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venerdì 13 settembre 2013

IL MONDO GRECO E IL MONDO LATINO - caratteristiche

In questi tre anni hai accostato da molti punti di vista e in diverse materie il mondo greco e romano: elenca in forma schematica ma con precisi riferimenti tutto quello che ti ha colpito come l’emergere delle caratteristiche di quel mondo di uomini: ad esempio
  1. le loro domande e i loro tentativi di risposta
  2. il loro modo di vivere
  3. il loro modo di osservare la realtà e di comunicarla
  4. la loro creatività letteraria ed artistica
  5. le loro concezioni politiche e i rapporti con gli altri popoli
DOMANDE E TENTATIVI DI RISPOSTA

  1. quali sono le origini delle cose?
      » tendenza del mondo greco ad immedesimare in un’unica persona l’origine di un’esperienza, come è
         successo con Omero per la poesia, con Archiloco per la παρακαταλογή, con i legislatori a cui
         veniva attribuita la messa per iscritto delle leggi (spesso sono mitici, perché per i Greci era
         importante avere una persona di riferimento) » si chiamano πρῶτος εὑρητής
      » la poesia ed il mito sono strumenti utilizzati per spiegare l’origine del mondo, del cosmo
         (es: Teogonia), dell’uomo (es: mito delle cinque età), del male (es: mito di Pandora)
      » scopo dell’Eneide è di raccontare come ha avuto origine la grandezza di Roma
      » la ricerca delle origini è presente anche nell’arte, soprattutto quella decorativa, come testimonia
         il fregio interno dell’altare di Pergamo, che raffigura la storia di Telefo, fondatore di Pergamo
  1. cosa muove l’uomo? Qual è la cosa più importante che deve seguire? Cosa definisce l’uomo in mezzo a tutte le cose del mondo?
» Eneide: emerge l’idea che ciò che l’uomo deve perseguire sopra tutte le altre cose è il suo destino
» nel III libro dell’Odissea Atena incoraggia Telemaco ad avere coraggio davanti a Nestore, perché il
   suo destino il suo compito è quello di ricevere informazioni del padre
  1. può un dio volere il male degli uomini? Può covare tanta rabbia da fargli del male?
» il proemio Eneide termina con Tantaene animis celestibus irae? “è possibile che si sia così tanta
   rabbia nel cuore degli dei?” Tanta da permettere che venga fatto del male all’uomo? Da volergliene?
» è il tema fondante dell’Iliade, la μήνις, quell’ira che si estingue solo quando l’altro soffre, quando
   viene compiuta la vendetta, che reca sempre dolore. Così agisce Achille, un eroe, e nello stesso
   modo anche Apollo, che non esita a sterminare gli achei per vendicare l’offesa arrecata al suo
   sacerdote. È possibile che un dio infligga dolore agli uomini da lui creati?
» nell’Iliade, emerge la poca affezione degli dei nei confronti degli uomini, come Teti, che per amore
   di suo figlio chiede esplicitamente a Zeus di infrangere il suo dovere in quanto garante dell’ordine
» un mito racconta che alla morte di Achille, Odisseo ed Aiace si fronteggiano in un duello, il
   vincitore avrebbe preso le armi dell’eroe. Allora Atena acceca Aiace con un furore (Ate) per
   preservare Odisseo. Lui si suicida per la vergogna, e Atena glielo permette
  1. da cosa nasce il male?
» ὕβρις: tentativo futile dell’uomo di appropriarsi di una parte più grande di quella che gli è concessa
   dal destino, dalla μοῖρα come fa Patroclo nell’Iliade, e per questo viene punito con la morte,
   oppure come Capaneo, nella saga tebana, che, per la sua arroganza e presunzione viene fulminato
» nella IV ecloga delle Bucoliche, c’è la sensazione di aver perso quell’armonia del mondo, quel
   rapporto fecondo e generoso con la natura, per un inganno: il peccato originale, fonte del male
» proemio Iliade: il male nasce dalla rabbia scaturita da un’ingiustizia e che non vuole vedere ragioni
   richiudendosi su di sé, da una legge rotta e non osservata, da un affronto agli dei
» la mitologia greca risponde con il mito di Pandora, a cui si affida l’origine di tutti i mali del mondo
» Ate: accecamento della mente e della ragione operata da parte degli dei, da questa nasce la
   sventura che si abbatte sull’uomo, lo porta all’errore; nel caso di Achille è la rabbia unita al
   disonore e alla sofferenza d’amore. La presenza di questa forza indica che l’origine del male è in
   parte esterno all’uomo, come una maledizione che si abbatte su chi ne era prescelto
  1. perché l’uomo deve lavorare e fare fatica? Cos’è il lavoro?
» Georgiche: perché l’uomo è capace di sopportarlo e ricavarne qualcosa di buono per lui (nuova concezione del lavoro)
» Bucoliche, IV ecloga: il lavoro è lo sconto che l’uomo deve pagare per l’inganno commesso a quel
   salvatore bambino; deriva dalla necessità di correggere la creazione, che prima non aveva bisogno
   di essere integrata, a causa dell’insinuarsi della corruzione derivata dal peccato originale
» Eneide: le difficoltà ci sono affinché l’uomo si costretto a riaffermare la sua volontà a perseguire il
   destino, che non è una scelta valida per sempre, ma un cammino sempre riconfermato
» Georgiche: tutti hanno una concezione negativa del lavoro, Virgilio è un’eccezione nell’affermare
   che ha una funzione morale non nel pagare un conto, ma nella purificazione dell’uomo
  1. qual è il valore della poesia?
» Esiodo ed Omero: mezzo di educazione collettiva o personale
» Bucoliche: mezzo per incrementare la propria umanità, l’otio è il tempo per la poesia e l’arte
» Esopo: la poesia è la risposta alle domande “come si fa a vivere? Quali sono le conseguenze delle
   modalità del vivere?”
» Opere e i giorni: ha valore didascalico in quanto comunica un messaggio etico e morale (due
   tipologie di ἔρις, una buona che spinge l’uomo a migliorarsi, una cattiva che spinge l’uomo all’odio)
» Archiloco: modalità con cui contrastare l’opinione comune per affermare se stesso
  1. desiderio che arrivi qualcuno che salvi l’umanità
» nella IV ecloga delle Bucoliche, Virgilio lo raffigura come un bambino che tutto il creato aspettava,
   rivelando una infinita attesa per qualcosa di più grande dell’uomo
  1. cos’è l’amore?
» per Didone è una passione irresistibile che ottenebra tutto il resto, non diversa dall’amore di
   Francesca e Paolo: una circostanza distruttiva perché trascinante
» per Medea è una proprietà, tanto che uccide la moglie di Giasone e per vendetta uccide anche i 
   suoi figli arrivando a togliere a Giasone la cosa più cara: la discendenza;
» Prometeo per amore degli uomini arriva a tradire Zeus, ingannandolo per ben due volte
» il teatro latino raffigura l’amore nella sua comica quotidianità, mettendolo in luce come un
   sentimento cieco, incostante ma nello stesso tempo tenace e caparbio
  1. filosofia » ricerca della verità della vita dell’uomo attraverso l’uso della ragione
» da cosa si genera la vita? Qual è il principio della vita? (acqua, infinito, aria,
    l’armonia dei contrari…) come si è generato il creato? » naturalisti
» può la ragione indagare sulla natura delle cose sull’uomo? » presupposto della filosofia
» cos’è l’anima? Qual è la natura dell’uomo? » Socrate, Platone, Aristotele, Epicuro, lo Stoicismo
» qual è il retto agire umano? Cosa deve perseguire l’uomo? Chi è il saggio? » etica
» come si arriva a conoscere? Che ruolo ha la conoscenza nella vita? » Atomisti, Gorgia, Socrate,
   Platone, Aristotele
» da cosa è costituito l’uomo e le cose della realtà? Tutti i filosofi
» cosa è vero? Cosa è falso e illusorio? Esiste una verità universale? Come si concilia con la
   diversità di ciascun individuo? » Parmenide, Protagora, Gorgia, lo Stoicismo
» esiste Dio? Com’è fatto? Che rapporto ha con l’uomo e con il creato/la realtà? » Platone, Aristotele,
   Epicuro, lo Stoicismo
» la realtà è stata creata? » Aritstotele, Platone
» che valore ha la legge e la politica? Qual è lo stato ideale? Cos’è lo stato? » Protagora, Ippia,
   Callicle, Trasimaco, Antifonte, Platone, Aristotele, Epicuro, lo Stoicismo
» cos’è la virtù e quali sono le virtù necessarie per vivere davvero? Protagora, da Socrate in poi
» cos’è la felicità e che ruolo occupa nella vita dell’uomo e nell’uomo stesso? Da Socrate in poi
» da cosa nasce il male? Perché esiste? Perché l’uomo fa il male? Da Socrate in poi
» cos’è la libertà? Socrate, Platone, Aristotele (non c’è però il concetto di “libero arbitrio”)
» cos’è l’amore e che importanza ha per l’uomo? È un bene? » Platone, Epicuro, Stoicismo
» cos’è la bellezza? » Platone, Aristotele
» esiste una realtà che va oltre quella materiale? » Platone, Aristotele
» c’è qualcosa di immortale e di perfetto? Perché tutto è destinato a morire?
» perché l’uomo desidera?

IL LORO MODO DI VIVERE

» la società della colpa e della vergogna, per i greci, e virtus belli, per i latini, indicano l’importanza
   del valore in battaglia, delle proprie capacità, in quanto indicatori del valore personale
» l’uomo è soggetto a forze che sono al di sopra delle sue capacità, come Àte e Anànke nel mondo
   greco (la Necessità, il volere di Zeus da cui non ci si può sottrarre)
» la vera compagnia è costituita da coloro con cui condividi la vita e la morte (ἐταίρος)
» importanza della patria che si manifesta nell’orgoglio della propria grandezza (il mito dell’impero romano
   per i latini, la consapevolezza della magnificenza delle πόλεις per i greci) e come l’avversione nei confronti
   dell’estraneo, che è inferiore (disprezzo dei Persiani nelle guerre persiane manifestato anche nell’arte
   attraverso la lotta tra l’ordine e il disordine raffigurati nelle decorazioni degli edifici sacri; cerimonia dei
   trionfi per il mondo latino, in cui si avvilisce il nemico)
» la vita è scandita dal rapporto con gli dei, a cui se non si obbedisce, se non ci si fida di loro e se si va contro
   di loro, l’uomo perde qualcosa di sé e viene punito
-          Didone » va contro il volere di Zeus, contro il destino di Enea e le proprie responsabilità, così muore
-          Achille accetta l’ordine di Atena di non uccidere Agamennone perché sa che quello che riceverà dall’obbedienza sarà 100 volte di più
-          Telemaco, che attende a casa il padre, si fida della guida di Atena nelle diverse vicende della telemachia
-          struttura della stessa città con l’acropoli, la cui posizione nello stesso tempo richiama il cittadino al culto in ogni azione quotidiana, e gli dà l’impressione di protezione divina
-          Ipponatte, il giambografo, addirittura prende in giro un dio (Plutone, Ermes) e, sminuendo il ruolo divino per esaltarlo, testimonia una certa familiarità con la divinità
» importanza della figura dell’eroe, che è l’uomo più vicino agli dei, e che è come testimone di virtù che
   l’uomo è chiamato a perseguire per raggiungere la pace e la saggezza
-          μήτις: capacità mentale di adattamento e di comprensione di ogni circostanza
-          un eroe non cancella i propri sentimenti (infatti Achille nell’Iliade piange spesso, ma non viene deriso per questo, anzi suscita nel lettore compassione nei suoi confronti)
-          l’arte è mezzo di diffusione di questi valori etici, con la raffigurazione di uomini in nudità eroica
-          l’eroe deve essere abile e bello, di conseguenza portatore di ciò che è buono
» importanza e rispetto del’anziano, che è più vicino alla saggezza a causa della maggiore esperienza vissuta
» importanza del rito (banchetto, sacrifici che se non sono eseguiti nel modo corretto scatenano l’ira degli dei,
   rito funebre, rito dell’ospitalità) e della gestualità (gesto del supplice di Teti a Zeus) in quanto
   testimonianza di un’attenzione alla modalità migliore e più bella di svolgere le azioni, una cura formale
» importanza dell’educazione
-          per convincere Achille viene mandato il suo pedagogo Fenice)
-          complessa e severa struttura dell’educazione di Sparta
-          importanza della famiglia soprattutto nella cultura latina, dove il pater familias ha potere assoluto nei confronti dei familiari, e con il tempo assumerà anche potere politico (senatori sono famiglie arricchite)
-          per il mondo greco il teatro è un importante momento comunitario aperto a tutta la popolazione, senza differenza di censo, che era occasione di comunicazione di un messaggio, cioè di educazione comune
» valore della vendetta in quanto ripaga chi è stato privato di qualcosa, onora ciò di cui è stato privato, è
   quindi un modo per riscattarsi da un’ingiustizia ricevuta
-          nell’Iliade, alla morte di Patroclo, il migliore amico di Achille, questo si vendica su di Ettore uccidendolo a sua volta e beffeggiandolo quando muore (ἐυχός è l’atto dello schernire)
-          nella saga degli Argonauti, Medea, per vendicarsi di Giasone che ha tradito il suo amore, uccide la sua nuova amante e i suoi stessi figli, dandoli come pasto a Giasone
» tentativo di raggiungere la perfezione e, in ciò, di avvicinarsi alla divinità
-          i greci ricercavano in ogni opera, edile o artistica, di raggiungere quella perfezione che vedevano manifestarsi in una legge naturale; viene testimoniata con l’applicazione della matematica sia nello studio e costruzione dei templi, sia nella scultura (sezione aurea)
-          la Venere di Crizios è la testimonianza del tentativo di rendere la divinità umana affinché sia più vicina, più tangibile e raggiungibile dall’uomo. Anche la modificazione della cella dei templi, che diventa sempre più aperta e visibile ai fedeli ne è testimonianza.
-          la matematica è l’applicazione della perfezione divina, che, applicata allo studio della realtà, riesce a far carpire all’uomo il disegno con cui la realtà è stata progettata. Questo si può riscontrare nello studio dell’astronomia, che è impregnato di osservazioni e concetti matematici
-          nella letteratura questo è riscontrabile nella descrizione del rapporto materno tra Teti ed Achille, in cui la ninfa è proprio come una madre umana
» importanza della tradizione
-          Sparta era così fondata sulle sue tradizioni, e così restia a cambiarle, che ciò fu il motivo della sua rovina: quando una popolazione non si rinnova più, muore nei legami che si è creata
-          Per i romani il mos maiorum era il fondamento dell’identità latina; pur essendo aperti alla novità e al diverso (come viene testimoniato anche nell’eclettismo in arte) gli elementi esterni venivano giudicati e a loro volta accettati, modificati o scartati dalla propria concezione e cultura secondo il paragone con la propria identità e tradizione, il proprio codice morale

MODO DI OSSERVARE LA REALTA’ E DI COMUNICARLA

» realtà viene letta come segno dell’intervento divino
-          fin dagli inizi della civiltà greca era fondamentale il ruolo dei sacerdoti, degli auguri (che interpretavano il volere divino tramite il volo degli uccelli)
-          nella letteratura latina, Virgilio descrive l’episodio di Laocoonte e di come l’intervento dei serpenti è stato letto in modo erroneo dalla popolazione troiana, segnando così la propria fine
» filosofia: osservazione della realtà con la tensione a carpire la ragione che la muove
» la natura del mondo è raffigurativa, specchio della natura dell’uomo
-          nell’Eneide la tempesta descritta prima dell’incontro tra Enea e Didone ne prefigura la relazione
-          un esempio contrario è la Saturnia Tellis, una donna che nella storia dell’arte romana rappresenta la fertilità della terra personificandola
-          IV ecloga delle Bucoliche: la natura è stupefatta, gioisce anch’essa per l’arrivo del bambino, e la sua splendidezza si riflette in quella della natura, tutto rinasce più bello dopo che è nato il bimbo, tutto è fertile e la fatica non è più necessaria, la pace passa anche attraverso l’armonia tra natura e uomo
-          nella saga tebana, al matrimonio tra Giocasta e colui che scoprirà essere suo figlio, Edipo, si scatena una pestilenza a Tebe; chiamando l’indovino i due comprendono la natura di questo evento, segno di qualcosa di turpe tra di loro, un errore commesso » la realtà rispecchia ciò che è interno all’uomo
» destino è ciò che determina il mio modo di vedere ciò che accade, termine di paragone continuo
» la realtà è positiva per i latini, perché, anche quando appare dura nella sua natura, non è ingiusta o contro
   l’uomo perché l’uomo trova sempre la forza di affrontarla (pensiero di Virgilio nelle Georgiche); i greci,
   come Primo Levi nel suo libro Se questo è un uomo, danno la responsabilità di ciò che accade alla μοῖρα,
   alla Necessità o all’Intelligenza o al caso (a seconda del periodo storico), cioè la forza maggiore che regge
   tutto il cosmo a cui anche gli dei si devono sottomettere. Questa volontà superiore può essere portatrice di
   beni o di mali, ma l’uomo non potrà mai conoscere il criterio per cui gli uomini vengono scelti per il bene o
   per il male. È presente un’idea di predestinazione che assomiglia a quella del calvinismo.
» la realtà è bella e l’uomo è fatto per la bellezza, tanto che la ricerca continuamente in ogni cosa
-          per i greci ciò che è ordine è bene, se è bene è anche bello. Ricerca dell’ordine che è parametro di bellezza sia nell’arte, sia nel governo della città (la struttura di governo era stabilita e precisa)
-          καλοσκαγαθός = bello e buono. Per i greci ciò che è bello è necessariamente buono così ciò che è brutto è necessariamente portatore di male (es: Tersite). Questo completa il concetto di società della colpa e della vergogna
-          per i romani ciò che è utile è bene, ciò che bene è bello (infatti l’arte non si è sviluppata subito, perché accessoria e non indispensabile, nascerà solo con l’incontro con la cultura greca)
» modalità di comunicazione » la poesia, che giunge a tutti attraverso l’operato degli aedi
                                               » il mito, che appartiene al sapere popolare ed ha funzione didascalica
                                                  attraverso l’allegoria e la metafora
                                               » dialettica e la retorica nel metodo filosofico che punta sulla logica e la ragione
                                               » il dialogo tra gli uomini (es: Socrate)
» nella lingua, la modalità di comunicazione e di osservazione della realtà passa attraverso il verbo
-          in greco, una delle cose più interessanti è l’aspetto verbale, che rimanda ad una preoccupazione dei Greci non di indicare il momento preciso in cui è avvenuta l’azione, ma la durata dell’azione stessa. Per questo si ha la divisione dell’aspetto, che è il punto di vista con cui viene considerata l’azione, in assoluto (quando il tempo è sciolto dai legami temporali), durativo (azione considerata nel suo svolgersi, nella sua durata), compiuto (azione vista come conseguenza di un’altra passata oppure conclusa in sé)
-          il latino invece è molto più preoccupato di definire il tempo preciso in cui si svolge l’azione, e che rapporto temporale ha l’azione espressa dal verbo con altre azioni espresse da altri verbi

POLITICA E RAPPORTI CON GLI ALTRI POPOLI

» importanza del bene comune
-          De bello gallico e De bello civili testimoniano che per il bene del popolo è qualche volta necessario sorpassare le leggi e lasciare che si affermi un singolo
-          Nelle versioni degli storici greci è evidente come il popolo sostiene chi ha intenzione di perseguire il bene comune e non il bene proprio (come anche l’allegoria e gli effetti del buon governo di Ambrogio Lorenzetti testimoniano in positivo e gli effetti del cattivo governo in negativo)
» importanza di chi detiene il potere, anche della sua figura
-          nell’arte latina è lampante, per esempio nei ritratti e nel fatto che è stato costruito il mausoleo di Augusto, il pantheon, in cui la posizione dell’imperatore era segno di come il suo potere e la sua personalità recassero beneficio a tutti e fossero assegnati per volere divino
-          competizione che ciascun imperatore aveva nel tentativo di costruire un foro più grande dei suoi predecessori, a partire da Cesare » esaltazione personale come conferma della grandezza di un popolo
-          celebrazione dei personaggi politici romani sia in poesia, sia nell’arte, come testimonia il fregio superiore che corre lungo i due lati maggiori dell’altare dell’ara pacis
-          nella letteratura greca, nel III libro dell’Odissea, Telemaco si reca da Nestore e viene accolto da Pisistrato, unico testo in cui viene presentato in questi panni per celebrarlo e onorarlo
» esiste una legge naturale che compensa e supera la legge della città
-          Cicerone nella Pro Milone afferma che la debolezza legislativa è compensata dall’istinto innaturale dell’uomo, cicerone traduce in azione ciò che viene teorizzato nel De officis
-          Nella saga tebana, la sorella di Polinuce, Antigone infrange la legge della città personificata nello zio, che ne aveva preso il potere, per una legge naturale: quella di amore verso i parenti
» importanza della comunità, dell’unione tra gli uomini che condividono il luogo in cui vivono e le tradizioni
-          La πόλις è la struttura organizzativa che ha favorito nei greci il sentimento di appartenenza ad una comunità in cui l’uomo greco si identificava completamente, come fosse parte di sé
-          La πόλις stessa offriva in diversi ambiti occasione di rafforzamento della comunità come la presenza stessa dell’ἀγορά, luogo d’incontro per eccellenza, il teatro che era aperto a tutti senza distinzione di censo, la cui partecipazione veniva incentivata dal fatto che lo spettatore veniva pagato in moneta del lavoro che durante la giornata non aveva compiuto per venire a teatro. Le gare olimpiche, i banchetti, le stesse tradizioni nel vestire e i diversi dialetti, specifici di ogni luogo ne sono altri esempi.
-          La modalità di combattimento cambia: da duello tra singoli, come gli eroi, ad un combattimento a falange, cioè file compatte e serrate che sfondano il nemico. C’è inoltre un nuovo soldato: l’oplita, che combatte a piedi con uno scudo grande e rotondo che copre metà dell’uomo che lo porta e metà dell’uomo che sta alla sua sinistra, cosicché ciascuno era protetto solo se l’atro era attendo a difenderlo. È naturale che si va a creare così uno stretto legame tra i compagni d’arme, che diventano persone con cui si condivide la vita e nelle cui mani si affidava la propria vita
» per greci democrazia come miglior modo di gestire il potere per il bene comune; per romani prima il re, poi
   l’imperatore, è la stessa personificazione del potere divino, dell’essenza di Roma, l’obbedienza al quale
   garantisce l’esistenza e la grandezza dell’Impero romano
» eclettismo romano: apertura al diverso, che non è un male ma un’occasione di arricchimento, tuttavia con
   una selezione, una ragione, cioè scegliendo o cambiando secondo la propria cultura, la propria mentalità, la
   propria necessità, utilità  (per i greci ciò che era nuovo veniva allontanato perché si temeva di recidere i
   legami con la tradizione: ciò che è tradizione, ciò che è antico, è buono)
» importanza del servizio militare
-          nel mondo greco potevano combattere solo coloro che potevano permettersi l’armatura, e la guerra era ricercata come prova per l’esaltazione del valore personale, occasione di mostrare le proprie abilità. Era tanto ambita quanto esclusiva, perché accessibile solo a coloro che avevano un certo reddito
-          il modello dell’oplita propone un’ideale di combattimento non per sé, ma per la patria, in quanto, se uno lasciava la fila, comprometteva anche la vita dei compagni
» rapporti con i popoli conquistati e concetto di cittadinanza
-          romani » la cittadinanza è l’appartenenza alla comunità politica rispettando le leggi della repubblica;
                      non c’è quindi nessun criterio di esclusione, ma un’apertura maggiore allo straniero
                   » municipii, che si dividono in città totalmente incorporate a Roma, i cui cittadini diventano
                      cittadini romani, quindi con tutti i diritti (cives optimo iure); poi ci sono città in cui vengono
                      riconosciuti i diritti civili ma non quelli di partecipazione politica (cives sine suffragio)
                   » socii, ovvero città alleate tenute ad appoggiare la politica estera romana dando un contributo
                      con il proprio esercito militare, ma senza esser obbligate ad ulteriori tributi
                   » provicia, ovvero città che non ha diritti civili, né politici, né obblighi militari; è tenuta ad una
                      totale sottomissione nei confronti dei governatori inviati da Roma e di quelli del luogo. Ha
                      l’obbligo di pagare un tributo
-          greci » fanno della nascita e del “sangue” l’elemento per godere dei diritti di cittadinanza
» l’aumento della popolazione e le poche risorse, insieme al desiderio del ceto mercantile di
   arricchirsi attraverso commerci sempre più estesi, causano la colonizzazione, che spingerà i
   naviganti greci fino alle coste della Sicilia, dell’Italia meridionale, nell’Africa, dell’Asia, della
   Spagna: iniziativa che verrà incentivata dallo stesso governo. Pur nell’autonomia mantenevano
   uno stretto rapporto con la madre patria


mercoledì 11 settembre 2013

Tendit ad vos virgo Vestalis manus supplices - Cicerone

La mano della vergine Vestale è tesa verso di voi supplici, quella stessa mano che per gli immortali è solito tendere a vostro favore. state attenti che non sia pericoloso e superbo che voi ripudiate le sue preghiere, le suppliche del quale, se gli dei le rifiutassero, quelle non possono essere tenute in considerazione. Sapevate già, o giudici, che M. Fonteio, uomo molto saldo, aveva sparso lacrime per il ricordo dei genitori e della sorella? E costui non aveva mai provato terrore in battaglia, costui si era spesso buttato nelle mani dei nemici  e nella folla poiché considerava conforto, nelle sue regole morali, l'immergersi nei pericoli che suo padre aveva lasciato proprio a lui, ora lui stesso teme con cuore turbato che non solo non ci siano quipaggiamenti per lui,  ma che, anche un onorevolissimo lutto, la vergogna eterna e l'ignominia lo lascino ai miseri.

Φιλίππος, ὀ βασιλεῦς, πράξιν ἔχον ἐκ τῆς τῶν Μελιταιῶν πόλεως

Il re Filippo, mentre conduceva un'azione di guerra contro la città di Melitea, sbagliò in due modalità; infatti andò lì pur avendo le scale più corte di quanto fosse necessario, e inoltre perse l'occasione giusta. Infatti, sebbene avesse pianificato che sarebbe giunto intorno a mezzanotte, quando tutti stavano già dormendo, una volta che si mosse da Larissa prima del momento opportuno e giunse presso la regione di Melitea, non potè né aspettare né fuggire ritornando ancora indietro. Perciò, essendo costretto ad avanzare, giunse davanti alla città quando gli abitanti erano svegli. Per questo motivo non poté né fare un assalto con le scale a causa della mancata lunghezza, né entrare attraverso la porta poiché gli abitanti non potevano aiutarlo al momento opportuno.

Quis dubitare, mi Lucili, potest quin deorum inmortalium - Seneca

come puoi dubitare, o mio caro Lucinio, che il dono degli dei immortali sia ciò che viviamo, quello della filosfia ciò che viviamo bene? Perciò quanto più noi siamo riconoscenti di questa ricchezza, tanto più la vita positiva sarà un maggior privilegio che la vita ritenuta certa, a meno che gli dei non concedano la stessa filosofia; della quale non diedero a nessuno il sapere, a tutti la capacità di approccio. infatti se l'avessero fatta anche per il bene comune e se fossimo nati sapienti, e se la sapienza avesse perso ciò che di buono aveva in sé, non sarebbe tra gli avvenimenti casuali. Adesso infatti in essa è magnifico che non si verifichi ciò, che ciascuno si senta riconoscente verso di essa, che non venga attaccata da nessuno. Cosa c'è nella filosofia che disprezzi se è una cosa positiva?

IL SOGNO DI SENOFONTE - versione di greco

Poiché c'era una difficoltà, se ne affliggeva con gli altri e non riusciva a dormire; ma dopo che si fu addormentato fece un breve sogno.
gli sembrò che, dopo aver tuonato, un fulmine si abbattesse sulla casa paterna, e da ciò venne tutta bruciata. Poi, pieno di timore, si svegliò improvvisamente e, da una parte giudicò il sogno come positivo per il fatto che una potente luce scaturisse da Zeus mentre era nelle fatiche della battaglia e tra i pericoli; dall'altra temeva che il sogno gli sembrasse provenire da Zeus sovrano sovrano e che il fuoco bruciasse in cerchio, temette che non sarebbe stato in grado di uscire dal territorio del re, ma che fosse circondato da ogni parte da ogni difficoltà . Allora qualunque cosa significhi questo sogno è opportuno esaminarlo sulla base delle cose che accaddero dopo il sogno. infatti accaddero queste cose. dopo che si risvegliò di soprassalto, per prima cosa gli venne un'idea.

LA METAMORFOSI - Franz Kafka - analisi e commento

SE QUESTO E' UN UOMO - Primo Levi - analisi e comprensione

ATTENDI UN SECONDO E SARAI REINDIRIZZATO ALLA PAGINA DELL'APPUNTO SCOLASTICO

LA RIFORMA PROTESTANTE - arte e musica

ARTE E MUSICA DELLA RIFORMA

-          Le arti figurative e l’architettura
» i movimenti riformati non elaborarono nuove concezioni di iconografia
» erano iconoclasti ovvero favorevoli all’abolizione delle immagini sacre (es: abolizione culto dei santi)
» non era lecito rappresentare i soggetti sacri » in antitesi con la visione dell’arte cattolica
» vengono dati alle fiamme quadri e rappresentazioni sacre, anche arredi liturgici, decapitate le statue
» la chiesa non era più luogo di culto ma di incontro comunitario
» nuova concezione architettonica dell’edificio religioso caratterizzato da forme austere e misurate che
   favorivano la concentrazione interiore piuttosto che attrarre lo sguardo » contrapposizione con lo
   sfarzo delle chiese cattoliche e l’imponenza degli edifici
» i temi dominanti dell’iconografia protestante furono scene di vita quotidiana, nature morte, paesaggi
» artisti » Albrecht Dürer, Lucas Cranach il Vecchio, Cranach il Giovane, Mathias Grünewald
-          La musica
» nuove forme di musica sacra (per Lutera la musica eleva le menti e muove il cuore degli uomini)
» sostituì il latino con il tedesco e promosse il canto assembleare (il corale)
» corali = canti in volgare dalle melodie semplici desunte dalla tradizione profana popolare
» Lutero scrisse molti testi di corali, pubblicati nel 1523

» tra i musicisti quello di maggior rilievo è Johann Sebastian Bach (1685-1750)

LA RIFORMA PROTESTANTE - la riforma in Italia

LA RIFORMA IN ITALIA

-          Peculiarità del caso italiano
» mancava quel sentimento di avversioni nei confronti della Chiesa romana (i suoi abusi generavano
   scandalo ma non ribellioni a livelli nazionali)
» i signori italiani, a differenza dei principi tedeschi e dei sovrani europei, erano troppo dipendenti
   dall’autorità del papa e dell’imperatore per una politica di rottura religiosa
» le idee della riforma serpeggiarono comunque nella penisola soprattutto negli ambienti colti
» Venezia » stampava gli scritti di Lutero dopo aver accolto un ambasciatore della lega di Smalcalda
» i gruppi ereticali di vecchia tradizione (es: valdesi del Piemonte) aderirono al calvinismo
» nel complesso però la Riforma non divenne mai un movimento popolare
-          L’evangelismo
» la Riforma si inserì nel solco dell’evangelismo, un movimento eterogeneo che richiamava alle
   interpretazioni religiose rinascimentali predicando il ritorno alla pratica e alla fede di età evangelica
» l’eclettismo del movimento rendeva difficile estinguere gli influssi protestanti nel movimento
» gli aderenti poi si ritrovarono o ai vertici delle gerarchie cattoliche o nello schieramento protestante
-          Juan Valdès
» spagnolo sfuggito all’Inquisizione iberica, trasferitosi in Campania, protetto dal cardinale Gonzaga
» nella sua abitazione dirigeva riti; i partecipanti erano colte dame di corte, prelati, giovani ecclesiastici
» introduceva idee caratterizzate dalla forte impronta di Lutero, e morì indisturbato
» l’Inquisizione punì i suoi seguaci, alcuni furono giustiziati come eretici, altri preferirono emigrare
-          Il socinianesimo
» l’influsso di questi emigranti sulla cultura europea fu grande
» portavano idee anche più radicali di quelle di Lutero e di Calvino perché portavano nel dibattito
   religioso lo spirito razionalistico formatosi nell’ambito della cultura umanistica
» Fausto Sozzini, discendente da un’importante famiglia senese, fu rappresentante di questo gruppo
» dopo un lungo peregrinare si stabilì in Polonia dove divenne riferimento del movimento anabattista
   locale » lui predicava il rifiuto di qualsiasi dogma (sia cattolico che luterano)
» valorizzò l’idea di tolleranza e diede una forte impronta razionalistica


» nacque il socinianesimo, l’eresia più radicale del XVI sec (diffusa in Polonia, Transilvania, Ungheria)

LA RIFORMA PROTESTANTE - Enrico VIII e la divisione della Chiesa

L’EUROPA RIFORMATA

-          L’area di diffusione del calvinismo
» Francia » diffuse in Francia grazie all’umanista Jacquez Lefèvre d’Etaples
» 1534 » svolta drammatica: furono appesi manifesti fortemente anticattolici che negavano la
   validità della messa, appesi persino sulle porte delle camere del re
» re Francesco I represse al rogo alcune decine di luterani (perciò Calvino fuggì in Svizzera)
» con il successore Enrico II la repressione divenne più sistematica, instituendo la Chambre
   Ardente, una speciale sezione del Parlamento destinata ai processi contro gli eretici
» il calvinismo ebbe più successo (Calvino era francese e curò la conversione della patria)
» 1561 » si contavano 670 pastori ugonotti (così erano chiamati i calvinisti francesi)
» 1600 » gli ugonotti erano un sesta della popolazione francese
» Germania » la diffusione del calvinismo fu ostacolata dalla presenza radicata del luteranesimo
» Ungheria » qui il calvinismo soppiantò il luteranesimo
» Paesi bassi » il calvinismo fu favorito dall’ostilità dei confronti del dominio della Spagna cattolica
» Svezia » 1523 Gustavo Vasa fu eletto re di Svezia: favorì il luteranesimo e confiscò i beni della Chiesa
» Norvegia » si diffuse il luteranesimo a partire dal 1536
» Danimarca » si diffuse il luteranesimo a partire dal 1536
» Finlandia » si diffuse il luteranesimo a partire dal 1539
» Islanda » si diffuse il luteranesimo a partire dal 1539
» Europa orientale » penetrò il luteranesimo ma restò per la maggior parte cattolica
-          Inghilterra
» si era già manifestata l’ostilità alla Chiesa di Roma
» il nuovo sovrano Enrico VIII (1509-1547) desiderava annullare il suo matrimonio con Caterina
   d’Aragona, da cui non aveva avuto nessun erede maschio, per sposare la dama di corte Anna Bolena
» il pontefice Clemente VII non concesse l’annullamento
» durissima reazione del sovrano: sposò ugualmente Anna Bolena
» il pontefice scomunicò Enrico VIII e la sua nuova sposa » rottura tra Chiesa romana e l’Inghilterra
» 1534 » con l’Atto di Supremazia approvato dal Parlamento, Enrico si fece proclamare capo supremo
               della Chiesa d’Inghilterra (anglicana); vietò il pagamento delle decime a Roma, assunse il
               diritto di scomunicare, designò i candidati all’episcopato, abolì i monasteri i cui beni furono
               venduti a nobili e potenti di cui si assicurò l’appoggio » scisma della Chiesa
» Tommaso Moro, filosofo e cancelliere del re, rifiutò di aderire a questa politica e fu decapitato
» sul piano dogmatico non si erano verificate rotture (si mantenevano tutti i sacramenti e dogmi cattolici)
» Enrico diede vita quindi ad un cattolicesimo non romano sotto la diretta autorità della monarchia
-          Il protestantesimo in Inghilterra
» Enrico VIII non accettò il luteranesimo e ne perseguitò i seguaci
» l’apertura al luteranesimo dell’Inghilterra avvenne sotto il successore re Edoardo VI (1547-1553)
» 1549 » fece approvare il Book of Common Prayer sotto l’influenza di Thomas Cranmer, arcivescovo di
               Canterbury
» gli successe la sorellastra Maria (1553-1558), figlia di Caterina d’Aragona e moglie del re di Spagna
   Filippo II; poiché cattolica, bloccò la Riforma e reinstaurò il cattolicesimo attraverso persecuzioni
» le successe la sorellastra Elisabetta (1533-1603), figlia di Anna Bolena, educata nel protestantesimo
» 1559 » Elisabetta fece approvare di nuovo l’Atto di Supremazia e l’Atto di Uniformità (che
               riaffermava la riforma liturgica di Edoardo VI)
» 1562 » fece approvare i Trentanove articoli di fede che fissarono i caratteri propri dell’anglicanesimo
            » era un incontro tra diverse posizioni teologiche: cattolicesimo, luteranesimo e calvinismo
-          Il protestantesimo in Scozia
» 1560 » prevalse il calvinismo grazie alla predicazione del riformatore John Knox
» organizzazione dei calvinisti caratterizzata dall’uguaglianza tra gli ecclesiastici e dal controllo
   disciplinare affidato anche ai laici » base del presbiterianesimo scozzese
» da “presbiterio”= il consiglio dei laici anziani e dei ministri del culto, che governava la chiesa locale
» il sistema si opporrà all’organizzazione episcopale inglese, fondata sulla gerarchia vescovile


» diversamente dall’Inghilterra e dalla Scozia, l’Irlanda si mantenne cattolica fino ad oggi

THE STRANGE CASE OF DR JEKYLL AND MR HYDE - riassunto

THE STRANGE CASE OF DR. JEKYLL AND MR. HYDE

Chapter 1

Mr Utterson the lawyer was a man of a rugged countenance: rare smiles, scanty and backward in sentiment, but attached with a strong bond to his affections, that are outcomes of the growth of time. Austere with himself, indeed his only amusement is the Sunday stroll with the cousin Mr Enfield or any small talk with his friend Dr Jakyll. But it happens that one morning, the two relatives chance upon a really singular house: no windows, no decorations, grey, surrounded by tramps, discoloured. The vision of the hovel, and particularly of the massive door, reminds Enfield a particular and terrifying episode: he was walking in that bystreet in a busy quarter of London, when he saw a lean, short man with a sort of hidden deformation and a hellish look, trampling calmly over a young girl’s body and left her screaming on the ground. As the other witnesses, Enfield could only be shocked, amazed in front of such a awful scene. So they make a bargain never to refer to this again, never to pronounce the name of Hyde, the hellish man.

Chapter 2

Mr Utterson turns bake home, still troubled by his cousin’s narrative. In his business room and began to the contents of a document endorsed on the envelope as Dr Jekyll’s Will. He is just astonished as he unearths that his old friend Jakyll wants all his possessions ape to pass into the hand of his “friend and benefactor Edward Hyde”, but in the case of “disappearance or unexplained absence for a long period of time”, this benefactor should step into Jekyll shoes free from burden or obligations without further delay. Consequently, Utterson decides to require explanations from Jakyll himself, but the friend is slippery and elusive about his questions and always finds the way to divert the argument. Dissatisfied, Utterson decides to investigate on the matter and meets his other dear friend Dr Lanyon. Unfortunately, neither he can unravel the mystery of Hyde, so the desire of investigate and understand grows for Mr Utterson, but he never could suppose to meet him. But it is so, just in front of the massive door in the bystreet. A strange, quick meeting which let Utterson a feeling of disquietude and suggestion. Then, with Poole, the butler of the friend Jakyll, certify the suspecting missing coincidence of the great friend Jakyll and Hyde: they are never together even if Hyde is the person who will inherit all Jakyll’s property.

Chapter 3

It arrives unexpectedly an invite for a dinner at Jekyll’s house, a calm and friendly gathering of old friends. Utterson, Lanyon and Jekyll. The curiosity to understand the situation incites Utterson to ask Jekyll about Hyde, and for the first time Utterson seems more confident, more open to explanations and even to fine humour, but the insistence of the lawyer makes him grow pale and rough. Finally, Jakyll drops definitively the matter with making Utterson promise him to help Hyde for his sake, when he is no longer there. Utterson promised unwillingly.

Chapter 4

In the month of October 18, London is startled by a crime of singular ferocity. It is a full moon evening when Sir Danvers Carew by Mr Hyde. It happens in front of the eyes of a incredulous maid who knows him and who, after that she sees the abominable scene, falls to the ground in a faint. As she regains consciousness, she tells what she has sawn to the police, who finds upon the victim only a stamped envelope which bears the name and the address of Mr Utterson. The lawyer, after that he recognise the victim, the lawyer was informed about the murderer, and as he is informed he was Hyde, he proposes a Scotland Yard policeman to follow him, who would led him to Hyde’s house. But, as they tap on the door, there isn’t Mr Hyde opening it. There is a silvery-haired old woman who announces them that Hyde isn’t at home. They can see it with their own eyes when they get in and patrol the house.

Chapter 5

Mr Utterson is welcomed polity by Poole in Dr Jakyll’s house, both troubled and nervous. In front of the provocation of the friend, Jakyll promises and swears to God he will never set his eyes on Hyde again. He would never see him another time and reassures Utterson that he will never more be heard of. Then Jekyll shows a letter signed by Hyde, revealing him his intention to give it to the police, and thrusting in the wisdom and judge of his friend. Then Utterson wends to Mr Guest’s house, his head clerk, asking him to study Hyde’s calligraphy, then the clerk himself asks Utterson to le him confront this odd handwriting with Dr Jakykll’s one, which he remembers vaguely. In this way he found a rather singular resemblance between the two calligraphies. That night, under the clothes of Utterson’s bed, a though oppress him: “Henry Jekyll forge for a murderer!”

Chapter 6

Time run on, but Mr Hyde seems to be totally disappeared, missing in the nowhere, in spite of there is a reward on his head. This improves the temperature and the state of Dr Jakyll who seems cheer up because of his absence. The three friend now can test again the days when the trio were inseparable friends. But suddenly the doctor falls into a serious depression, as he doesn’t want to see anyone: he stays penned in his room without any human contact, neither with his friends. Mr Lanyon is ill too, as Utterson and him suppose Jekyll is, and is conscious that the time which remains in his life is few. And it goes in this way. After the death of the friend, the lawyer receives a letter from Lanyon himself, which contained a second letter with the recommendation to not open it until the death of Dr Jakyll. Even the message makes Utterson suspicious, he decides to trust on the friend and stores the envelope in his safe.

Chapter 7

During an usual Sunday walk with his cousin Mr Enfield, Utterson gets across the door in the bystreet for another time; and while the two men converse about the disappearance of Hyde, they find themselves under Jakyll’s window, and himself looking with an infinite sadness of mien outside, the look lost in the vague. He refuses Utterson’s offering to go finally out of his room and, as he was reassuring himself, he verifies that it will not last long from all his sufferance ends, then he closes the window and cuts off the relations.

Chapter 8

Poole, Jekyll’s butler, rushes into Utterson house afraid and in trouble. He begins to tell the lawyer that the matter is the suspicious behaviour of Dr Jakyll, and Utterson agrees. He never wants to have his face seen, as he tries to hide his identity, for these reasons Poole suspects that Jekyll could have been murdered someway. Additionally, Poole is really often asked to take him a mysterious medicine, probably a drug, and he is always asked to change it because of its impurity inefficacy. They decides to go immediately to the doctor, so they get out in the darkness of the night. As Utterson gets in, the maids broke into hysterical wimpering, as a result of a nervous collapse. Poole tries to announce a faked visit from Utterson, but the doctor refuses the friend and the incitement to open his cabinet door. They immediately notice the unusual timbre of voice, as he wasn’t Jakyll, and in the same way, the butler shows Utterson a paper on which he used to write the orders: an unrecognizable calligraphy. Then Poole starts to tell the doctor about all the suspicious, inexplicable, foolish, demented behaviour of Jakyll. After that, the two men decides to get into the room, but Jekyll understands their intentions and implores the doctor to have mercy and do not get in; but Utterson recognise the voice: Hyde’s one, and with Poole demolishes the door. Right in the midst there lays the body of a man sorely contorted, he is Edward Hyde, dressed with Jakyll’s clothes: they have gone too late, wheter to save or punish, because he has committed suicide. There doctor finds, among glasses with some strange chemical substances on and a mess like anyone has battled there, a letter from Jekyll for his friend Utterson saying him to read Mr Lanyon’s narrative if he would like to find the truth of this story. So Utterson returned to his office and read the two narratives in which this mystery is now be explained.

Chapter 9

The first was a letter from Dr Jekyll to Mr Lanyon, in which the doctor asks him, in the name of their old friend, to trust on him because of the strictly importance of his help which would have cost Jekyll life or death. Then, he begins to list what he should have done: first, sneak in his own chemical laboratory, forcing the door of the cabinet, and steal an entire drawer with all the contents inside. Then, at midnight, he should be alone in his consulting room, admitting into his house a man who will present himself in his name and placing in his hands the drawer. Because of this matter is of a capital importance, Jekyll is conscious of a probably failure from the post office, in the case of a delay, he writes that it would be too late, and he would die. For this reason, Lanyon decides to trust on him because he won’t betray the faith of a friend, going over the feeling of a suspicious matter. So he respects all the points explained in the letter. Finally, the man arrives, who Lanyon later found out that he was Edward Hyde, and rushes into the house with a hellish impatience. As he has in the hands the contained of the drawer, he drinks a liquid in a test tube. Immediately, his face becomes black and the features seemed to melt and alter, finally, in front of Lanyon’s eyes, there stands Henry Jekyll, as a man restored from death.

Chapter 10


Jakyll resumes his story telling he has found out a particular substance, a drug, which has allowed him to divide in two his personality; two different features corresponded to each personality as he was Henry Jakyll when his positive personality was active, he is Edward Hyde when the negative personality is on. At first this drug made Jakyll feel comfortable, more free because he can separate his natures, and the worst finally could surface. Hyde was shorter than Jekyll, because there was few wickedness in him, but it was enough to commit terrible crimes like the murder of the young girl, the children of Mr Davers Carew, of which Enfield  was witness. The effects of the drugs became uncontrollable and it happened to be transformed in Hyde without consent. These by-products and the silent of his secret slowly deteriorated the integrity of Jakyll’s soul, and out him on the way of perdition and madness. Even during the night he couldn’t stay calm because he could have been transformed even without have taken the drug. His negative nature wanted to get out always, but he had to fight to spare other crimes, on the other hand Hyde used Jakyll’s body to escape from the police. For the reason that he lost the control of his double natures, he was forced to stay at home, closed in his chemical room, truncating all the contacts with the life out of his room, including his friends Utterson and Lanyon. When Utterson and Poole got in the room, he committed suicide after have confessed all his crimes.

lunedì 9 settembre 2013

LA RIFORMA PROTESTANTE - il calvinismo

IL CALVINISMO

-          Nascita
» Giovanni Calvino (1509-1564) si stabilì a Ginevra dalla sua patria francese per evitare la repressione   
   che si era abbattuta sui luterani, un uomo coltissimo che scrisse l’Istituzione della religione cristiana
» dopo esser stato per poco tempo a Ferrara dove la duchessa Renata di Francia lo aveva accolto, andò a
   Ginevra sotto le insistenze di Guglielmo Farel, un riformatore che aveva intuito la sua eccezionalità
» dopo decenni di successi e fallimenti, fece di Ginevra uno Stato-Chiesa
» il modello della comunità incarnava il modello calvinista di società: imperniato sull’idea della
   predestinazione, tema che Lutero aveva abbozzato e Calvino aveva sviluppato
-          La dottrina calvinista
» gli eletti per volontà imperscrutabile di Dio sono da sempre predestinati alla salvezza, gli altri erano dannati
» la salvezza non dipende dai meriti dell’individuo ma dalla Grazia divina
» non si deve rassegnarsi passivamente al destino ma ricercare i segni dell’appartenenza agli eletti
» la ricerca si attua nella vita quotidiana, in cui si è chiamati ad impegnarsi
» il successo personale, il dovere compiuto ecc… sono come un rito religioso in onore di Dio
» la vocazione, il ruolo sociale e professionale si lega con la predestinazione » nuova etica del lavoro
» il denaro doveva essere impiegato per il sostentamento proprio e quello dei poveri, in attività
   produttive generatrici di nuovi guadagni » negli affari il successo era segno della predestinazione
» tramonta definitivamente l’etica medievale
-          Organizzazione ecclesiastica e civile
» per creare la comunità ideale, la politica viene finalizzata al controllo della religione e della morale
» concistorio = organo che vigila la condotta dei cittadini, questioni dottrinali e la disciplina ecclesiastica
                      » composto da dodici laici (anziani o presbiteri), da alcuni pastori (da 5 a 10)
» venne riformato il sistema scolastico
» i magistrati cittadini furono sottoposti ad un severo controllo della loro osservanza religiosa
» vietati i giochi d’azzardo, gli spettacoli, il lusso, furono chiuse le taverne, emarginati i peccatori
-          L’uccisione di Serveto
» Ginevra divenne il rifugio di coloro che erano perseguitati per le loro idee religiose
» sotto il profilo religioso fu rigoroso ed estremo (utilizzò ampiamente il ricorso al terrore)
» fece scalpore l’uccisione sul rogo, come eretico, dello spagnolo Michele Serveto, figura di primissimo
   piano nella storia della scienza, scopritore della circolazione polmonare del sangue
» il suo martirio aprì tra i dotti europei la discussione sull’idea di tolleranza religiosa



ARTE E MUSICA DELLA RIFORMA

-          Le arti figurative e l’architettura
» i movimenti riformati non elaborarono nuove concezioni di iconografia
» erano iconoclasti ovvero favorevoli all’abolizione delle immagini sacre (es: abolizione culto dei santi)
» non era lecito rappresentare i soggetti sacri » in antitesi con la visione dell’arte cattolica
» vengono dati alle fiamme quadri e rappresentazioni sacre, anche arredi liturgici, decapitate le statue
» la chiesa non era più luogo di culto ma di incontro comunitario
» nuova concezione architettonica dell’edificio religioso caratterizzato da forme austere e misurate 
   chefavorivano la concentrazione interiore piuttosto che attrarre lo sguardo » contrapposizione con lo
   sfarzo delle chiese cattoliche e l’imponenza degli edifici
» i temi dominanti dell’iconografia protestante furono scene di vita quotidiana, nature morte, paesaggi
» artisti » Albrecht Dürer, Lucas Cranach il Vecchio, Cranach il Giovane, Mathias Grünewald
-          La musica
» nuove forme di musica sacra (per Lutera la musica eleva le menti e muove il cuore degli uomini)
» sostituì il latino con il tedesco e promosse il canto assembleare (il corale)
» corali = canti in volgare dalle melodie semplici desunte dalla tradizione profana popolare
» Lutero scrisse molti testi di corali, pubblicati nel 1523
      » tra i musicisti quello di maggior rilievo è Johann Sebastian Bach (1685-1750)

LA METAMORFOSI - Franz Kafka - riassunto e commento

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