» la noia subentra quando viene meno l’aculeo del desiderio
» la vita umana è come un pendolo che oscilla tra dolore e noia passando per un intervallo fugace ed
   illusorio di piacere e di gioia » ciò che distingue le situazioni sono le diverse manifestazione del dolore
-    Pessimismo cosmico
» la volontà di vivere è tensione sempre insoddisfatta (Sehnsucht romantico “desiderio insoddisfatto”)
» il dolore non riguarda solo l’uomo ma investe ogni creatura: tutto soffre
» il genio avendo maggiore sensibilità degli uomini comuni è destinato ad una sofferenza più intensa
» dato che il principio primo è la volontà ed essa è sofferenza, allora il mal non è solo del mondo ma è nel
   principio primo da cui esso dipende
-    L’espressione di tale dolore universale è la lotta crudele tra tutte le cose
» dietro le celebrate meraviglie del creato si cela un’«arena di esseri tormentati ed angosciati , che esistono
   solo a patto di divorarsi l’un l’altro»
» auto lacerazione della volontà in molteplicità di parti e di individui reciprocamente ostili
-    L’illusione dell’amore
» l’individuo è un mero strumento della specie perché l’unico fine della natura è quello di perpetuare la
   vita e con essa il dolore » ciò avviene attraverso l’amore = uno dei più forti stimoli dell’esistenza
» il fine dell’amore quindi è solo l’accoppiamento
» l’individuo proprio nel momento in cui crede di realizzare maggiormente il proprio godimento e la
   propria personalità in realtà è lo zimbello della natura, perché sta perpetuando il dolore
» quindi non c’è amore senza sessualità, per quanto etereo voglia apparire è istinto sessuale
» l’amore procreativo è avvertito come “peccato” e “vergogna” perché in fondo è istinto sessuale e poi
   perché è il maggiore dei delitti = procreazione di altre creature destinate alla sofferenza
» l’unico amore che si può elogiare è quello della pietà

CRITICA ALLE VARIE FORME DI OTTIMISMO
» rifiuta le menzogne con cui gli uomini tentano di celare a sé la negatività della realtà » un maestro del
   sospetto accanto a Marx, Nietzsche, Freud
» critica alle ideologie e soprattutto alla filosofia accademica di Stato: chi viene pagato per filosofare non
   può certo pensare liberamente, hanno solo ambizioni di potere, denaro e gloria
» si oppone alle concezioni spiritualistiche dell’amore
» smaschera i luoghi comuni sulla felicità umana

-    Rifiuto dell’ottimismo cosmico » la realtà non è positiva
» è l’interpretazione del mondo come organismo perfetto, provvidenzialmente governato da Dio/Ragione
» è una visione consolatrice ma falsa
» la vita è un’esplosione di forze irrazionali e il mondo non è il regno della logica e dell’armonia ma
   dell’illogicità e della sopraffazione, governato dalla “legge della giungla”
» ateismo filosofico: definisce le religioni come “metafisiche per il popolo” pensando che nel tempo la
   gente non crederà più a queste illusioni (come poi dirà Nietzsche)
-    Rifiuto dell’ottimismo sociale
» nega la tesi della bontà e della socievolezza umana
» ciò che regola i rapporti umani è un conflitto e il tentativo della sopraffazione reciproca
» nel tempo le tecniche si sono evolute, dalle più primitive e violente alle più moderne e raffinate
» se gli uomini vivono insieme è per bisogno, se esiste lo Stato non è per esigenza di eticità (attacca Hegel)
   ma solo per difendersi e regolare gli istinti aggressivi (come per Freud)
» pessimismo antropologico e sociale
» pessimismo come via verso la pietà » la visione del mondo come “inferno di egoismi” è finalizzata a
                                                                favorire la scelta della vita etica e della pietà
-    Rifiuto dell’ottimismo storico: polemica contro ogni storicismo (osa contro maggiori dogmi dell’epoca)
» riduce la portata conoscitiva della storia: essa non è una vera scienza ma catalogazione dell’individuale
» per questo è inferiore all’arte e alla filosofia, che vogliono essere strutture permanenti ed universali
» a furia di studiare gli uomini gli storici hanno perso di vista l’uomo e si sono illusi che di epoca in epoca
   gli uomini mutino » invece se andiamo oltre alle apparenze, il destino dell’uomo è sempre lo stesso
» il solo modo proficuo di approcciarsi alla storia è quello di evidenziare la ripetitività della storia: ciò che
   cambia non è l’essenza delle cose ma solo la loro facciata » passa dalla storia alla filosofia della storia
» storia = fatale ripetersi del medesimo dramma, l’umanità spera sempre di metterlo a tacere con illusioni
» il compito della storia è la presa di coscienza da parte dell’uomo del proprio destino doloroso

LE VIE DELLA LIBERAZIONE DAL DOLORE
» bisogna imparare volta per volta a non desiderare, a non volere l’esistenza, ad annullare la volontà

-    Il rifiuto del suicidio
» perché è un atto di forte affermazione della volontà: anzi che negare la volontà nega la vita
» perché sopprime soltanto una manifestazione fenomenica della volontà lasciando intera la cosa in sé
-    Dalla voluntas alla noluntas
» la risposta al dolore del mondo non è l’eliminazione della vita ma la liberazione dalla volontà di vivere
» com’è possibile per l’uomo e la volontà costituisce l’essenza e la struttura metafisica dell’universo?
» non dà una giustificazione teorica ma presenta individui eccezionali che ci riuscirono e che hanno fatto il
   percorso dalla coscienza di essere volontà fino alla negazione di questa
» ci sono tre vie non disposte dialetticamente
-    L’arte
» la conoscenza scientifica è imbrigliata nella forme dello spazio e del tempo
» invece l’arte è conoscenza libera e disinteressata che si rivolge alle idee contemplando i modelli eterni
   delle cose, l’essenza immutabile dei fenomeni
» il soggetto contemplante quindi non è più l’individuo particolare ma il puro soggetto del conoscere
» per il suo carattere contemplativo l’arte sottrae l’individuo alla catena infinita dei bisogni e dei desideri
   quotidiani offrendo un appagamento immobile e compiuto » l’arte è catartica
» più che vivere l’artista contempla la vita elevandosi al di sopra della volontà, del dolore e del tempo
» dato che la volontà si manifesta secondo una scala gerarchica, le arti sono poste a diversi livelli
» tragedia » è auto rappresentazione del dramma della vita
» musica » non riproduce le idee come fanno le altre arti ma è rivelazione della volontà a se stessa
               » è l’arte più profonda e universale, il piacere che procura è cessazione del bisogno
» ma l’arte è temporanea e parziale, è un “breve incantesimo”, è conforto ma non è vero cammino
-    L’etica della pietà
» l’etica implica un impegno nel mondo a favore del prossimo = tentativo di superare l’egoismo e di
   vincere la lotta incessante tra creature che è una delle maggiori fonti di dolore per gli uomini
» l’interesse costituisce il cuore della moralità (come Kant), ma non sgorga da un imperativo categorico
   dettato dalla ragione (contro Kant) ma da un’esperienza vissuta, da un sentimento di pietà e compassione
» la pietà sgorga dalla coscienza che gli uomini condividono tutti lo stesso destino di dolore e quindi
   avvertiamo come nostre le sofferenze degli altri perché ci identifichiamo con il loro dolore
» tramite la pietà sperimentiamo un’unione metafisica tra tutti gli esseri
» la pietà è strumento di conoscenza autentica » non basta sapere che la vita è dolore, ma bisogna sentire
» è la moralità a produrre la conoscenza non il contrario
» la morale si concretizza in due virtù
1.      giustizia » è un primo freno all’egoismo
                   » ha carattere negativo, perché consiste nel “non fare il male” e nel riconoscere agli altri 
                      ciò che siamo pronti a riconoscere a noi stessi
2.      carità » è la volontà attiva e positiva di fare il bene, è amore autentico e disinteressato
» al contrario c’è l’eros, falso amore perché egoistico e interessato
» ma la morale rimane pur sempre all’interno della vita e presuppone un qualche attaccamento ad essa
-    L’ascesi
» persegue una liberazione non solo dall’egoismo ma dalla stessa volontà di vivere
» nasce dall’orrore dell’uomo per l’essere di cui è manifestazione cioè per la volontà di vivere
» l’ascesi è l’esperienza attraverso cui l’individuo cessa di volere la vita e di volere e quindi si propone di
   estirpare il proprio desiderio di esistere di godere e di volere
» primo gradino = castità perfetta » libera dalla prima manifestazione della volontà, l’impulso generativo
» secondo gradino = rinuncia dei piaceri, l’umiltà, il digiuno, la povertà, il sacrificio, l’automacerazione
» NB: se tale volontà fosse vinta completamente anche da un solo individuo, sarebbe sconfitta
   definitivamente perché essa è una sola
» la soppressione della volontà di vivere è l’unico atto di libertà per l’uomo
» nei mistici del cristianesimo l’ascesi si conclude con l’estasi (stato di unione con Dio)
» nel misticismo ateo culmina nel nirvana buddista = esperienza del nulla, negazione del mondo, quindi il
   nirvana è un tutto, è l’oceano di pace, le nozioni di “io ” e “soggetto” si dissolvono
-    Critiche all’esito orientalistico del pessimismo schopenhaueriano
» è la parte più debole e contraddittoria del suo sistema
» se la volontà è la struttura metafisica del reale come è possibile un suo annullamento?
» come può la volontà ad un certo momento non volere più se stessa?
» perché Schopenhauer teorizza qualcosa che non si sente di intraprendere lui stesso?
» l’importante è la sua denuncia della realtà del dolore


domenica 7 giugno 2015

IL POSITIVISMO - punti fondamentali - filosofia

POSITIVISMO

-    È un movimento filosofico e culturale caratterizzato dall’esaltazione della scienza a diversi livelli
» nasce in Francia nella prima metà dell’800 e si impone nella seconda metà del secolo
-    Il termine positivo ha due principali significati » Comte lo usa per applicarlo alla propria dottrina
1.      innanzitutto è ciò che è reale, effettivo, sperimentale
2.      ciò che appare fecondo, pratico, efficace
-    Pur comprendendo pensatori molto diversi tra loro, ci sono alcune tesi generali del positivismo
1.      la scienza è l’unico metodo di conoscenza possibile e valido
» metodi che non sono accessibili al mondo della scienza non danno origine a vera conoscenza e quindi
   sono da eliminare » in Germania il grido “niente più metafisica!” è significativo
2.      riduzione del ruolo della filosofia a strumento della ragione per raccogliere, unificare, classificare, enunciare i principi comuni delle varie scienze
» la filosofia non ha più un proprio oggetto e campo di ricerca » ridotta al servizio della scienza
» si configura come studio delle generalità scientifiche che riunisce e coordina i risultati delle scienze
3.      il metodo della scienza essendo l’unico va esteso a tutti gli ambiti umani e tutti i campi di indagine
» compresi quelli che riguardano l’uomo (nasce l’antropologia) e la società (nasce la sociologia)
4.      il progresso scientifico e tecnologico rappresenta la base del progresso umano
» è lo strumento attraverso cui l’uomo può organizzare per sé un futuro di pace e felicità nel benessere
» hanno la consapevolezza di una crisi storica che ha coinvolto la società europea
5.      fiducia entusiastica nell’uomo e nella scienza » radicale ottimismo
» clima generale di fiducia nelle forze dell’uomo e nelle potenzialità della scienza e della tecnica
» si traduce in un vero e proprio culto per la scienza e la tecnica
» la scienza libererà l’uomo dalle catene della fame, dell’ignoranza e della regressione
» ma poi la scienza si dimentica di essere uno strumento a servizio dell’uomo » eugenetica e razzismo
                                                                                                                             » bomba atomica
-    Base storica
» epoca delle grandi scoperte scientifiche che hanno modificato radicalmente la quotidianità delle persone
» all’opinione pubblica sembra davvero che la scienza possa salvare l’uomo: si susseguono invenzioni 
   capaci di cambiare la vita dell’uomo » scienza come via alla felicità, libera dalla guerra, dalla fame
» la scienza ed il progresso erano visti come unica via alternativa all’instabilità internazionale crescente
» ha fallito con le guerre mondiali: si è visto a che cosa ha portato il progresso scientifico, all’autodistruzione
-    Due fasi del positivismo
1.      prima metà ‘800 » il positivismo era una proposta per superare la crisi socio-politica e culturale del
                                     periodo post-illuministico e post-rivoluzionario
                                  » Comte propone un modello politico organicistico e antiliberale
                                  » il positivismo appare offuscato dalla preponderante influenza romantico-idealistica
2.      seconda metà ‘800 » si presenta come riflesso e stimolo di un progresso in atto
 » trionfo del liberalismo (soprattutto in Inghilterra)
 » il positivismo prevale divenendo filosofia egemone della cultura europea
-    Figure celebrate dal positivismo » lo scienziato
                                                    » l’industriale, l’ingegnere, il medico
                                                    » il maestro: diffusore della vera cultura presso la povera gente
-    Nella 2° metà del secolo appare come filosofia della moderna società industriale e tecnico-scientifica
» non a caso si sviluppa principalmente in nazioni come l’Inghilterra, la Francia e la Germania che 
   all’epoca erano all’avanguardia nel progresso industriale e tecnico-scientifico
» diventa quindi ideologia fondamentale della borghesia liberale dell’Occidente
-    Riprese e affinità con l’Illuminismo
» il positivismo si configura come una ripresa originale del programma illuministico all’interno di una nuova
   situazione storico-sociale post-rivoluzionaria caratterizzata » dall’avvento del capitalismo industriale
                                                                                            » dallo sviluppo delle scienze e della tecnica
1.      fiducia nella ragione e nel sapere » come strumenti di progresso a servizio dell’uomo e della felicità
2.      esaltazione della scienza discapito della metafisica (e di ogni sapere non verificabile)
3.      visione laica e immanentistica della vita
-    Differenze con l’Illuminismo
1.      diversa carica polemica » per i diversissimi momenti storici in cui vivono
» gli idoli polemici del positivismo sono in parte gli stessi su cui si era scagliato l’Illuminismo (es: la
   tradizione metafisica, l’aristocrazia agraria considerata come ostacolo per il progresso, la religione)
» gli Illuministi avevano combattuto contro forze culturali e sociali ancora dominanti facendosi promotori
   degli interessi di una borghesia in ascesa  e in più non era così accentuato il progresso scientifico
» i positivisti agiscono in una situazione in cui la borghesia si è affermata e la sua cultura è dominante
» quindi nei positivisti c’è una minore carica polemica: per loro le vecchie forme culturali sono
   semplicemente anacronistiche, destinate ad essere spazzate via dal progresso necessario della storia
» l’Illuminismo si configura come un riformismo gravido di rivoluzionarismo, mentre il positivismo è un
   riformismo consapevolmente antirivoluzionario
2.      diversa concezione della filosofia nei confronti della scienza
» per gli Illuministi la filosofia serve a criticare la conoscenza, cioè a delimitarne il campo di indagine      in cui è valida e sovrana (fondazione gnoseologica) » la scienza è criticata, sulla scia empiristica
                                                                                » posizione che ha culmine con Kant
» i positivisti danno per scontata la validità della scienza, che ritengono fondata di per sé
» quindi la filosofia viene ridotta: ha il compito di riordinare il quadro complessivo delle scienze e di
   proporre una sintesi unificatrice e generalizzatrice dei loro risultati (non fonda più la scienza)
3.      diverso rapporto con la scienza
» per gli Illuministi la scienza è strumento di critica alla metafisica, in funzione della dissoluzione delle
   antiche credenze della metafisica e della religione
» l’Illuminismo è lontano da una dogmatizzazione dei poteri della scienza » infatti Hume li confuta
   scetticamente e Kant li delimita criticamente (problema di partenza della critica alla ragion pura!)
» positivisti: la scienza prende il posto della metafisica, è una forma moderna delle antiche religioni
   che dà verità assolute e che non si può mettere in discussione » assolutizzazione della scienza
-    Differenze con il Romanticismo
» diverso retroterra culturale
» diverso contesto teorico-linguistico » Romanticismo: parla di filosofia speculativa, Spirito, dialettica
                                                            » positivismo: parla di scienza, umanità, progresso
» diversi condizionamenti economici e sociali
» il Romanticismo nasce in Germania in relazione ai problemi suscitati dal pensiero Kantiano
   Il positivismo nasce in Francia riconnettendosi all’eredità illuministica
» il Romanticismo si afferma in un luogo dove non ha avuto luogo la rivoluzione borghese
   Il positivismo nel luogo che ha conosciuto i più grandi rivolgimenti politici del mondo moderno
» il Romanticismo è collegato al ceto medio di una società pre-industriale
   Il positivismo esprime gli interessi e le ideologie della borghesia industriale e capitalistica
-    Affinità con il Romanticismo
» il positivismo si rivela come il “romanticismo della scienza”
» esaltazione o infinitizzazione del sapere positivo assunto come guida della vita umana in tutti i campi
» come i romantici che presi dalla brama dell’infinito tendono a caricare la filosofia o la poesia di 
   significati assoluti così i positivisti attribuiscono alla scienza una portata di tipo assoluta e religiosa


HUSSERL - La crisi delle scienze europee - filosofia

HUSSERL

-    Crisi delle scienze europee (pubblicata integralmente postuma nel 1954)
» è stata tradotta in italiano da Enzo Paci, a cui attribuisce però caratteristiche marxiste
» il libro è una riflessione critica sulle scienze occidentali
-    In quest’opera denuncia la decadenza della cultura europea
» crisi causata dal prevalere del punto di vista oggettivistico e naturalistico proprio delle scienze
» per anni è stato considerato vero solo ciò che sia scientificamente quantifizzabile
» quindi è stato escluso completamente quello che Husserl chiama «mondo della vita», con cui indica
   l’originaria dimensione soggettiva della vita concreta, quella dimensione che coincide con il mondo della
   quotidianità inteso come “regno di evidenze originarie”

Adottiamo come punto di partenza il rivolgimento, avvenuto a partire dal secolo scorso, nella valutazione generale delle scienze. Esso non investe la loro scientificità bensì ciò che esse, le scienze in generale, hanno significato e possono significare per l’esistenza umana. L’esclusività con cui, nella seconda metà del XIX secolo, la visione complessiva dell’uomo moderno accettò di venir determinata dalle scienze positive e con cui si lasciò abbagliare dalla prosperity che ne derivava, significò un allontanamento da quei problemi che sono decisivi per un’umanità autentica. Le mere scienze di fatti creano meri uomini di fatti.

-    Domanda che si pone: qual è il ruolo della filosofia?
» constata che a partire dal XVII secolo (da Galileo e Cartesio) la filosofia è profondamente mutata
» il carattere astratto e matematico della scienza si è accentuato sempre di più ed ha finito per condizionare
   profondamente la filosofia, portandola ad un livello di subalternità rispetto alle scienze: per sopravvivere
   ha dovuto cambiare radicalmente » nota come va ad analizzare la matrice dell’errore
» in questo periodo la filosofia non è mai stata accettata come scienza rigorosa, perché non empirica
» conduce un’indagine storica » tutto parte da Galileo che privilegia gli aspetti quantitativi della natura
» ma il vero colpevole di tutta la deriva è Cartesio, nonostante sia stato
   importantissimo, perché prende in considerazione solo gli aspetti oggettivi
   escludendo l’aspetto umano e soggettivo
» tappe emblematiche attraverso cui la filosofia moderna ha cercato di fornire un fondamento teorico alla
   prospettiva galileiana » Cartesio, Hobbes, Spinoza applicarono il metodo matematico a tutti gli ambiti
» il punto culminante è Kant per cui non si può indagare la parte morale e noumenica con la ragione
» questo ha comportato » la sovrapposizione del mondo matematico a quello esperibile
                                      » la riduzione del sapere a semplici scienze di fatto
                                      » tecnicizzazione e disumanizzazione del mondo moderno
                                      » esclusione di tutto ciò che non è quantificabile
-    Ritorno alle origini della filosofia
» la filosofia è nata perché l’uomo voleva ricercare risposte razionali a domande fondamentali di senso
» quindi la razionalità non è esclusiva della scienza » Husserl si oppone al tentativo della scienza di
   escludere dal dominio della ragione le domande di senso (ma non è contro la scienza in sé)
» c’è quindi bisogno di un ritorno all’uomo concreto
» non rifiuta la scienza in generale, ma esige che essa non perda il significato e il fine del suo operare
» fine della scienza = l’uomo » la scienza nasce dall’uomo per l’uomo
-    La scienza non è oggettiva ma soggettiva
» per Husserl la scienza è realizzazione dello spirito umano
» quindi presuppone il mondo intuitivo e pre-riflessivo della vita
» lo stesso scienziato è innanzitutto un uomo tra gli uomini
» quindi la crisi delle scienze europee non consiste soltanto nella crisi della loro scientificità, ma nell’aver
   perso i contatti con la dimensione concreta dei sentimenti e della vita (il concreto non coincide solo con
   ciò che è scientifico e matematico)
» la scienza dimenticò che l’origine, il significato e il fine di tutte le attività umane sta nell’uomo stesso
» la scienza ha ridotto le funzioni della filosofia riducendo anche l’uomo » crisi scientifica = crisi umana
-    Ribaltamento dei ruoli
» filosofia = coscienza razionale ed universale della totalità dell’essere (come per i greci)
» allora la filosofia è fondamento anche della scienza, che indaga solo l’esistenza concreto degli uomini,
   che è solo un aspetto della realtà e dell’essere
» ridimensiona il ruolo della scienza » la scienza è solo una costruzione eretta sopra il mondo della vita
                                                           » Husserl la chiama «sostruzione»
» nel tempo la realtà è andata a coincidere con la quantificabilità perdendo così la differenza tra strumento
   per pensare la realtà e la realtà stessa » ridefinisce cos’è realtà ampliandone il significato
» es: la matematica nasce come idealizzazione della realtà concreta ma il punto di partenza è la realtà
-    La filosofia come antidoto alla decadenza della civiltà europea
» attraverso la vera filosofia l’uomo prende coscienza della soggettività della scienza, che così riacquisterà
   la coscienza della propria origine storica nella filosofia (non ci sarebbe scienza senza filosofia)
» parlare del presente è parlare anche del passato e del futuro » la storia è permanenza ed evoluzione al
   tempo stesso » le nostre ricostruzioni storiografiche devono andare al di sotto dei fatti
                        » non solo elencare i fatti ma cogliere un significato umano e globale direzione di senso
                        » in sintonia con lo storicismo ottocentesco
» anche la scienza, come la filosofia, nasce perché l’uomo vuole cogliere un senso razionale al divenire
» c’è bisogno di un ritorno all’uomo concreto ma per essere soggetto bisogna volerlo
» il senso della storia coincide con la presa di coscienza che si è responsabili nei confronti della storia
» il filosofo è funzionario dell’umanità perché ha questa coscienza: sono responsabili anche di fronte al
   destino della specie umana
» due condizioni rendono possibile il compito dei filosofi
1.       la ragione deve essere continuamente presente nel mondo della vita
2.       si deve trovare un metodo per ridestare la ragione dormiente dell’uomo » attraverso la fenomenologia
» con la filosofia si recupererà una visione complessiva dell’uomo capace di individuare, al di là della
   frantumazione specialistica delle scienze, mete e scopi universalmente validi
» solo con la filosofia si raggiungerà una visione complessiva dell’uomo