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domenica 1 giugno 2014

IL RISORGIMENTO - L'idea d'Italia

L’IDEA DI ITALIA

- Risorgimento = processo di graduale riscoperta e di sempre più netta rivendicazione della propria identità
                            nazionale; caratterizzato da un carattere di rinascita culturale e politica, di riscatto da una
                            condizione di servitù e di decadenza morale, di ritorno da un passato glorioso
                         » questo nome già dice che il carattere fondamentale di questo moto fu una rinascita da uno
                            stato di decadenza grazie alla ripresa di un glorioso passato
                         » non è una rottura con il passato come è stato per la rivoluzione francese
                         » l’idea d’Italia è radicata nel pensiero degli intellettuali italiani (da Petrarca) ma non si
                            identificò mai in un’istituzione pubblica » consapevolezza accresciuta con l’illuminismo
                         » gli italiani non avevano mai conosciuto l’esperienza di uno Stato unitario
                         » era sempre stata divisa e subordinata a sovranità straniere
                         » data iniziale del Risorgimento: 1796 con la campagna napoleonica in Italia
- Da cosa è costituita l’unità italiana?
1.      cultura, letteratura, scienza, musica comune
» tutte preesistenti alla nascita dell’Italia vera e propria
2.      religione comune » cattolicesimo
» il cattolicesimo si professa universale anche se al suo interno coesistono realtà di devozione
   particolare che caratterizzano un popolo specifico (es: Chiesa ambrosiana a Milano)
» in Italia è particolare la devozione verso S. Francesco, S. Caterina da Siena, S. Benedetto…
» in Italia ci sono forme liturgiche molto diffuse (es: processioni popolari, pellegrinaggi ai santuari)
» in Italia il cattolicesimo si caratterizza più che in altri Stati come azione sociale concreta
» l’Italia è la culla del cristianesimo anche perché ospita la sede papale (fin da San Pietro)
3.      lingua comune
» si è formata su modelli specifici (Dante, Petrarca, Boccaccio)
» è una lingua dell’elite intellettuale, non del popolo (dialetti diversi a seconda della zona territoriale)
4.      storia comune » memoria comune
» parte dalle popolazioni italiche e dal glorioso Impero romano (importante soprattutto per i romantici)
5.      circoscrizione geografica
» ci sono dei confini geografici (sud: mar mediterraneo; nord: Alpi)
- Cambiamento portato dalla rivoluzione francese
» nasce l’idea che queste caratteristiche comuni tra gli italiani si debbano tradurre in un legame politico,
   amministrativo, economico, sociale, realizzato nell’unione sotto uno Stato comune
» nascita del giacobinismo italiano: era portatore delle idee rivoluzionarie, ma legava la realizzazione di
   queste idee alle sorti di una potenza straniera (l’Italia ha dovuto sempre soccombere al dominio straniero)
» differenza: la modalità per realizzare questo non avviene attraverso una rottura ma con una ripresa del
   passato, una ripresa di coscienza della memoria italiana
- Ideali liberali e questione nazionale
» con l’egemonia austriaca imposta dal Congresso di Vienna la lotta per gli ideali liberali e democratici
   poteva coincidere con quella per la liberazione dal dominio straniero
» all’inizio (moti del ‘20) la questione nazionale è assente o subordinata alle rivendicazioni costituzionali e
   solo un ceto ristretto di intellettuali propone la rivoluzione
» il fenomeno nasce come sentimento portato avanti dalla borghesia (popolo aveva altre questioni)
- Il ruolo della cultura
» i temi risorgimentali diventano dominanti attraverso la creazione di una cultura che elabora il mito della
   nazione italiana attraverso immagini e simboli specifici che richiamano all’identità italiana
» l’utilizzo di questi strumenti richiama costantemente il popolo a combattere per le cause comuni
» maggiori esponenti in questa corrente culturale: Bershet, Leopardi, Manzoni, Giuseppe Verdi (prima
   esperienza musicale che assume valore nazionale perché indirizzato anche agli ignoranti di musica)
» vengono prodotti dei topoi e delle figure narrative comuni utili a caricare emotivamente il popolo italiano
  1. eroe nazionale » un soldato coraggioso, un leader che impersoni fica l’ideale della lotta contro
                                  l’oppressione straniera (racconti dei vespri siciliani, l’episodio di Barletta)
                               » vengono rielaborati degli episodi storici in cui viene evidenziata la ripresa di
                                  coscienza del popolo italiano che sfocia in una ribellione con gli austriaci
                               » si riprende dalla Bibbia l’immagine di Cristo (si sacrifica per la liberazione di tutti)
  1. traditore » colui che tradisce per acquistare potere, gloria e denaro
                     » ricalca l’immagine evangelica di Giuda (trasposizione in chiave letteraria ed in un
                       contesto laico di figure già presenti del bagagliaio culturale della popolazione, ad essa care)
  1. eroina » è la donna virtuosa, pura, destinata a subire una depravazione ed una violenza
 » rappresenta l’onore e ciò che c’è di buono che viene minacciato dalla potenza straniera
 » riprende le figure dei santi martiri e soprattutto di Maria (a lei è connesso il tema della
    purezza sessuale che, violentata, suscita la reazione del popolo)
» si afferma la necessità della lotta come sacrificio, come martirio, come guerra santa, come crociata
» si ripescano nella memoria italiana quelle immagini che avevano smosso il cuore degli uomini e vengono
   riproposte in chiave laica e per uno scopo diverso: quello dell’indipendenza dagli austriaci

» si fa appello a figure note alla formazione delle menti degli italiani che rendono familiari le idee

giovedì 22 maggio 2014

DAVID HUME - filosofia

DAVID HUME

LA SCIENZA DELLA NATURA UMANA

-    Il suo progetto
» vuole costruire una scienza della natura umana su base sperimentale
» offrire un’analisi sistematica delle varie dimensioni che la costituiscono (ragione, sentimento, morale…)
» visto che la natura umana è la «capitale del regno del sapere», la sua ricerca è la più urgente e basilare
-    Tendenza empiristica e antimetafisica

Quando scorriamo i libri di una biblioteca, persuasi da questi principi, che cosa dobbiamo distruggere? Se ci viene alle mani qualche volume, per esempio, di teologia o di metafisica scolastica, domandiamoci: contiene qualche ragionamento astratto sulla quantità o sui numeri? No. Contene qualche ragionamento sperimentale su questioni di fatto e di esistenza? No. E allora gettiamolo nel fuoco perché non contiene che sofisticherie ed inganni.

-    L’esito scettico
» questa scelta empiristica lo condurrà ad un esito scettico
» lo porterà a scoprire che le pretese conoscitive della natura umana risultano fortemente limitate

IL PERCORSO DELLA CONOSCENZA

Impressioni e idee
-    Impressioni e idee
» la sua analisi della conoscenza umana è volta a sondare » la «porta e la forza dell’intelletto umano»
                                                                                            » la natura delle idee
                                                                                            » la natura del ragionamento
» divide le percezioni della mente in due classi per il grado di forza con cui colpiscono lo spirito
  1. impressioni » sono le percezioni che penetrano con maggior forza ed evidenza nella coscienza
                          » sono tutte le sono tutte le sensazioni nell’atto in cui le percepiamo
  1. idee o pensieri » sono le immagini illanguidite delle impressioni
» differenza » la stessa tra il dolore provato nel momento della ferita con il ricordo di esso
                    » l’idea non può mai raggiungere la forza e la vivacità dell’impressione (anche per un pazzo)
-    Ogni idea deriva da una corrispondente impressione
» non esistono idee o pensieri di cui non si sia avuta precedente impressione
» l’apparentemente illimitata libertà del pensiero umano trova qui il suo ostacolo invalicabile
» l’uomo può comporre le idee nei modi più fantastici, spingere il pensiero fino ai limiti dell’universo, ma
   non avrà mai in possesso altra realtà che quella delle sue impressioni
-    La negazione delle idee astratte
» Locke » l’unico oggetto della conoscenza umana è l’idea
              » riconosce la realtà dell’io, di Dio, delle cose
» Hume » riduce la realtà alla molteplicità delle idee attuali, delle impressioni sensibili e i rapporti tra esse
              » non esiste nulla al di là delle impressioni, delle idee e dei loro rapporti
» non esistono idee astratte cioè idee che non abbiano caratteri particolari
» esistono solamente idee particolari, assunte come segni di altre idee particolari a esse simili
-    La funzione dell’abitudine
» la capacità di un’idea di richiamare un gruppo di idee simili tra loro è spiegata dal principio dell’abitudine
» scopriamo una somiglianza tra idee (comunque mai identiche) » usiamo un unico nome per indicarle
» si crea un noi l’abitudine di considerare unite tra loro le idee designate da un unico nome
» quel nome risveglia in noi non una sola idea ma l’abitudine che abbiamo di considerarle assieme
» la funzione del segno concettuale che Locke considera puramente logica (desunta a sua volta da
   Ockham), diventa in Hume un fatto psicologico

Il principio di associazione
-    L’immaginazione
» è la facoltà di stabilire relazioni tra idee che opera liberamente ma non è completamente affidata al caso
» anche nei sogni più strampalati viene contenuta una connessione tra le diverse idee
-    I criteri del principio di associazione
» la connessione tra idee è garantita da una forza (con la stessa funzione della forza di gravità per la natura)
» questa forza è il principio di associazione, che trasporta la mente da un’ide all’altra
» tre criteri » la somiglianza (es: un ritratto fa pensare naturalmente alla persona reale)
                  » contiguità nel tempo e nello spazio (es: il ricordo di una stanza della casa fa pensare alle altre)
                  » la causalità (es: l’idea di una ferita fa pensare al dolore che ne deriva)
-    Le idee complesse
» l’associazione sta alla base delle idee complesse
» le più importanti idee complesse sono » spazio, tempo, causa-effetto, sostanza (corporea o spirituale)
» dimostra che non hanno consistenza e oggettività perché non corrispondenti ad alcuna impressione
» spazio e tempo » non sono impressioni in sé, ma maniere di sentire le impressioni, modi con cui le
                               impressioni si dispongono davanti al nostro spirito
                            » es: due note ci danno l’idea di tempo, ma esso non è una terza impressione

Le proposizioni
-    Proposizioni che concernono relazioni tra idee (proposizioni matematiche)
» si possono scoprire solo attraverso l’operazione del pensiero, indipendentemente dalla realtà
» sono proposizioni costruire sulla base del principio di no contraddizione
» es: dato un triangolo rettangolo, ne ricaviamo razionalmente il teorema di Pitagora
» queste proposizioni sono chiamate analitiche perché il predicato è già implicito nel soggetto, dal quale
   può venir ricavato razionalmente attraverso l’analisi
» queste proposizioni hanno in se stesse la loro validità, che consiste nella loro evidenza
-    Proposizioni che concernono dati di fatto
» sono fondate sull’esperienza, non sul principio di non contraddizione (il contrario di un fatto è possibile)
» la proposizione “il sole domani non sorgerà” è sullo stesso livello di validità di “il sole domani sorgerà”

L’analisi critica del principio di causalità
-    Relazione causa-effetto si basa sull’esperienza
» tutti i ragionamenti che si fondano su fatti si fondano sulla relazione causa-effetto
» es: perché sei sicuro di poter partecipare alla festa? Perché mi hanno invitato (adduce un altro fatto)
» tesi di Hume = la relazione tra causa ed effetto non può mai essere conosciuta a priori, cioè con un puro
                            ragionamento, ma solo per esperienza

Adamo, anche se le sue facoltà razionali siano supposte dal principio perfette, non avrebbe mai potuto inferire dalla fluidità e trasparenza dell’acqua che essa poteva soffocarlo, o dalla luce e dal calore del fuoco che esso poteva consumarlo. Nessun oggetto scopre mai, per mezzo delle qualità che appaiono ai sensi, le cause che lo producono o gli effetti che sorgeranno da esso; né può la nostra ragione, senza l’aiuto dell’esperienza, effettuare alcuna induzione che concerna realtà o fatti.                                                                             (Ricerca sull’intelletto umano)

-    La connessione causa-effetto è priva di qualsiasi necessità oggettiva
» connessione tra causa-effetto rimane arbitraria anche dopo essere stata scoperta per esperienza
» causa ed effetto sono due fatti interamente diversi, ciascuno non richiama necessariamente l’altro
» es: vediamo una palla da biliardo correre verso un’altra
       » spontaneamente nasce in noi il pensiero che la seconda palla sia messa in movimento
       » ma si possino concepire altre possibilità (che la prima palla si fermi prima, che torni indietro…) che
          non possono essere escluse, perché non sono contraddittorie in se stesse
       » l’esperienza ci dice che una sola di esse si verificherà
» l’esperienza illumina fatti che abbiamo già sperimentato in passato e non su casi futuri
» anche dopo che l’esperienza è stata fatta non posso prevedere che si ripeterà sempre nel futuro
» che il corso della natura possa cambiare, che i legami causali che l’esperienza ci ha testimoniato per il
   passato possano non verificarsi nel futuro, sono ipotesi non contraddittorie, quindi possibili
-    Da cause simili ci attendiamo effetti simili
» la continua testimonianza della maggior parte delle connessioni causali non diventa mai necessaria
» quello che impariamo dall’esperienza è che da cause simili ci aspettiamo effetti simili
» questa “attesa” non è giustificata dall’esperienza
» ma se il passato non è regola per il futuro, ogni esperienza diverrebbe inutile e incolclusiva
» ammette la possibilità che argomenti tratti dall’esperienza dimostrino la somiglianza tra passato e futuro
-    Un’aspettativa fondata sull’abitudine
» l’ammissione di questa possibilità però nega che il rapporto causa-effetto sia oggettivo e necessario
» l’uomo tuttavia lo crede necessario e fonda su di esso la sua vita intera
» la necessità del legame causa-effetto è soggettiva e va cercata in un principio della natura umana
» la ripetizione di un atto, nel tempo, produce la disposizione (cioè l’abitudine) a ripeterlo senza
   l’intervento del ragionamento » es: quando vedo il fuoco per abitudine mi aspetto il calore
» l’abitudine guida e sorregge tutta la vita quotidiana, dando la sicurezza che il corso della natura
   non muti, offrendoci la possibilità di regolarci per il futuro
» senza l’abitudine saremmo ignoranti su qualsiasi realtà di fatto, salvo quelle immediatamente presenti ai
   sensi » l’uomo non potrebbe impiegare i suoi poteri naturali per produrre un qualsiasi effetto
-    L’abitudine non spiega la necessità dei legami causali
» l’abitudine spiega però la congiunzione che noi stabiliamo tra i fatti, non la loro reale connessione
» spiega perché l’uomo crede alla necessità dei legami causali, ma non la giustifica filosoficamente
» l’abitudine, come l’istinto animale è una guida infallibile per la pratica della vita

-     

JOHN LOCKE - filosofia

JOHN LOCKE

L’EMPIRISMO INGLESE

-    Locke è il fondatore dell’empirismo inglese = corrente della filosofia moderna, a cavallo tra il Seicento e il Settecento, che si inscrive già nell’ambiente illuministico (di cui costituisce una caratteristica di fondo)
» concetto della filosofia come analisi del mondo umano nei suoi vari campi è proprio dell’Illuminismo
-    Matrici storiche » si innesta nella tradizione del pensiero inglese (da Guglielmo Ockham)
                             » rappresenta un punto d’incontro con il cartesianesimo (da cui desume concetti e
                                terminologia) e con la rivoluzione scientifica (da cui ricava l’appello all’esperienza)
-     Caratteristica principale dell’empirismo
» teoria della ragione come insieme di poteri limitati dall’esperienza
» esperienza intesa come » fonte e origine del processo conoscitivo » riconnessione alla tradizione anti-
                                            innatistica del mondo occidentale (a comincia re da Aristotele)
                                         » criterio di verità (certificazione delle tesi dell’intelletto) » carattere + originale
-    Tendenza critica e antifinalistica
» in antitesi al razionalismo, l’empirismo assume un atteggiamento limitativo nei confronti delle possibilità
   conoscitive dell’uomo » razionalismo: ragione è criterio di verità che giustifica l’esperienza (il contrario)
» segue un indirizzo anti-metafisico, perché esclude dalla filosofia quei problemi che non sono accessibili
   agli strumenti mentali di cui l’uomo dispone » questa tendenza è esplicita solo in Hume
                                                                           » Locke non taglia completamente i ponti con la metafisica

RAGIONE ED ESPERIENZA

-    I limiti della ragione
» la ragione non ha nessuno dei caratteri che Cartesio le aveva attribuito
» non è infallibile » le idee di cui dispone sono in numero limitato o sono poco chiare
                             » può accadere che non si lascino concatenare in forma di un ragionamento
                             » può essere tratta in inganno da falsi principi o dallo stesso linguaggio
» non può ricavare da sé idee e principi ma deve ricavarli dall’esperienza
» l’esperienza pone i limiti e le condizioni di azione della ragione
-    La ragione è comunque l’unica guida di cui l’uomo dispone per orientarsi nella vita
» l’opera di Locke è diretta a estendere il campo della sua azione a tutto ciò che interessa l’uomo
» opera Saggio sull’intelletto umano nasce dal bisogno di affrontare temi non strettamente filosofici
» quest’opera è un discorso tra amici: nella discussione si incontrano difficoltà e non si trova una soluzione
   ai dubbi » idea: è necessario esaminare le capacità proprie dell’uomo, quali oggetti può considerare
-    L’indirizzo critico
» nasce la prima indagine critica della filosofia moderna
» è la prima diretta a stabilire quali siano le effettive possibilità umane con il riconoscimento dei suoi limiti
-    L’esperienza come limite della ragione
» questi limiti sono propri dell’uomo perché sono propri della sua ragione
» è l’esperienza a fornire all’uomo il materiale usato dalla ragione, il sapere umano
» materiale = idee semplici, gli elementi di ogni sapere umano
» la ragione può combinare le idee semplici in idee complesse e ragionamenti
» in questa azione combinatrice deve comunque essere controllata dall’esperienza
» questo controllo impedisce all’uomo di incamminarsi in problemi che sono al di là delle sue capacità
» la ragione guidata consente all’uomo di intendere i fondamenti della morale, della politica e religione

LE IDEE SEMPLICI E LA PASSIVITA’ DELLA MENTE

-    L’origine delle idee
» l’oggetto della nostra conoscenza è l’idea (questo punto di partenza lo riprende da Cartesio)
» pensare = avere idee
» ma le idee derivano esclusivamente dall’esperienza (fondamentale limitazione rispetto a Cartesio)
» quindi le idee non sono frutto di un’attività creatrice dell’intelletto, ma sono passività di fronte alla realtà
» la realtà è » esterna (le cose naturali) » da cui derivano le idee di sensazione (es: colori, percezioni tattili..)
                   » interna (lo spirito dell’uomo) » da cui derivano le idee di riflessione (es: pensiero, dubbio…)
-    Critica dell’innatismo
» Locke è fedele al principio Cartesiano secondo cui avere un’idea significa percepirla, esserne cosciente
» le idee non ci sono quando non sono pensate (il concetto di idea dice che per esistere deve essere pensata)
» le idee innate dovrebbero esistere in tutti gli uomini in quantità e qualità uguale
» dovrebbero esistere così anche nei bambini, negli idioti, nei “selvaggi”, ma la realtà afferma l’opposto
» questi soggetti contraddittori mostrano la falsità della teoria dell’innatismo
» ci sono comunque dei principi innati che sono quelli logici di identità e di non contraddizione
-    Idee semplici e idee complesse
» Locke fornisce una classificazione delle idee dell’uomo, un inventario sistematico
» fa questo lavoro perché la conoscenza deriva dalle idee che derivano a loro volta dalla realtà
» l’esperienza ci fornisce solamente idee semplici
» le idee complesse sono prodotte dal nostro spirito mediante la concatenazione di varie idee semplici
» l’intelletto ha la capacità di riproporre e riunire le idee semplici in modi infinitamente diversi
» la conoscenza umana è la costruzione che risulta da questa capacità di combinazione
-    Limite ultimo dell’intelletto umano
» neppure l’intelletto più potente può inventare o creare un’idea semplice nuova o distruggerne qualcuna
» questo è il limite insuperabile, ignorarlo o negarlo significa abbandonarsi a sogni chimerici
» su questa base compila un elenco di idee semplici che derivano dalla sensazione
-    Qualità primarie e secondarie
» Locke distingue le sensazioni dalle qualità delle cose che le producono
» riprende la distinzione usata da Galileo a Cartesio tra qualità soggettive e oggettive
» qualità oggettive » le chiama «qualità originarie o primarie»
                               » definisce “reali” perché esistono a prescindere dal fatto che vengano o meno percepite
                               » es: estensione, figura, movimento…
» qualità soggettive » le chiama «qualità secondarie»
                                » sono quelle qualità che sussistono finché c’è un soggetto che le percepisce
                                » es: colori, suoni, gusti…

L’ATTIVITA’ DELLA MENTE
-    L’attività dello spirito
» nel ricevere le idee semplici lo spirito è semplicemente passivo
» è attivo nel servirsi di tali idee come materiale di costruzione (riunire in vario modo le idee semplici)
» l’attività dello spirito può dar luogo a idee complesse ed idee generali
-    Idee complesse
» sono infinite di numero, ma si lasciano ricondurre a tre categorie
» modi » sono quelle idee non considerate sussistenti per sé ma solo come manifestazioni della sostanza
» sostanze » idee complesse considerate come sussistenti di per sé
                  » si ferma a considerare questo concetto in maniera particolare
                  » il nostro intelletto è portato inavvertitamente a considerare varie idee semplici costantemente
                     unite tra loro come un’unica idea semplice, mentre sono diverse singole idee semplici
                  » il nostro intelletto è quindi abituato a supporre un qualche substratum
                  » questa cosiddetta sostanza però ha un carattere arbitrario perché supera la testimonianza
                     dell’esperienza e quindi esce dalla possibilità di conoscenza dell’uomo
                 » vale sia per la sostanza corporea che spirituale (substrato ignoto delle operazioni dello spirito)
                 » Locke non nega l’esistenza della sostanza ma la possibilità per l’uomo di conoscerla
                 » sarà Berkeley a negare la sostanza materiale, Hume a negare anche quella spirituale
                 » il concetto di sostanza viene quindi escluso dall’indagine dell’empirismo
» relazioni » idee che scaturiscono dal mettere a confronto più idee istituendo tra esse un rapporto
                  » esistono perché l’intelletto non si limita a considerare le cose in maniera isolata
                  » quindi nascono le relazioni e i rispettivi nomi
                  » relazioni fondamentali: causa, effetto, identità, diversità
» l’identità della persona » l’identità di un uomo è nella sua coscienza che accompagna i pensieri
 » l’uomo non solo percepisce ma percepisce di percepire
 » questa coscienza permette che le percezioni costituiscano un unico io e
    rappresentino di conseguenza l’unità della persona
-    Idee generali
» non indicano alcuna realtà ma sono segni di un insieme di cose particolari
» i nomi generali sono segni di idee generali, che sono a loro volta segni di gruppi di cose particolari
» ciascun gruppo mette insieme cose particolari aventi una somiglianza
» es: parola “uomo” non indica un’essenza o una realtà universale ma è segno di tutti quegli esseri
   particolari con caratteristiche simili; la specie uomo è solo una parola adoperata nei discorsi al posto di
   un gruppo di cose particolari
-    L’arbitrarietà del linguaggio
» non è il primo ad affermare il carattere convenzionale del linguaggio (dottrina nominalistica di Ockham)
» filosofi precedenti » il nome è considerato un segno convenzionale al quale però corrisponde un concetto
                                     uguale per tutti (arbitrarietà del significante)
» Locke estremizza » l’idea generale è un segno di qualcosa a cui non corrisponde «nulla di essenziale»
                                » aggiunge all’arbitrarietà del significante anche quella del significato
» nega che la realtà effettiva si possa conoscere perché la natura non offre essenze ma similitudini
» i generi e le specie sono strumenti classificatori, non sono strutture dell’essere
» la dottrina della conoscenza si riduce alla semiotica (dottrina dei segni)

LA CONOSCENZA E LE SUE FORME

-    La natura della conoscenza
» l’esperienza fornisce il materiale della conoscenza ma non è la conoscenza stessa
» la conoscenza non si riduce ad un possesso di idee ma consiste nella percezione di un accordo o di un       
   disaccordo tra le varie idee
-    Conoscenza intuitiva
» lo è quando l’accordo o il disaccordo di due idee è visto immediatamente senza l’intervento di altre idee
» es: si percepisce immediatamente che il bianco non è nero
» la conoscenza intuitiva è la più chiara e la più certa che l’uomo possa raggiungere
» è quindi il fondamento della certezza e dell’evidenza di ogni altra conoscenza
-    Conoscenza dimostrativa
» lo è quando l’accordo o il disaccordo tra due idee non è percepito immediatamente ma è reso evidente
   mediante la concatenazione di idee intermedie che chiama «prove»
» la conoscenza dimostrativa consiste in una catena di conoscenza intuitive: ogni passo di un ragionamento
   che dimostra il rapporto tra due idee che sembravano distanti consiste nel collegare queste due idee con
   idee intermedie che a loro volta siano in rapporto intuitivo
» la certezza della dimostrazione si fonda quindi anch’essa sull’intuizione
» è meno sicura » nasce la possibilità dell’errore quando le prove diventano numerose
-    Conoscenza delle cose esistenti al di fuori delle idee
» nasce un problema da questa impostazione: se la conoscenza si basa sulle idee e sui rapporti tra idee,
   come faccio a conoscere una realtà diversa dalle idee? La conoscenza non diventa, così, astratta?
» afferma quindi che la conoscenza è vera solo se c’è una conformità tra le idee e le cose reali
» come può essere se le cose reali sono conosciute solo attraverso le idee? Inizia l’argomentazione:
» ci sono tre ordini di realtà e ci sono tre modi di giungere alla certezza di queste tre realtà
  1. l’io » lo conosco attraverso l’intuizione
             » si avvale del processo cartesiano: io penso, dubito quindi intuisco la mia esistenza
  1. Dio » attraverso la dimostrazione
             » rielabora la prova causale della tradizione: il nulla non può produrre nulla; se qualcosa c’è vuol
                dire che è stato prodotto da qualcos’altro; non potendo risalire all’infinito, si deve ammettere
                un essere eterno che ha prodotto ogni cosa; questo essere potentissimo, intelligentissimo è Dio
  1. le cose » attraverso la sensazione attuale (l’uomo non ha altro mezzo per conoscerle)
» non c’è alcun rapporto necessario tra l’idea e la cosa cui si riferisce, l’idea potrebbe esserci
   anche senza la cosa (es: posso ritrarre un volto che non ho mai visto, che non esiste)
» ma il fatto che riceviamo dall’esterno l’idea ci fa conoscere che qualcosa esiste al di fuori
   di noi e produce in noi l’idea » nel momento in cui riceviamo una sensazione siamo certi
   dell’esistenza della cosa che la produce in quel momento
» questa certezza basta a garantire l’esistenza delle cose esterne
» non è ammissibile che i nostri sensi ci ingannino a tal punto: una fiducia nelle nostre
   facoltà è indispensabile (non possiamo conoscere queste facoltà se non usandole)
» questa certezza, pur non essendo assoluta, è sufficiente per tutti gli scopi umani
-    L’esistenza delle cose esterne può essere affermata con ragioni supplementari
1.      le idee vengono a mancarci quando ci manca l’organo di senso adeguato
» prova che le sensazioni sono prodotte da cause esterne che colpiscono i nostri sensi
2.      le idee sono prodotte senza che noi lo possiamo evitare
» vuol dire che non sono prodotte da noi ma da una causa esterna
3.      le idee sono prodotte in noi con piacere o con dolore
» quando sono ricordate non sono più accompagnate da piacere o dolore
» quindi solo l’oggetto esterno produce in noi piacere o dolore
4.      i sensi offrono testimonianza reciproca e rafforzano la certezza dell’esistenza della cosa
» queste ragioni valgono solo per l’istante in cui la sensazione è ricevuta
-    La conoscenza probabile
» quando l’oggetto non è più testimoniato dai sensi la certezza della sua esistenza sparisce
» la certezza viene sostituita da una probabilità
» è ragionevole supporre che le cose continuano ad esistere anche quando non ne ho percezione attuale e
   che esistano anche cose di cui non ho mai avuto una tale percezione (es: io non conosco tutti gli uomini)
» accanto al dominio della conoscenza certa limitata all’intuizione (l’io), alla dimostrazione (Dio) e alla
   sensazione (le cose) ammette il dominio della conoscenza probabile (molto + esteso)
» in questo dominio si afferma verità e falsità non per evidenza ma per conformità con l’esperienza passata
   o per testimonianza con gli altri uomini o per analogia
-    La fede
» la conoscenza certa e quella probabile costituiscono il dominio della ragione
» da questa si distingue la fede » fondata soltanto sulla rivelazione
» la ragione però rimane il criterio della fede, perché solo essa decide l’attendibilità della rivelazione
» quindi la fede non può negare o turbare la ragione
» la fede può condurre la ragione là dove non potrebbe arrivare da sola

LA POLITICA

-    Etica fondata sulla ragione
» sulla morale, Locke non ci ha lasciato scritti, ma ricaviamo informazioni dalle altre opere
» afferma il carattere razionale e dimostrativo dell’etica
» non si può proporre alcuna regola morale di cui non si sappia dar ragione
» la ragione delle regole deve essere l’utilità per la conservazione della società e per la felicità pubblica
» nella varietà delle regole si deve isolare e raccomandare quelle efficaci a questo scopo
-    Fondazione del liberalismo moderno
» opere: Lettera sulla tolleranza, i Due trattati sul governo, sulla Ragionevolezza del cristianesimo
» è uno dei primi che difende la libertà dei cittadini, la tolleranza religiosa, la libertà delle Chiese
-    I Due trattati sul governo
» confuta la tesi di Filmer (= il potere dei re deriva dal diritto ereditario di Adamo, conferito da Dio)
» Locke afferma l’esistenza di una legge di natura (la ragione) che ha per oggetto i rapporti tra gli uomini e
   che prescrive la reciprocità perfetta di tali rapporti
-    Differenze rispetto a Hobbes
» lo stato di natura è caratterizzato da una condizione di uguaglianza di tutti gli uomini (come per Hobbes)
» per Hobbes è un’uguaglianza di forza, per Locke è un’uguaglianza di diritti
» nello stato di natura ogni uomo è perfettamente libero, non sottoposto ad alcun potere
» diritto » tutti hanno l’identico diritto di disporre della propria vita, della propria libertà, dei propri beni
              » è naturale, pre-politico
» libertà » non è fare ciò che si vuole perché è regolata dalla legge di natura
              » è definita da una «legge di ragione» non perché indica come conseguire il vantaggio personale
                 ma in quanto rivela agli uomini (ugualmente dotati di ragione) limiti invalicabili
              » limiti = non si può violare la propria vita né la vita e i beni degli altri
-    Il diritto alla vita, alla libertà, alla proprietà
» il diritto naturale dell’uomo è limitato alla propria persona (alla propria vita, libertà, proprietà)
» questo diritto implica di essere giudici ed esecutori della legge di natura: davanti ad una violazione
   ognuno può e deve reagire in modo proporzionato alle offese risarcendo il danno con una giusta pena
» non è autorizzato l’utilizzo di una forza arbitraria, ma è concessa solo quella reazione che la ragione
   indica come proporzionata alla trasgressione
-    Lo Stato nasce per evitare la guerra
» lo stato di natura è una condizione di pacifica coesistenza
» può diventare uno stato di guerra quando una o più persone ricorrono alla forza per ottenere ciò che la
   norma naturale vieterebbe di ottenere (cioè controllo sulla vita, libertà, beni altrui)
» per evitare lo stato di guerra gli uomini si pongono in società e abbandonano lo stato di natura
» società non coincide con lo stato di natura come per Rosseau
-    Lo Stato garantisce i diritti naturali originari
» la costituzione di un potere civile non toglie i diritti di natura tranne quello di fare giudizio da sé
» la giustificazione del potere civile consiste nella sua efficacia a preservare e garantire questi diritti
» la libertà dell’uomo nella società è il non sottostare ad altro potere se non quello stabilito per consenso
» lo stato si origina dal consenso dei cittadini » il potere è un atto di garanzia di libertà degli stessi cittadini
-    Esclusione di un potere assoluto
» la legge di natura esclude il contratto che origina un potere assoluto o illimitato
» l’uomo (che non possiede alcun potere sulla propria vita) non può rendersi schiavo di un altro con un
   contratto e porsi sotto un potere che disponga della sua vita
» il consenso che genera lo Stato deve essere un atto di libertà dei singoli cittadini
» è necessario stipulare accordi non solo tra sovrani, ma tra sovrano e sudditi

» il cittadino conserva il diritto di difendersi contro gli usurpatori della libertà