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lunedì 24 novembre 2014

LE TRAGEDIE DI SENECA - Fedra - analisi

SCHEDA DULLA TRAGEDIA FEDRA DI SENECA

IL MITO: varianti del mito accolte da Seneca

Il testo di Seneca, messo a confronto la tragedia Ippolito di Euripide, presenta numerose e radicali differenze nello sviluppo del medesimo mito. Innanzitutto il titolo, nella tragedia di Seneca, dice di una maggiore attenzione focalizzata sul personaggio di Fedra, perché a Seneca interessa prendere in esame il comportamento umano più che quello divino, le passioni che possono trascinare l’uomo alla morte più che il rapporto con la divinità, che per l’Ippolito di Euripide vuole essere di pura affezione. Questo comporta un notevole cambiamento nella figura di Ippolito, che ora non è più caratterizzato dall’amore puro e totalizzante per la dea Artemide (o Diana per il contesto latino), ma dal disprezzo per il genere femminile e, più in generale, per il potere, che porta con sé i vizi, fino ad arrivare all’umanità intera. Quello di Seneca è un Ippolito che fugge la città, che evita il contatto con gli altri uomini per preservare la propria purezza, convinto che nella solitudine sia impossibile nuocere ad alcuno. È un Ippolito cosciente della sua purezza, e che indirizza ogni sua scelta alla sua conservazione nel disprezzo totale per tutto il resto della realtà.
Tutta l’attenzione è quindi focalizzata su Fedra, di cui viene esasperata la passione che la divora, molto più che in Euripide: infatti la Fedra di Seneca perde qualsiasi attaccamento all’onore, che invece era risultata l’ultima spiaggia della Fedra precedente. Per sottolineare questo aspetto, Seneca sceglie di eliminare il tradimento della nutrice, in entrambi i testi personaggio fondamentale, e di far rivelare alla stessa madre la verità dei suoi sentimenti ad Ippolito. Questa variante viene poi esasperata nella scelta di eliminare l’inganno  che la Fedra euripidea aveva escogitato per la salvaguardia della sua dignità, ultima cosa che le era rimasta: qui invece la donna sembra non avere altra preoccupazione se non la sua devastante e dilaniante passione, divenuta ormai incontrollabile. Sarà infatti la nutrice, cui sta a cuore preservare l’onore della signora, che avrà l’idea di presentare Fedra come vittima dello stupro, salvandola dalla potenziale ira del marito tornato a casa. Ma Seneca vuole affermare la sua scelta, la sua linea ancora più palesemente facendo confessare la sua colpa a Fedra davanti a Teseo, poco prima di uccidersi.
Non molto differente è invece la figura del marito, che in Seneca non condivide nessun dialogo con Ippolito, ma che condivide con l’omonimo euripideo la tristissima e disperata sorte, qui forse più accentuata dalla forte scelta di Seneca di farlo prima morire e poi resuscitare. Teseo sarebbe infatti tornato dal mondo dei morti senza alcun senso evidente, se non quello di uccidere suo figlio, godendone ed essendone insieme afflitto, e di assistere al suicidio dell’amata moglie. Che disperazione in un uomo risuscitato per macchiarsi di una colpa gravissima e per distruggere ciò che più amava e che almeno da morto aveva lasciato integro; non stupisce quindi se è sulle labbra di Teseo che sentiamo più spesso pronunciate le parole “fato funesto” e “destino crudele” e insensato, che pone un altro livello di rapporto con dio: quello dell’ostilità verso una sorte cieca.
Ma la variante più interessante, che centra anche con il tema del rapporto con gli dei, è in realtà l’osservazione di una mancanza, evidente nel paragone con l’Ippolito di Euridipe e soprattutto se si nota chi, nelle due tragedie, svela la verità dei fatti. Mentre nel mito euripideo siamo stupiti dalla presenza della divinità che apre la scena e la chiude con addirittura l’intervento divino di Artemide, unico per il mondo classico, nella tragedia di Seneca non possiamo non rimanere colpiti dalla mancanza di un rapporto con la divinità. Esso è espresso solamente attraverso i riferimenti nei discorsi e il racconto del prodigio di Nettuno che ha ucciso Ippolito. È infatti la stessa Fedra a svelare l’inganno della nutrice e la sua ipocrisia, mentre in Euripide è Artemide a rivelare la verità. A ben pensarci, sembra addirittura che la passione amorosa non sia provocata dalla dea, ma sorga spontaneamente nel cuore della madre; mentre Euripide specifica l’azione vendicativa di Afrodite nei confronti di Ippolito attraverso Fedra.

L’ETHOS: passi in cui risulta l’analisi psicologica, e in particolare il contrasti fra passioni e bona mens

La tematica dell’ethos è il punto fondamentale del messaggio educativo che Seneca vuole trasmettere al lettore. A tema infatti di ogni tragedia c’è il contrasto fra vizi e virtù, cioè fra passione frenata e capacità di controllare i sentimenti, l’equilibrio, la bona mens. Nell’analisi psicologica del personaggio di Fedra, che è il punto focale di tutta la tragedia, è infatti evidente una lotta, già persa in partenza, tra la travolgente passione amorosa e almeno il tentativo di nascondere questa colpa, di preservare il proprio onore. Ma tutti i tentativi cadono davanti alla forza irresistibile di questo amore insano.
Tutto il dialogo iniziale tra Fedra e la nutrice è rappresentativo di questa lotta, che per la nutrice è una questione di volontà, mentre per Fedra è una situazione di impotenza. Alla fiamma divoratrice viene infatti opposto un discorso moralista che invita a spegnere il fuoco della passione, a imparare a domarlo, a riflettere sulle conseguenze, a lasciarsi consigliare dal timore verso il marito. Per la nutrice il “voler guarire è l’inizio della guarigione”, ma il problema di Fedra è un’impotenza della volontà ad uscire dal male: l’unica via possibile per lei sarà infatti la morte come liberazione delle colpe.
Ma fallisce quindi l’etica di comportamento proposta da Seneca? Esiste un punto di non ritorno da cui l’uomo non può sottrarsi applicando uno schema di comportamento?

IL POTERE: passi in cui è svolto il tema della negatività del potere

Così dice a Fedra la nutrice nel primo dialogo che apre la tragedia, ammonendola per la sua passione:

Quando il benessere è troppo e si nuota nell’opulenza, nasce la cupidigia del nuovo. È allora che si insinua la libidine, questa crudele compagna della fortuna. Il solito cibo, una casa giusta e modesta, un comune boccale non bastano più. Nelle famiglie degli umili, perché si insinua di rado questa luce che sceglie ivnvece le case altolocate? Perché sotto umile tetto vive casto l’amore, perché la gente modesta ha desideri sani, e sa frenarli? Perché ricchi e potenti bramano invece più di quel che è lecito? Chi troppo può, vuol potere quello che non si può.


E così pronuncia Ippolito nel suo primo intervento lungo, rivolto alla nutrice:

Che cosa bevono i potenti in quelle coppe d’oro? Affanni. […] Dorme più tranquillo chi si affida a un duro giaciglio. Non medita da malvagio, nel buio della sua stanza, amori furtivi, non si nasconde da vile nei recessi del palazzo. Cerca l’aria e la luce, il cielo è testimone della sua vita. Sono certo che vivevano così gli uomini che la prima età generò insieme agli dei. Non conoscevano la cieca brama dell’oro […]

Il potere qui chiamati in causa non è quello politico, ma quello materiale: la ricchezza, l’eccessiva abbondanza. Si può capire, prendendo in considerazione il messaggio principale che Seneca vuole trasmettere al lettore (rifiuto di ogni eccesso in favore del virtuoso equilibrio) perché viene rifiutata l’opulenza. Essa deturpa l’uomo, come ogni vizio che nasce dall’eccesso.
Questo tema riecheggia inoltre una concezione espressa anche dagli storici latini che tentano di spiegare le ragioni del crollo dell’impero romano, che vengono identificate in un crollo della morale, a partire da una pace troppo prolungata e da un eccesso di benessere che ha reso flaccidi ed effeminati gli animi romani (per esempio Sallustio). È l’ambiente di ricchezza che fa da terreno fertile al vizio, o addirittura è condizione per cui esso si genera. Per questo Ippolito, che vuole mantenersi puro, rigetta qualsiasi tipo di potere materiale scegliendo di condurre la sua esistenza nei boschi.

DEI E UOMINI: quale sembra essere la concezione degli dei? Esiste l’idea di fato come destino razionale e provvidenziale? Esiste un’idea di fortuna cieca? Esiste una concezione dell’al di là?

C’è un dio che possa aiutarla, nel suo delirio, la sventurata che sono?
Un dio troppo potente sta domando il mio cuore.
Venere odia la stirpe del sole. Si vendica su di noi […]
L’amore è un dio? Questo lo dice la libidine. Per essere più libera ha dato il nome di un dio alle sue voglie.
Il potere di Venere e l’arco di Cupido se li è inventati una mente delirante.

Queste frasi estrapolate dal primo dialogo che hanno Fedra e la nutrice dicono di sue posizioni diverse nei confronti degli dei: da una parte Fedra accusa a Cupido la responsabilità della sua passione e si sente abbandonata dagli dei che non intervengono togliendole di dosso il male che l’assale, incolpando il destino crudele, e nello stesso tempo contraddicendosi e additando ad essa stessa la colpa. Dall’altra parte c’è invece la nutrice, più razionalista e moralista, che ricolloca la responsabilità del vizio alla donna, arrivando a mettere in dubbio l’esistenza delle divinità tradizionali.
Fedra non è la sola ad invocare l’intervento da parte della provvidenza divina, caratteristica dello stoicismo, condiviso da Seneca stesso: anche Ippolito, scoperta la passione della madre, ne invoca la morte da parte degli dei, in nome della giustizia che punisce l’impurità (notiamo il suo attaccamento alla purezza dal suo sconvolgimento, che arriva fino a tentarlo di uccidere lui stesso la madre, paradosso per chi vuole conservarsi integro! L’Ippolito di Euripide invece, pur sbalordito dai sentimenti della madre, prova per lei pietà). Lo stesso fa Teseo quando, ingannato dalla moglie, gli viene fatto credere lo stupro; lancia quindi la sua maledizione contro il figlio invocando il padre Nettuno di esaudirlo. Molti personaggi invocano quindi un intervento divino particolare: quello che esaudisca le preghiere e i progetti dell’uomo, la realizzazione dei quali non si rivela però un bene, anzi un male distruttivo e disarmante. Perché dio accetta di esaudire l’uomo se i suoi desideri portano ad un male? È dunque la pronoia un bene o un male per l’uomo? La provvidenza in sé risulta insufficiente. Riecheggia quindi il verso del’Ippolito euripideo in cui il servo pregava gli dei di essere più saggi dell’uomo.
Infine Teseo pone un’altra posizione del rapporto con gli dei, sostituendoli con la Τύχη greca: propone una visione della vita retta da una fortuna cieca e distruttiva:

Terribili travolgono gli eventi / la vita degli uomini.

Sembra ricalcare questa visione l’insistenza con cui si sottolinea che il corpo del defunto Ippolito viene ricomposto avvicinando tra loro le membra “a casaccio”.
Infine, nella tragedia è rintracciabile una concezione dell’aldilà: viene accettata infatti la tradizione per cui esiste un regno dei morti (Tartaro) retto da un dio (Plutone per i latini), che non permette agli uomini di ripercorrere il viaggio al contrario. È stato permesso solo a pochi, incluso Teseo ed Ercole.

IL CORO: qual è la funzione dei brani corali?

Notiamo in modo evidente la ripresa della funzione del coro, che non si limita ad un breve intermezzo musicale di danze e canti improvvisato di volta in volta e slegato dalla vicenda rappresentata, come lo era per la commedia ellenistica. Qui il coro è di nuovo un personaggio collettivo, che però interagisce scarsamente con gli altri personaggi, a differenza del coro della tragedia classica. La sua funzione infatti è quella di concludere una scena e di introdurne una nuova (notiamo infatti l’ultimo verso che presenta l’entrata di un personaggio), interrompendo la vicenda con racconti mitici, descrizioni, invocazioni o commenti di ciò che è appena accaduto.

LO STILE: caratteristiche dello stile di Seneca e del gusto dell’epoca

Possiamo rintracciare in alcune scelte di Seneca il gusto dell’epoca per il macabro, l’orrido, il sangue, il compiacimento nel mostrare orrori, nel presentare elementi di stregoneria, di mistero, che rendono più attraente la rappresentazione, che manca della presenza diretta della divinità.
-          Il ritorno di Teseo dal regno dei morti
-          La descrizione della morte di Ippolito da parte dell’araldo fino nei dettagli, descrivendo il sangue, il corpo trafitto, il viso sfigurato dai sassi, le carni straziate dagli arbusti
-          Il suicidio di Fedra messo in scena (ricordo che nella tragedia classica le morti erano solamente raccontate da altri personaggi, con l’eccezione di Aiace)
-          Il coro che fa riferimento ad elementi magici e a pratiche di stregoneria (Una maga tessala l’affascina, tememmo noi a quel torbido lume e, per scongiuro, facemmo tintinnare metalli.)

TECNICA TEATRALE

Spesso la critica esprime una perplessità sulla reale rappresentabilità delle tragedie di Seneca, ritenendo che esse siano state scritte puramente per la declamazione. A favore di questa tesi è la struttura della tragedia, mancante d’azione e ricca di dialoghi, sviluppati solo tra due personaggi. La lunghezza delle battute ricalca lo scopo che la tragedia ha per Seneca: l’insegnamento morale, e questo va a discapito dell’azione teatrale. L’unico grande avvenimento presente nel testo, il suicidio di Fedra, è difficilmente rappresentabile, per la sua stessa natura.

Si nota poi il numero ristretto di personaggi.

LA BELLE EPOQUE - verso la guerra

BELLE EPOQUE

-    Sviluppo e insicurezza
» anni di intenso sviluppo economico e di crescita del commercio mondiale
» anni di progresso scientifico e tecnologico + critica del progressismo positivista
» inasprimento parallelo delle tensioni internazionali e della conflittualità sociale interna
» frenetico riarmo da parte delle grandi potenze
» alternanza con rinnovate spinte pacifiste
» l’onda della seconda rivoluzione industriale e delle conquiste coloniali mai così estese generò una
   diffusione del benessere materiale, un miglioramento delle condizioni (anche se inegualmente distribuito)
» illusione che il progresso e lo sviluppo tecnico avrebbero portato alla pace e alla prosperità (si pensa
   chiusa l’epoca delle guerre barbare » invece stavano proprio per iniziare i più grandi conflitti)
» benessere » 1890 nasce il cinema
                   » 1896 hanno luogo le prime Olimpiadi
» crea il tempo libero, le attività creative, le attività sportive
» il benessere che avrebbe portato alla felicità si contrappone alla tensione politica
» crescente senso di insicurezza sul futuro del vecchio continente » appare minacciato da conflitti interni e
   anche esteri nelle sfide con le nuove potenze extraeuropee (Giappone, Stati Uniti) e con i fermenti
   indipendentisti in Africa e in Asia
» contraddizione » immagine dell’età dell’oro, del progresso, della spensieratezza, di pace (belle epoque)
                            » militarismo, imperialismo, spietata logica di potenza
-    Forze che lavorano per la tensione e forze per la pace
» guerra » capitalismo funzionario indicato dal marxismo come sicura premessa di guerra
              » corsa agli armamenti: politica di riarmo
» pace » la maggior parte della popolazione teme la guerra e la considera come il maggior flagello

LE NUOVE ALLEANZE

-    Crisi del sistema bismarckiano

» provocata » scelta del novo imperatore tedesco Guglielmo II in favore di una politica di respiro mondiale
                    » crescente difficoltà per la Germania di mantenere uniti i suoi due maggiori alleati (impero
                       austro-ungarico e russo) in perenne tensione nel settore balcanico
» Bismarck riuscì a tenerle insieme » i suoi successori optano per l’alleanza con l’Austria
                                                         » 1890: non rinnovano il trattato di controassicurazione con la Russia
» sono convinti che la Russia non avrebbe mai stretto alleanza con la Francia » si sbagliavano!
-    Alleanza franco-russa
» Russia e Francia, pur diversissime, avevano una cosa in comune = la necessità di trovare un alleato
» estate 1891 » primo accordo franco-russo
» 1894 » vera e propria alleanza militare » stipulazione della Duplice franco-russa
           » la Francia concede prestiti alla Russia (cercava di avviare un processo di industrializzazione)
» viene meno il pilastro dell’equilibrio bismarckiano = l’isolamento della Francia
» ora la Francia è pericolosa, perché può dare sfogo al suo sentimento di revanscismo (vendetta per Sedan)

-    “L’intesa cordiale” » stipulata nel 1904
» processo di graduale riavvicinamento fra Inghilterra e Francia
» sistemano le vecchie vertenze coloniali in Africa
» è una vera sconfitta diplomatica per la Germania » Francia è perno di un nuovo sistema di alleanze
-    La Triplice Intesa » non è propriamente un’alleanza, ma più un assemblamento
» Inghilterra e Russia regolano i loro contrasti in Asia limitando le rispettive sfere di influenza
» capovolgimento della situazione europea viene completato
» è un’alleanza tra poteri più eterogenei dal punto di vista politico, ma più compatti dal punto di vista
   diplomatico » potenzialmente più forte per risorse, per quantità e unione della popolazione
» una volta allontanato Bismarck dal governo, scoppiano le tensioni nella Triplice alleanza, tenuta insieme
   solo dalla personalità di Bismarck
» inizia un’epoca caratterizzata da un sistema di alleanze secondo un meccanismo rigido e definitivo che
   trascina i paesi in guerra senza che se ne rendano conto, senza portare avanti una precisa idea politica,
   ma che entrano in vigore solo per automatismi » eliminazione della diplomazia internazionale
» ad ogni fatto si risponde con aggressività maggiore » tutto è u passo verso l’inevitabile scoppio di un conflitto mondiale
-    Aggressività tedesca
» la situazione determina un complesso di accerchiamento, un’atmosfera di alta tensione e preoccupazione
» ciò causa » una aggressiva politica estera
                   » una spinta al riarmo (navale) » cercano di ridurre la sproporzione con la marina inglese
                   » una pericolosa inclinazione verso la guerra preventiva
                   » spinte nazionalistiche e tendenze aggressive » si riflettono anche negli altri Stati
» clima di una sempre maggiore tensione internazionale

LA GERMANIA GUGLIELMINA

-    Continuità degli equilibri di potere
» il passaggio all’età guglielmina non comporta nessun mutamento nel gruppo del potere dominante
» solo un peso + accentuato dei vertici militari
» nessuno dei cancellieri succedutisi hanno avuto la personalità che permise a Bismarck di imporsi
-    Weltpolitik: la “politica mondiale”
» la coscienza della propria egemonia in campo economico e industriale accentua nella classe dirigente e
   nel popolo le tendenze nazionalistiche e imperialistiche
» pur essendo un paese ricco di risorse naturali, era priva di un grande impero coloniale
» non aveva una disponibilità di materie prime paragonabile a quella inglese
» volontà di modificare a proprio vantaggio la distribuzione mondiale delle risorse
» ma era già compiuta la spartizione dei continenti extraeuropei » porta la Germania ad assumere un a
   posizione antagonistica rispetto alle altre potenze
» la politica di aggressività è alimentata dalla necessità di dare sbocco all’immenso potere produttivo
   industriale della Germania

I CONFLITTI DI NAZIONALITA’ IN AUSTRIA-UNGHERIA

-    Si aprono questioni che aggiungono tensioni » il maggior punto di attrito è il carattere multinazionale dell’Impero austroungarico, che accoglie sotto un’unica corona diverse nazionalità (slavi, italiani, cechi…)
» i conflitti nazionali interni erano il principale motivo di disagio e di crisi
» mentre l’Impero tedesco trova nel nazionalismo un potente elemento di coesione, in Austria diventa il
   Fattore di disgregazione per l’aumento della diversificazione dei gruppi etnici e delle tensioni
» vengono corrosi gli ambiti che consentivano maggiore unione: esercito, burocrazia, corona
-    Il risveglio dei nazionalismi
» con la soluzione dualistica del 1867 » la monarchia aveva scelto la strada del compromesso col gruppo
   nazionale più forte (quello magiaro)
» il potere imperiale era riuscito a governare la situazione appoggiandosi agli elementi conservatori
» fine ‘800 e inizio ‘900 » nascita dei movimenti nazionali, uniti dall’ostilità al potere centrale
                                        » prime rivendicazioni autonomistiche e indipendentistiche
» i più irrequieti = popoli slavi » nasce il movimento dei giovani cechi (cechi della Boemia e Moravia)
» tendenze nazionalistiche ancora più radicali fra gli slavi del sud = serbi e croati
-    Il progetto “trialistico”
» una parte della classe dirigente risponde a questi problemi formulando l’idea di trasformare la monarchia
   da “dualistica” a “trialistica” = staccare gli slavi del Sud dall’Ungheria creando un terzo polo nazionale
   accanto a quello tedesco e magiaro, tutti sotto la guida di un unico imperatore
» sarebbe stato un riconoscimento della nazionalità autonoma, non dell’indipendenza slava
» il sostenitore più autorevole è l’arciduca ereditario Francesco Ferdinando (nipote di Francesco Giuseppe)
» si scontra con l’opposizione degli ungheresi e dei nazionalisti serbi, che mirano la fondazione di uno
   Stato slavo indipendente » sono appoggiati palesemente dalla Serbia (a sua volta protetta dalla Russia)

VERSO LA GUERRA

-    Contrasti fra le potenze
» vecchi motivi » revanscismo francese
                          » rivalità austro-russa nei confronti dei Balcani
» nuovi » politica aggressiva tedesca e dalla competizione con l’Inghilterra per la superiorità navale
             » tensione generata dalla disgregazione dell’Impero ottomano: la sua debolezza e poi disfatta
                risveglia gli appetiti territoriali ed economici delle potenze europee
             » la crisi dell’Impero ottomano aggrava la spina dei vecchi e nuovi nazionalismi interni
-    Crisi marocchine
» il Marocco, dopo i Balcani, è il secondo punto di maggior frizione
» è oggetto da tempo delle mire francesi (ne rinuncia con l?intesa cordiale con l’Inghilterra)
» è scelto dalla Germania come ultimo terreno di scontro contro lo strapotere delle potenze rivali in campo
   coloniale » ma alla fine la Francia riesce a spuntarla » gli viene riconosciuto un protettorato
-    Annessione all’Austria della Bosnia-Erzegovina (1908)
» provoca un inasprimento della tensione con la Serbia (e quindi anche con la Russia)
» ma, appoggiata dalla Germania, riesce a far accettare dalle altre potenze il fatto compiuto
» esito = radicalizzazione del nazionalismo sud-slavo
-    Prima guerra balcanica (1912)
» poco dopo fu l’Italia a far riemergere le tensioni sull’area balcanica
» l’occupazione italiana della Tripolitania nel 1911 provoca una guerra con la Turchia
» la Turchia subisce l’ennesima sconfitta » stimola le mire dei piccoli Stati balcanici
» stringono una coalizione che sconfisse l’Impero ottomano » viene ridotto alla Tracia e Asia minore
» il “grande malato d’Europa” serviva però all’equilibrio
-    Seconda guerra balcanica (1913)
» la Bulgaria che aveva sostenuto il maggior peso della guerra, si sente sacrificata al momento della
   spartizione dei territori » si rompe l’alleanza fra gli Stati balcanici
» infine la Bulgaria viene sconfitta da una nuova coalizione unitasi contro di essa
-    Il nodo balcanico
» bilancio finale delle guerre balcaniche = sfavorevole per gli imperi centrali
                                                                 = la Serbia ne esce rafforzata raddoppiando il territorio
» fra i militari austriaci nasce l’idea di liquidare definitivamente la Serbia
» problema = in caso di un attacco la Russia si sarebbe mobilitata

                   » in caso di conflitto austro-russo, come si sarebbero comportate Germania e Francia?

La società di massa - i nuovi ceti - il suffragio universale - la questione femminile - la seconda internazionale - la rerum novarum - il nazionalismo

LA SOCIETA’ DI MASSA

-    Con il termina “massa”
= insieme indifferenziato al suo interno di individui, aggregato omogeneo in cui i singoli tendono a
   scomparire rispetto al gruppo » nel corso del ‘900 diventa protagonista della storia
» giù nel termine è contenuto il concetto di spersonalizzazione = perdita dell’individualità
» si differenzia dal termine “popolo” » in esso è conservata l’identità per l’adesione ad alcune istanze
                                                            » la massa ha perso queste istanze » è quindi amorfa
» la nascita della massa è dovuto alla perdita di un orizzonte ideale
-    Origine storica e cause del fenomeno della massa
» già con la rivoluzione francese abbiamo visto il popolo scendere per la prima volta in campo
» l’origine sta in un mutato contesto sociale, politico ed economico » l’industrializzazione, la produzione
   in serie, le catene di montaggio, il fenomeno di urbanizzazione generano la cosiddetta “società di massa”
» l’uomo ora vive in agglomerati urbani in cui si perde in un anonimato, perché gli uomini sono a più
   stretto contatto gli uni con gli altri ed entrano in rapporto con maggiore frequenza che in passato
   (disponibilità di mezzi di trasporto, di comunicazione, di informazione)
» i rapporti fra uomini sono però anonimi e impersonali » relazioni sociali non più attraverso piccole
   comunità tradizionali (locali, religiose, di mestiere » basta pensare alla massa degli operai)
» industrializzazione ha portato migliaia di operai (anche donne) a contatto prolungato tra loro
» la mentalità tende ad uniformarsi secondo i nuovi modelli generali

SVILUPPO INDUSTRIALE

-    Fase di espansione
» dagli ultimi anni dell’800 l’economia dei paesi industrializzati conobbe una fase di espansione intensa
» innovazioni tecnologiche, affermazioni di nuovi settori giovani
» sviluppo generalizzato della produttività » tocca anche i paesi “nuovi arrivati” (Russia e Italia)
» i prezzi crebbero » i salari e il reddito pro-capite aumentò nonostante l’aumentare della popolazione
-    Produzione in serie e consumi di massa
» ampliamento del mercato » le industrie produttrici si trovano per la prima volta a dover soddisfare una
   domanda sempre più crescente che assumeva dimensioni di massa » nasce un mercato di massa
» nasce una realtà completamente nuova dal piccolo artigianato o dall’autoconsumo
» prodotti prima assicurati dall’artigianato ora sono prodotti in serie e venduti in una rete di commerci
   sempre più estesa
» nelle città e nei porti i negozi si moltiplicano, i grandi magazzini crebbero
» l’introduzione di forme di pagamento rateale: si rendono gli acquisti più accessibili ai ceti meno abbienti
» muri dei palazzi e pagine dei giornali si riempiono di annunci pubblicitari
-    Catena di montaggio
» il lavoro in fabbrica si basa su tempi standard e sulla fissazione di regole e ritmi a cui gli operai devono
   uniformarsi eliminando le pause ingiustificate e gli sprechi di tempo
» 1° a produrre automobili in serie fu la ditta Ford (dà il nome alla filosofia imprenditoriale “fordismo”)

I NUOVI CETI

-    Classe operaia e ceto medio
» se la società di massa tende ad uniformare comportamenti e modelli culturali, rende però più complessa
   la stratificazione sociale dividendo » manodopera generica di operai semplici
                                                            » lavoratori qualificati, specializzati (hanno retribuzioni più alte per
                                                               le loro competenze maggiori)
» espansione del settore terziario + crescita degli apparati burocratici (scuola, sanità, trasporti…)
» conseguenza » crescita del lavoro dipendente, degli impiegati statali (chiamati “colletti bianchi”)
                        » crescita dei lavori autonomi » si verifica l’emergere di nuove attività che compensavano il
                           declino delle botteghe artigiane (es: fotografo, meccanico, dattilografo)
» crescita dei dipendenti pubblici è proporzionale all’aumento delle competenze dello Stato e delle
   amministrazioni locali in materia di sanità, istruzione, trasporti, altri servizi
» cresce la massa degli addetti al settore privato (tecnici, impiegati commessi » indossavano camicie
   bianche, per questo chiamati “colletti bianchi”, in contrasto ai “colletti blu” delle tute degli operai)
» diminuzione degli enti privati (soprattutto quelli religiosi)
-    Motivi della diffusione dell’istruzione d’obbligo
» la scuola è un ascensore sociale (anche se sei povero ma studi hai accesso a lavori + dignitosi dei genitori) » NB: per lavorare non conta più l’estrazione sociale, ma il merito » lo studio ha un valore sociale
» istruzione è un mezzo di pace sociale perché elimina le tensioni attraverso un’educazione che contrasti la 
   delinquenza e la criminalità insegnando principi di civiltà e di responsabilità sociale di ciascuno
» lo Stato vede nella scuola uno strumento per formare il cittadino (insieme alla leva militare » entrambi
   obbligatori), inculcare i propri ideali, e non può tollerare un’educazione su valori alternativi
» si cerca di far passare l’idea per cui l’istruzione non è un bene riservato ad un’elite, ma è un’opportunità
   da cui nessuno deve essere escluso, un servizio reso alla comunità » idea di una scuola aperta a tutti
» tutti i governi d’Europa rendono l’istruzione elementare obbligatoria e gratuita
» conseguenza » si abbassa il tasso di analfabetismo in Europa
                        » statalizzazione del sistema scolastico
-    Diffusione de quotidiani
» incremento nella diffusione della stampa quotidiana e periodica
» aumentano le notizie di cronaca cittadina
» crebbe l’interesse per gli spettacoli e gli eventi mondani
» espansione favorita da nuove istituzioni (agenzie di stampa) e da progressi tecnologico (telefono)
» il telefono aumenta la quantità e la rapidità nella circolazione delle informazioni
» crescita del numero di lettori » allargamento di coloro che formano l’opinione pubblica
» per un numero crescente di cittadini è possibile accedere alle informazioni e crearsi un’opinione

L’ESERCITO DI MASSA

-    Viene imposto il servizio militare obbligatoria » gli eserciti assumono una dimensione di massa
» tranne la Gran Bretagna che fino al 1916 manterrà un esercito composto di volontari
-    Ostacoli economici e politici
» le risorse finanziarie degli Stati non erano sufficienti a mantenere, armare, addestrare per almeno tre anni
   tutti gli uomini giudicati abili » da qui deriva la permanenza di criteri di scelta arbitrari basati sul
   privilegio economico (possibilità di comprare l’esonero versando una tassa)
» è poi politicamente pericoloso addestrare una massa di potenziali rivoluzionari
-    Fattori di spinta a costituire la trasformazione degli eserciti
» politico-militare » è indispensabile per la sua funzione deterrente
» sviluppo tecnologico e industriale consente la produzione in serie di armi, munizioni ed equipaggiamenti
» sviluppo delle ferrovie » riduce i tempi di spostamento, mobilitazione, radunata e schieramento

SUFFRAGIO UNIVERSALE, PARTITI DI MASSA, SINDACATI

-    Società di massa e democrazia non sono sinonimi
-    Allargamento del diritto di voto
» 1890 » suffragio universale maschile praticato solo in Francia, Germania, Svizzera
» nei 25 anni successivi in quasi tutta l’Europa occidentale furono approvate leggi che allargavano il corpo
   elettorale fino a comprendervi la stragrande maggioranza dei cittadini maschi maggiorenni
-    I nuovi partiti di massa
» partito di massa = struttura politica capace di intercettare il voto delle masse, il consenso popolare
» proposto per la prima volta dai socialdemocratici tedeschi (poi anche socialisti e cattolici)
» struttura gerarchica articolata in organizzazioni locali (sezioni, federazioni) facente capo ad un unico
   centro dirigente basata sull’inquadramento di larghi strati della popolazione
» populisti = tendenza ad assecondare il popolo senza il riferimento ad un ideale e ad un bene comune
» hanno un grande ruolo nel ‘900 » sono un punto di sintesi tra aspettative ed esigenze del popolo e i
   grandi ideali del partito » fanno riferimento a un principio comune stabilito
-    Sviluppo dei sindacati
» la rapida crescita delle organizzazioni sindacali fu un canale efficacissimo di socializzazione delle masse
» le prime furono le Trade Unions inglesi » poi alla fine dell’800 con l’impulso del movimento socialista,
   le organizzazioni di lavoratori crebbero in tutti i paesi europei e anche negli Stati Uniti

LA QUESTIONE FEMMINILE

-    Situazione delle donne
» posizione di subalternità giuridica, politica, economica (escluse dall’elettorato attivo e passivo, dalla
   possibilità di accedere agli studi universitari e ad alcune professioni)
» fine ‘800 – inizio ‘900 esplode la questione dell’emancipazione delle donne
» già alla fine del ‘700 erano nati i primi movimenti di emancipazione femminile nella Francia giacobina
» avevano avuto scarsissimo seguito ed erano stati dimenticati
» il lavoro extradomestico non era per le donne una consapevole scelta di emancipazione, ma una dura
   necessità che non le scioglieva dai tradizionali obblighi familiari
» ma » maggiori contatti col mondo esterno, esperienze collettive, partecipazioni alle agitazioni sociali
            portano alle donne lavoratrici una più viva coscienza dei loro diritti
         » lavoro in fabbrica contribuì a creare un legame tra le donne e la coscienza della propria condizione
-    Le “suffragette”
» il movimento rimase a lungo ristretto a minoranze operaie e intellettuali prive di un seguito consistente
» solo in Inghilterra si assiste alla fondazione della Women’s Social and Political Union che riuscì ad
   impadronirsi dell’opinione pubblica e della classe dirigente
» obiettivo = ottenere il diritto al suffragio » da qui il nome di “suffragette”
» ricorrono a forme di protesta decise (scioperi della fame, manifestazioni in piazza, marce sul Parlamento)
» la lotta conduce nel 1918 alla concessione del voto alle donne in Gran Bretagna
-    Isolamento dei movimenti femminili
» molti dirigenti guardavano con sospetto al voto delle donne » temevano un vantaggio per i partiti di
   ispirazione cristiana » vedono la soluzione nel ritorno delle donne ai loro compiti “naturali”
» le donne vengono lasciate sole nella loro battaglia
» allo scoppio della 1° guerra mondiale » vedono cadere delle preclusioni importanti come quella relativa
   all’istruzione superiore e all’accesso alle professioni, ma restavano ancora escluse dal diritto di voto e
   pesantemente discriminate sui luoghi di lavoro

RIFORME E LEGISLAZIONE SOCIALE

-    Assistenza e previdenza
» l’allargamento del suffragio non porta a una prevalenza delle forze progressiste
» però le classi dirigenti furono costrette a tener conto più che in passato agli orientamenti popolari
» furono istituiti sistemi di assicurazione contro gli infortuni, previdenza per la vecchiaia, sussidi per i
   Disoccupati » queste leggi entrano in funzione in tutti i paesi europei
» si stabilirono controlli sulla sicurezza e le condizioni igieniche delle fabbriche
» si cerca di impedire il lavoro ai minorenni, soprattutto in età scolare
» introdotte limitazioni agli orari giornalieri degli operai + sancito il diritto al riposo settimanale
» ha origine il cosiddetto “welfare state” = insieme di leggi per la tutela del lavoro
» c’è stata una lotta faticosa dei sindacati per acquistare tutti i diritti che oggi ci sembrano scontati
-    Servizi pubblici
» all’azione dei governi si affianca quella delle amministrazioni locali
» progressiva estensione dei servizi pubblici (gas, acqua, trasporti) ad opera dei comuni
» si assumono la gestione attraverso aziende appositamente create » necessità di creare reti di distribuzione
» investe anche il campo dell’istruzione (scuole, biblioteche, musei), dell’assistenza (ospedali, ospizi, asili)
-    Revisione fiscale
» per sopperire all’aumento delle spese il governo centrale e locale ricorre a nuove forme di imposizione
   fiscale » aumentano le imposte dirette (colpiscono il reddito o i patrimoni)
              » decrescono le imposte indirette (colpiscono i consumi, quindi colpiscono indistintamente tutti i
                 cittadini » gravano sui ceti popolari, sono le imposte più pericolose e odiate)
» introduzione del principio della progressività del carico fiscale = aumento delle aliquote in relazione
   all’aumento del reddito » assicura una più equa distribuzione all’interno della popolazione

I PARTITI SOCIALISTI E LA SECONDA INTERNAZIONALE

-    Movimenti operai
» alla fine dell’800 » in tutti i paesi europei sorgono partiti socialisti che cercano di riorganizzarsi su scala
   nazionale » partecipano alle elezioni inviando i loro rappresentanti
» nasce un dibattito interno ai partiti socialisti » presente soprattutto in Germania, Francia, Inghilterra
» per primi propongono un modello di “partito di massa”
-    Il più importante fu quello socialdemocratico tedesco (Spd) nato nel 1875 » modello x tutti gli altri partiti
-    Socialismo francese »
-    Inghilterra » è l’unico paese immune al marxismo
» i lavoratori erano organizzati nelle Trade Unions, cioè in movimenti sindacali
» i dirigenti dei sindacati crearono all’inizio del ‘900 il Labour Party (Partito laburista), una nuova
   formazione politica che aveva l’obiettivo di rappresentare l’intero movimenti operaio, di dare una
   dimensione politica alle rivendicazioni dei lavoratori
-    Punti in comune
» superamento del sistema capitalistico
» gestione sociale dell’economia
» partecipare attivamente alla lotta politica nel proprio paese
» pacifismo = ostilità a qualsiasi scontro tra potenze (questo spiega l’opposizione alla 1° guerra mondiale)
» tutti fanno capo ad un’organizzazione socialista internazionale
-    La Seconda Internazionale (1889)
» i rappresentanti di numerosi partiti europei si radunano a Parigi e approvano importanti deliberazioni
» fissano come obiettivo primario dei movimenti operai la giornata lavorativa di 8 ore
» proclamano a questo scopo una giornata mondiale di lotta per il primo maggio di ogni anno
» escludono dall’organizzazione gli anarchici e chi rifiuta la partecipazione all’attività politica
» la Seconda Internazionale, rispetto alla prima, fu una federazione di partiti internazionali, un luogo di
   incontro e di discussione su grandi problemi di interesse comune (sono quasi tutti di ispirazione marxista)
-    Spaccatura del partito socialista
» si dà luogo all’interpretazione del marxismo che prende due diversi orientamenti
1.      valorizzazione dell’aspetto democratico-riformistico dell’azione socialista
» tendenza a prendere atto dei mutamenti nella situazione politica e sociale
» si concretizza in un impegno in una lotta parlamentare
2.      recupero dell’originaria impostazione rivoluzionaria del marxismo
» tentativo di bloccare la tentazione di legalizzare e cedere a farsi struttura parlamentare
» focalizza la centralità, l’importanza della rivoluzione
» Berntein » revisionismo = il capitalismo non sta morendo ma si sta mutando » abbandono dell’ideale
                     della rivoluzione per uno più pragmatico di miglioramento della situazione sociale con una
                     lotta parlamentare » viene cacciato dal partito insieme ai suoi seguaci
» Lenin » progetto di un partito tutto votato alla lotta e guidato da “rivoluzionari di professione”
» la sua interpretazione del marxismo genera una nuova ideologia = il comunismo
-    Spaccatura del partito socialista russo
1.      bolscevichi » sono la maggioranza, sono guidati da Lenin
                          » rifiutano un compromesso con i borghesi » si possono chiamare, i più “radicali”
2.      menscevichi » sono la minoranza, sono guidati da Julij Martov
 » gruppo più parlamentare, si può dire che sono più “moderati”
-    Sindacalismo rivoluzionario
» ebbe origine in Francia » teorizzato da Georges Sorel » piace molto a Mussolini
» il compito dei sindacati non è solo quello di strappare concessioni economiche, ma soprattutto quello di
   addestrare i lavoratori alla lotta contro la società borghese
» individuano come momento più importante dell’azione rivoluzionaria lo sciopero, visto come una
   “ginnastica rivoluzionaria” » utile a rendere i lavoratori consapevoli della loro forza
                                               » preparazione allo sciopero generale rivoluzionario che avrebbe segnato la
                                                  fine dell’ordine borghese » educazione alla violenza    
» cambiamento violento attraverso movimenti di massa » violenza lecita perché trascina alla lotta

I CATTOLICI E LA RERUM NOVARUM

-    Chiesa si oppone a » società industriale
                                  » individualismo borghese
                                  » ideologie socialiste
-    Leone XIII » favorisce il riavvicinamento fra cattolici e classi dirigenti
» incoraggiò la nascita di nuovi partiti cattolici
» cerca di riqualificare il ruolo della Chiesa nella questione sociale
» maggio 1891 » emana l’enclitica Rerum novarum,
-    Cosa contiene
» espressamente dedicata ai problemi della condizione operaia » condanna lo sfruttamento
» condanna del socialismo, capitalismo, liberalismo » critica le concezioni politiche dell’epoca
» critica l’individualismo borghese = l’uomo è da solo, e da solo può rispondere ai propri bisogni
» riafferma l’ideale della concordia fra classi possibile solo se ciascuno rispetta il proprio dovere
   » classi popolari = laboriosità, frugalità, rispetto delle gerarchie
   » imprenditori = retribuire i lavoratori con un salario adeguato, rispettarne la dignità umana
» incoraggia la creazione di società operaie e artigiane ispirate a principi cristiani
» invita tutti i cattolici ad impegnarsi sul suolo pubblico » fine totale del non expedit
» la Chiesa propone il modella della sussidiarietà » dove il singolo o la comunità popolare non è n grado di
   rispondere ai problemi e alle esigenze, interviene lo Stato
» conseguente nascita delle cooperative cattoliche » impegno dei cattolici nell’economia
-    Democrazia cristiana
» emerge come nuova tendenza politica alla fine dell’800 in Italia

IL NUOVO NAZIONALISMO

-    Nazionalismo = attaccamento esagerato alla propria patria che porta ad una visione negativa delle altre
                              nazioni » favorito da contingenze storiche (colonialismo, imperialismo)
                                          » favorito anche da un terreno culturale = positivismo
» nazione intesa come insieme di valori politici e culturali costituisce ancora un fattore centrale
» imperialismo lega la grandezza nazionale alle guerre di conquista a danno di altri popoli ritenuti inferiori
» socialismo (che predica pacifismo) suscita per reazione un ritorno di spiriti patriottici e guerrieri
-    Le teorie razziste: terreno culturale su cui si è cresciuto il nazionalismo
» romanticismo » uno dei sentimenti più nobili è il patriottismo, l’affezione al terreno natio
» positivismo = corrente filosofica secondo cui la scienza è l’unico metodo di conoscenza
                       » corrente che si sviluppa nei ceti medi e a livello popolare
                       » legge l’uomo in chiave puramente scientifica e finisce per delineare l’uomo perfetto
                       » la qualità dell’uomo è determinata dalla sua biologia » giustificazione del razzismo
» razzismo » stabilisce una gerarchia fra “razze inferiori” e “razze superiori”
                  » la scienza definisce criteri su cui affermare la superiorità di un popolo
                  » fa leva sull’esasperazione di antichissimi sentimenti di pregiudizio e di diffidenza nei
                     confronti del diverso, dell’estraneo a sé » spiega la capacità di suggestione a livello popolare
» il nazionalismo fa leva sulle componenti irrazionali della psicologia collettiva e agli strumenti tipici della
   società di massa (stampa, comizi, manifestazioni, propaganda mediatica)
-    Gran Bretagna » diffuso consenso popolare alla causa imperiale
-    Francia » il nazionalismo fu terreno di incontro tra movimenti di diversa origine (bonapartismo, cattolico...)
                » ripresa della tradizione contro le presenze esterne
-    Germania » il nazionalismo suscita una forte componente antiebraica
» prende un orientamento razzista » nasce il mito della razza umana per cui il problema
   maggiore del mondo è quello della razza pura

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