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domenica 1 giugno 2014

IL RISORGIMENTO - Pio IX

PIO IX ED IL BIENNIO DELLE RIFORME

-    Elezione di Pio IX
» 1846 » anno di svolta per la morte di Gregorio XVI e l’elezione al soglio pontificio di Pio IX
            » era vescovo di Imola (nome: Giovanni Maria Mastai Ferretti), noto come pastore di anime, dalla
               religiosità sincera e profonda, di carattere bonario, molto benvoluto dalla popolazione
» non era schierato politicamente, ma dato che è stato eletto dal conclave in alternativa al cardinale Pietro
   Lambruschini, capofila dello schieramento conservatore, gli guadagnò simpatie da parte dei liberali
-    Riforme del papa
» con i suoi primi atti accende un fermento nel popolo per l’acceso clima di coinvolgimento politico
» concede un’amnistia per i detenuti politici » le simpatie si tramutano in entusiasmo generale
» liberali e moderati trovarono in lui il loro eroe; i democratici si manifestarono entusiasti del papa
» questo clima lo spinse ad una serie di concessioni che non erano previste nel suo programma iniziale
» primavera del ’47 » convoca una Consulta di Stato formata da rappresentanti delle provincie
                                » istituisce una Guardia civica
                                » fu attenuata la censura sulla stampa
» queste riforme ebbero un effetto maggiore rispetto al valore intrinseco perché accende speranze e
   aspettative (vedono in lui la possibilità di realizzare la proposta di Gioberti di un’unità cristiana italiana)
» i democratici caricano volutamente questa tendenza all’entusiasmo creando aspettative sempre maggiori
   ed aspettando il momento in cui Pio IX le avrebbe deluse per una rivincita a loro favore
» montano la folla perché sicuri che il papa si sarebbe tirato indietro nel momento in cui si sarebbe dovuto
   combattere per l’indipendenza contro l’Impero austriaco
» la gente scendeva in piazza con le bandiere tricolore e sopra la scritta “viva Pio IX”
» errore di Pio IX » circondarsi di cattivi consiglieri (non aveva l’atteggiamento e la furbizia politica)
                             » non accorgersi che i suoi atti potevano essere strumentalizzati
-    Effetti negli stati italiani
» ’47 » moto riformatore dilagò in tutta Italia accompagnandosi a tumulti sociali legati alle conseguenze
             della crisi economica europea » salgono i prezzi dei generi alimentari
» sovrani e governatori, preoccupati che il tumulto passasse ad un’insurrezione democratica, furono indotti
   ad intercessioni dello stesso stampo di Pio IX
» settembre » granduca di Toscana istituì una consulta di Stato e una Guardia civica
» ottobre » Carlo Alberto varò un nuovo ordinamento amministrativo e allenta i controlli sulla stampa
» novembre » Piemonte, Toscana e Stato della Chiesa sottoscrivono una Lega doganale italiana
» Regno delle Due Sicilie ne rimane estraneo perché gode dell’appoggio dell’Austria

IL RISORGIMENTO - gli Stati italiani e le correnti politiche

L’EVOLUZIONE DEGLI STATI ITALIANI

-    Fase di immobilismo politico
» il decennio 1830-40 trascorse in continuità col periodo della restaurazione
-    Il Piemonte
» 1831 » sale al trono del Regno di Sardegna Carlo Alberto, che si era orientato verso posizioni
               legittimiste e clericali, e nello stesso tempo rinnova la struttura istituzionale
-    I congressi degli scienziati
» un’iniziativa positiva e di valore simbolico fu la convocazione a Pisa (nel 1839) del primo congresso
   degli scienziati italiani, che da allora si tennero annualmente
» centinaia di intellettuali da tutta Italia si incontrano regolarmente e pubblicamente per discutere di
   interessi comuni non inerenti alla politica » contributo alla formazione di un’opinione pubblica
-    Sviluppo economico
» nonostante la crescita produttiva, il sistema economico risultava caratterizzato da una forte arretratezza
» il settore agricolo rimaneva legato alle tecniche dell’antico regime (solo in Lombardia c’è progresso)
» tutto il resto d’Italia era estraneo all’utilizzo delle macchine, ma il lavoro di fondava sul domicilio
» solo nel corso degli anni ’40 ebbe avvio la costruzione di reti ferroviarie, che contribuì ad uno slancio
» progressi nel sistema bancario (comunque in ritardo rispetto all’Europa)
» sviluppo dei porti e della marina mercantile
» generale incremento del commercio internazionale
» danni all’economia a causa della mancanza di un mercato nazionale e di un sistema di comunicazioni
   efficiente (si ricorda che c’erano barriere doganali anche tra Stato e Stato)
» si diffonde l’idea di attuare in Italia il progetto di unione doganale realizzato dal modello tedesco
» nasce una fiorente riflessione e discussione tra intellettuali su come migliorare la situazione italiana

NUOVI CORRENTI POLITICHE (durante il ‘40)

-    I moderati
» l’orientamento moderato si differenziava da conservatori e legittimisti e dal radicalismo di Mazzini
» propone soluzioni gradualistiche, tali da non comportare l’uso della violenza e lo scontro con l’autorità
» base: tentativo di conciliare la causa patriottica e liberale con il cattolicesimo (considerato il più
   importante fattore dell’unità italiana) e con la Chiesa di Roma
-    Il cattolicesimo liberale
» una corrente cattolico-liberale esisteva fin dai primi anni della restaurazione (esponente: Manzoni)
» vennero condannati dal papa, costringendoli così ad esprimersi attraverso romanzi e opere storiche
» prende corpo una scuola di pensiero poi definita «neoguelfa» con un termine tratto dalla storia medievale
» il neoguelfismo sostiene che l’unità italiana deve essere sostenuta dal papa e dalla Chiesa
» suscitò l’emergere di una corrente neoghibellina, di stampo repubblicano e anticlericale
-    Federalismo giobertiano
» il neoguelfismo conobbe il suo apice con Vincenzo Gioberti, un abate torinese
» nella sua opera Del Primato morale e civile degli italiani riprende da Mazzini il concetto di «missione
   italiana» capovolgendone il significato: la identifica con il magistero della Chiesa
» l’Italia ha una primato in quanto è sede del papato con cui condivide la missione di civilizzazione
   (dall’Italia sono partiti tutti i valori che hanno formato la mentalità e l’identità occidentale)
» per tornare alla gloria passata, l’Italia ha bisogno di ampie riforme politiche ed amministrative
» propone una confederazione fra gli Stati italiani fondata sull’autorità superiore del papa (che ne avrebbe
   assunto la presidenza) e sulla forza militare del Regno di Sardegna (Savoia)
» è diversa da una federazione, perché gli Stati così sarebbero uniti solo per alcuni scopi, senza cedere
   parte dei loro poteri, ma rimanendo indipendenti tra di loro
» è convinto che il popolo non abbia la coscienza necessaria per attuare da sé l’unione (la monarchia si)
» scarta l’ipotesi di riunificare l’Italia sotto un unico Stato, essendo stata per troppo tempo frammentata e
   divisa» è irrealistico che tanti re e governi vengano deposti e sostituiti
» ostacoli » ipotesi utopistica sotto il pontificato di Gregorio XVI (reazionario ed ostile alle riforme)
                » l’Austria considera l’Italia espansione del proprio territorio
» vantaggi » il suo programma non prevedeva rivoluzioni
                  » si accordava con il sentimento cattolico, prevalente nella borghesia italiana
                  » soddisfaceva gli ideali patriottici rivendicando all’Italia un primato civile e morale
-    Cesare Balbo
» l’opera di Gioberti aprì un intenso dibattito politico
» intellettuale proponeva la formazione di una lega doganale e militare fra gli Stati italiani
» a differenza di Gioberti si poneva il problema dell’Austria, ostacolo per l’ipotesi dell’indipendenza
» propone di assecondare la naturale tendenza dell’Impero asburgico di espandersi ad oriente (Balcani)
   approfittando con metodi diplomatici della debolezza dell’Impero Ottomano
-    Carlo Cattaneo
» è milanese, capo delle cinque giornate di Milano, molto più moderato di Mazzini ma repubblicano
» capofila di una corrente federalista, democratica e repubblicana che si diffonde in Lombardia
» diffida della mistica romantica di Mazzini e nega l’ipotesi dell’assorbimento del Lombardo-Veneto
   nell’Impero austriaco, verso cui provava una profonda avversione
» punta al liberalismo doganale e al miglioramento delle vie di comunicazione e dell’istruzione pubblica
» propone una confederazione repubblicana sul modello degli Stati Uniti, che lasciasse ampia autonomia
-    Giuseppe Ferrari
» critica sia neoguelfismo sia il nazionalismo di Mazzini

» sostiene la necessità si inserire il moto unitario italiano nel contesto di una rivoluzione europea

IL RISORGIMENTO - Mazzini e la Giovane Italia

MAZZINI E LA GIOVANE ITALIA

-    Una nuova strategia
» l’esito negativo delle insurrezioni segna la fine della Carboneria
» fallimento causato da » necessità di affidarsi all’appoggio dei sovrani che si rivelavano inaffidabili
                                      » fiducia eccessiva riposta in interventi stranieri
                                      » segretezza delle trame settarie che non rendeva chiari gli obiettivi dei moti
                                         ed ostacolava un’ampia partecipazione popolare
                                      » assenza di una direzione unitaria
» solo all’inizio degli anni ’30 nasce l’idea dell’unità d’Italia da raggiungere attraverso una lotta di popolo,
   e Giuseppe Mazzini ne fu il principale portavoce, concretizzando l’idea in un programma politico
-    Giuseppe Mazzini
» 1805 » nasce a Genova da una famiglia di medio-alta borghesia
» aveva aderito ad idee democratiche e patriottiche, poi era entrato nella Carboneria
» per i difetti della Carboneria capisce che la lotta deve diventare popolare, che l’idea di unità deve essere
   un tema che coinvolga più gente possibile e di qualsiasi classe sociale attraverso la propagandistica
» al contrario della segretezza delle sètte, si doveva rendere esplicito il programma politico e gli scopi
» per una maggiore partecipazione e coinvolgimento, cerca di educare il popolo alla partecipazione politica
» due facce
1.      una democratica
2.      una romantica
» aveva una religiosità romantica: Dio si identifica con lo spirito insito alla storia
» la fede nella libertà e nel progresso deve essere vissuta come fede religiosa
» critica l’individualismo settecentesco e crede fermamente nel principio di associazione su scala
   internazionale » anche le nazioni devono associarsi per cooperare al bene comune
-    Idea di nazione italiana » la «terza Roma»
1.      fattore culturale: l’Italia è un’entità culturale e spirituale prima ancora che etnica e territoriale
2.      fattore storico: Italia intesa come comunità etnica, di sangue; deve corrispondere ad un’istituzione
3.      fattore politico: la missione storica dell’Italia è di abbattere il vecchio ordine (Impero asburgico e Stato della Chiesa) e di lottare per l’emancipazione dei popoli ed il miglioramento delle questioni sociali
-    La questione sociale
» nega le teorie materialistiche o economistiche
» difende il diritto di proprietà come base dell’unione sociale (era pericolosa qualsiasi teoria che dividesse
   la collettività nazionale e rompesse l’unità spirituale del popolo)
» propone, per risolvere le questioni sociali, il principio di associazione (cooperative di mutuo soccorso)
-    Indipendenza, unità, repubblica
» programma politico » l’Italia deve essere indipendente
                                   » deve darsi una forma di governo unitaria e repubblicana (erede del giacobinismo)
» Mazzini rifiuta la monarchia ed il federalismo; la repubblica è l’unico governo che esprime l’unità
» l’unica via per ottenere l’unità e l’indipendenza era l’insurrezione del popolo, senza distinzioni di classi
-    La Giovane Italia
» lo strumento per realizzare l’insurrezione era un’organizzazione che, anziché nascondere i suoi scopi
   ultimi, li rendeva palesi propagandandoli, svolgendo così un’opera di educazione politica
» estate del ’31 » nacque in Francia la Giovane Italia, che adottò come vessillo la bandiera tricolore
                         » sono convinti di un strettissimo legame tra pensiero ed azione (formula mazziniana)
-    Iniziative insurrezionali
» anni ’30-40 » la Giovane Italia organizza tentativi di insurrezione in Italia
» 1833 » fu scoperta una congiura in Piemonte, dove era riuscita a farsi numerosi proseliti
» 1834 » fu bloccato un progetto rivoluzionario che voleva penetrare in Svizzera ed insorgere a Genova
            » a questo piano partecipò anche Giuseppe Garibaldi
-    Crisi della Giovane Italia
» gli esiti fallimentari determinarono la crisi organizzativa per la Giovane Italia ed esistenziale per Mazzini
» affronta in questi anni una difficile crisi di coscienza, ma che superò in breve convincendosi che la
   “santità” della causa per cui lottava giustificasse anche i sacrifici più dolorosi
» aprile ’34 » dà vita alla Giovane Europa, ma che aveva valore soprattutto simbolico e non viene seguita
» 1840 » rifonda la Giovane Italia (che si era dissolta dopo il ’34-35)
-    I fratelli Bandiera
» negli anni ’40 ci furono altri tentativi di insurrezione
» 1843 e 1845 » vengono soffocati dei moti nelle Legazioni pontificie
» 1844 » fallisce una spedizione in Calabria organizzata dai fratelli Bandiera, che non erano riusciti a
              sollevare le masse popolari, rimasti indifferenti, contro il governo borbonico (furono fucilati)
» i fallimenti alimentano le critiche nei confronti dei metodi mazziniani

» si chiude l’ipotesi mazziniana del Risorgimento attraverso la rivolta popolare

IL RISORGIMENTO - i moti del '31

I MOTI DEL 1831

-    La trama cospirativa
» nel ’31 scoppiarono dei moti insurrezionali nei Ducati di Modena, Parma, Stato della Chiesa, che furono
   la diretta conseguenza della situazione creatasi dopo la rivoluzione del luglio 1830 in Francia
-    La rivolta nelle Legazioni e nei Ducati
» febbraio » scoppia una rivolta a Bologna e si estese a tutti i centri principali delle Legazioni pontificie
                 » il moto dilagò anche nel ducato di Parma e di Modena, costringendo alla fuga Francesco IV
» novità rispetto ai moti del ’20-21
1.      a muoversi non furono tanto i militari quanto i ceti borghesi appoggiati dall’aristocrazia liberale e da una mobilitazione popolare » la mobilitazione si manifestava con dimostrazioni e tumulti in piazza
2.      tentativo di coordinare le singole insurrezioni cittadine in un moto unitario
» es: fu organizzato un corpo di volontari col compito di marciare verso Roma
» l’esito del moto fu però influenzato dalle divisioni municipaliste
» si ripropone inoltre il contrasto tra democratici (che vogliono subito portare la lotta fino al cuore
   dello Stato della Chiesa) e moderati (propongono di attendere l’intervento austriaco e francese)
-    L’intervento austriaco
» l’esercito asburgico occupò i Ducati, entrò nei territori pontifici e sconfisse a Rimini gli insorti
» ritorno al vecchio ordine accompagnato da una dura repressione
-    Rapporto risorgimento-Chiesa
» i cattolici sono protagonisti del Risorgimento, ma la Chiesa ha un problema: è anch’essa uno Stato
» il papa, essendo anche re, deve preservare il suo potere » agisce in maniera pesante con scomuniche
» realizzando il Risorgimento, quindi, l’Italia nasce andando contro uno degli elementi che più degli altri

   costituiva l’identità italiana: la religione comune, personificata nella sede papale

IL RISORGIMENTO - i moti del '20-'21


I MOTI DEL 1820-1821

- L’insurrezione del Napoletano
» nella prima ondata rivoluzionaria europea furono coinvolti il Regno delle due Sicilie e quello di Sardegna
» 1° luglio » scoppia una rivolta a Nola (Napoletano) per l’iniziativa di due ufficiali carbonari
                  » re Ferdinando I fu costretto a concedere una Costituzione simile a quella spagnola del 1812
» ma ci sono problemi » divisione fra democratici e moderati
                                     » atteggiamento ambiguo del re
                                     » avversione del governo austriaco perché minaccia l’assetto politico italiano
- La rivolta di Palermo
» 15 luglio » si verifica una violenza ribellione anche a Palermo
                  » al contrario di quella del Napoletano registrò un’ampia partecipazione popolare
» si unirono anche esponenti dell’aristocrazia locale » la rivolta assunse un carattere separatista
» separatismo = tendenza di un gruppo con particolari caratteristiche storiche, linguistiche, religiose (…)
                              a separarsi dallo Stato di cui fa parte
» Napoli reagì inviando in Sicilia un corpo di spedizione » rivolta fu domata in breve
- Il moto nel Lombardo-Veneto
» il successo della rivoluzione napoletana accese le speranze dei liberalisti lombardi
» in Lombardia e Piemonte si era diffusa una nuova organizzazione, la Federazione italiana (collegata alla
   Carboneria) » obiettivo: cacciata degli austriaci dal Lombardo-Veneto e formazione di un regno
                          costituzionale indipendente nell’Italia settentrionale
» ottobre 1820 » ogni tentativo di insurrezione fu spenta dalla scoperta di un nucleo carbonaro
- Il moto piemontese
» marzo 1821 » alcuni reparti dell’esercito si ammutinarono
                       » Vittorio Emanuele I è costretto ad abdicare in favore del fratello Carlo Felice
» Carlo Felce si trovava lontano dal regno » viene affidata la reggenza a Carlo Alberto (liberale)
» Carlo Alberto si impegnò a concedere una costituzione liberale (simile a quella spagnola) ma poi si unì
   alle truppe realiste (richiamato da Carlo Felice)
» aprile » le truppe realiste, unite a contingenti austriaci, sconfissero a Novara i rivoluzionari
             » la loro debolezza è nella scarsa partecipazione del popolo e nello scarso coordinamento
             » le idee no passano ancora nel popolo ma solo nella borghesia, l’unica che, essendo formata
                culturalmente, può accedere a tutta quella fonte culturale, caricandola emotivamente
- La repressione militare
» ci fu una generale sconfitta delle correnti patriottiche e costituzionali
» autunno del ’20 » Metternich convoca un congresso delle potenze europee a Troppau (Moravia)
                             » sostiene la necessità di un intervento nel Napoletano
» gennaio 1821 » Ferdinando I, re delle Due Sicilie, invoca l’aiuto delle potenze alleate
» marzo 1821 » gli austriaci entrano a Napoli e restaurarono il potere assoluto di Ferdinando I
                       » il re mise in atto una dura repressione nei confronti dei ribelli

» anche in Piemonte si verificarono pesanti repressioni sui militari ribelli e con l’esodo dei patrioti

IL RISORGIMENTO - L'idea d'Italia

L’IDEA DI ITALIA

- Risorgimento = processo di graduale riscoperta e di sempre più netta rivendicazione della propria identità
                            nazionale; caratterizzato da un carattere di rinascita culturale e politica, di riscatto da una
                            condizione di servitù e di decadenza morale, di ritorno da un passato glorioso
                         » questo nome già dice che il carattere fondamentale di questo moto fu una rinascita da uno
                            stato di decadenza grazie alla ripresa di un glorioso passato
                         » non è una rottura con il passato come è stato per la rivoluzione francese
                         » l’idea d’Italia è radicata nel pensiero degli intellettuali italiani (da Petrarca) ma non si
                            identificò mai in un’istituzione pubblica » consapevolezza accresciuta con l’illuminismo
                         » gli italiani non avevano mai conosciuto l’esperienza di uno Stato unitario
                         » era sempre stata divisa e subordinata a sovranità straniere
                         » data iniziale del Risorgimento: 1796 con la campagna napoleonica in Italia
- Da cosa è costituita l’unità italiana?
1.      cultura, letteratura, scienza, musica comune
» tutte preesistenti alla nascita dell’Italia vera e propria
2.      religione comune » cattolicesimo
» il cattolicesimo si professa universale anche se al suo interno coesistono realtà di devozione
   particolare che caratterizzano un popolo specifico (es: Chiesa ambrosiana a Milano)
» in Italia è particolare la devozione verso S. Francesco, S. Caterina da Siena, S. Benedetto…
» in Italia ci sono forme liturgiche molto diffuse (es: processioni popolari, pellegrinaggi ai santuari)
» in Italia il cattolicesimo si caratterizza più che in altri Stati come azione sociale concreta
» l’Italia è la culla del cristianesimo anche perché ospita la sede papale (fin da San Pietro)
3.      lingua comune
» si è formata su modelli specifici (Dante, Petrarca, Boccaccio)
» è una lingua dell’elite intellettuale, non del popolo (dialetti diversi a seconda della zona territoriale)
4.      storia comune » memoria comune
» parte dalle popolazioni italiche e dal glorioso Impero romano (importante soprattutto per i romantici)
5.      circoscrizione geografica
» ci sono dei confini geografici (sud: mar mediterraneo; nord: Alpi)
- Cambiamento portato dalla rivoluzione francese
» nasce l’idea che queste caratteristiche comuni tra gli italiani si debbano tradurre in un legame politico,
   amministrativo, economico, sociale, realizzato nell’unione sotto uno Stato comune
» nascita del giacobinismo italiano: era portatore delle idee rivoluzionarie, ma legava la realizzazione di
   queste idee alle sorti di una potenza straniera (l’Italia ha dovuto sempre soccombere al dominio straniero)
» differenza: la modalità per realizzare questo non avviene attraverso una rottura ma con una ripresa del
   passato, una ripresa di coscienza della memoria italiana
- Ideali liberali e questione nazionale
» con l’egemonia austriaca imposta dal Congresso di Vienna la lotta per gli ideali liberali e democratici
   poteva coincidere con quella per la liberazione dal dominio straniero
» all’inizio (moti del ‘20) la questione nazionale è assente o subordinata alle rivendicazioni costituzionali e
   solo un ceto ristretto di intellettuali propone la rivoluzione
» il fenomeno nasce come sentimento portato avanti dalla borghesia (popolo aveva altre questioni)
- Il ruolo della cultura
» i temi risorgimentali diventano dominanti attraverso la creazione di una cultura che elabora il mito della
   nazione italiana attraverso immagini e simboli specifici che richiamano all’identità italiana
» l’utilizzo di questi strumenti richiama costantemente il popolo a combattere per le cause comuni
» maggiori esponenti in questa corrente culturale: Bershet, Leopardi, Manzoni, Giuseppe Verdi (prima
   esperienza musicale che assume valore nazionale perché indirizzato anche agli ignoranti di musica)
» vengono prodotti dei topoi e delle figure narrative comuni utili a caricare emotivamente il popolo italiano
  1. eroe nazionale » un soldato coraggioso, un leader che impersoni fica l’ideale della lotta contro
                                  l’oppressione straniera (racconti dei vespri siciliani, l’episodio di Barletta)
                               » vengono rielaborati degli episodi storici in cui viene evidenziata la ripresa di
                                  coscienza del popolo italiano che sfocia in una ribellione con gli austriaci
                               » si riprende dalla Bibbia l’immagine di Cristo (si sacrifica per la liberazione di tutti)
  1. traditore » colui che tradisce per acquistare potere, gloria e denaro
                     » ricalca l’immagine evangelica di Giuda (trasposizione in chiave letteraria ed in un
                       contesto laico di figure già presenti del bagagliaio culturale della popolazione, ad essa care)
  1. eroina » è la donna virtuosa, pura, destinata a subire una depravazione ed una violenza
 » rappresenta l’onore e ciò che c’è di buono che viene minacciato dalla potenza straniera
 » riprende le figure dei santi martiri e soprattutto di Maria (a lei è connesso il tema della
    purezza sessuale che, violentata, suscita la reazione del popolo)
» si afferma la necessità della lotta come sacrificio, come martirio, come guerra santa, come crociata
» si ripescano nella memoria italiana quelle immagini che avevano smosso il cuore degli uomini e vengono
   riproposte in chiave laica e per uno scopo diverso: quello dell’indipendenza dagli austriaci

» si fa appello a figure note alla formazione delle menti degli italiani che rendono familiari le idee

giovedì 22 maggio 2014

DAVID HUME - filosofia

DAVID HUME

LA SCIENZA DELLA NATURA UMANA

-    Il suo progetto
» vuole costruire una scienza della natura umana su base sperimentale
» offrire un’analisi sistematica delle varie dimensioni che la costituiscono (ragione, sentimento, morale…)
» visto che la natura umana è la «capitale del regno del sapere», la sua ricerca è la più urgente e basilare
-    Tendenza empiristica e antimetafisica

Quando scorriamo i libri di una biblioteca, persuasi da questi principi, che cosa dobbiamo distruggere? Se ci viene alle mani qualche volume, per esempio, di teologia o di metafisica scolastica, domandiamoci: contiene qualche ragionamento astratto sulla quantità o sui numeri? No. Contene qualche ragionamento sperimentale su questioni di fatto e di esistenza? No. E allora gettiamolo nel fuoco perché non contiene che sofisticherie ed inganni.

-    L’esito scettico
» questa scelta empiristica lo condurrà ad un esito scettico
» lo porterà a scoprire che le pretese conoscitive della natura umana risultano fortemente limitate

IL PERCORSO DELLA CONOSCENZA

Impressioni e idee
-    Impressioni e idee
» la sua analisi della conoscenza umana è volta a sondare » la «porta e la forza dell’intelletto umano»
                                                                                            » la natura delle idee
                                                                                            » la natura del ragionamento
» divide le percezioni della mente in due classi per il grado di forza con cui colpiscono lo spirito
  1. impressioni » sono le percezioni che penetrano con maggior forza ed evidenza nella coscienza
                          » sono tutte le sono tutte le sensazioni nell’atto in cui le percepiamo
  1. idee o pensieri » sono le immagini illanguidite delle impressioni
» differenza » la stessa tra il dolore provato nel momento della ferita con il ricordo di esso
                    » l’idea non può mai raggiungere la forza e la vivacità dell’impressione (anche per un pazzo)
-    Ogni idea deriva da una corrispondente impressione
» non esistono idee o pensieri di cui non si sia avuta precedente impressione
» l’apparentemente illimitata libertà del pensiero umano trova qui il suo ostacolo invalicabile
» l’uomo può comporre le idee nei modi più fantastici, spingere il pensiero fino ai limiti dell’universo, ma
   non avrà mai in possesso altra realtà che quella delle sue impressioni
-    La negazione delle idee astratte
» Locke » l’unico oggetto della conoscenza umana è l’idea
              » riconosce la realtà dell’io, di Dio, delle cose
» Hume » riduce la realtà alla molteplicità delle idee attuali, delle impressioni sensibili e i rapporti tra esse
              » non esiste nulla al di là delle impressioni, delle idee e dei loro rapporti
» non esistono idee astratte cioè idee che non abbiano caratteri particolari
» esistono solamente idee particolari, assunte come segni di altre idee particolari a esse simili
-    La funzione dell’abitudine
» la capacità di un’idea di richiamare un gruppo di idee simili tra loro è spiegata dal principio dell’abitudine
» scopriamo una somiglianza tra idee (comunque mai identiche) » usiamo un unico nome per indicarle
» si crea un noi l’abitudine di considerare unite tra loro le idee designate da un unico nome
» quel nome risveglia in noi non una sola idea ma l’abitudine che abbiamo di considerarle assieme
» la funzione del segno concettuale che Locke considera puramente logica (desunta a sua volta da
   Ockham), diventa in Hume un fatto psicologico

Il principio di associazione
-    L’immaginazione
» è la facoltà di stabilire relazioni tra idee che opera liberamente ma non è completamente affidata al caso
» anche nei sogni più strampalati viene contenuta una connessione tra le diverse idee
-    I criteri del principio di associazione
» la connessione tra idee è garantita da una forza (con la stessa funzione della forza di gravità per la natura)
» questa forza è il principio di associazione, che trasporta la mente da un’ide all’altra
» tre criteri » la somiglianza (es: un ritratto fa pensare naturalmente alla persona reale)
                  » contiguità nel tempo e nello spazio (es: il ricordo di una stanza della casa fa pensare alle altre)
                  » la causalità (es: l’idea di una ferita fa pensare al dolore che ne deriva)
-    Le idee complesse
» l’associazione sta alla base delle idee complesse
» le più importanti idee complesse sono » spazio, tempo, causa-effetto, sostanza (corporea o spirituale)
» dimostra che non hanno consistenza e oggettività perché non corrispondenti ad alcuna impressione
» spazio e tempo » non sono impressioni in sé, ma maniere di sentire le impressioni, modi con cui le
                               impressioni si dispongono davanti al nostro spirito
                            » es: due note ci danno l’idea di tempo, ma esso non è una terza impressione

Le proposizioni
-    Proposizioni che concernono relazioni tra idee (proposizioni matematiche)
» si possono scoprire solo attraverso l’operazione del pensiero, indipendentemente dalla realtà
» sono proposizioni costruire sulla base del principio di no contraddizione
» es: dato un triangolo rettangolo, ne ricaviamo razionalmente il teorema di Pitagora
» queste proposizioni sono chiamate analitiche perché il predicato è già implicito nel soggetto, dal quale
   può venir ricavato razionalmente attraverso l’analisi
» queste proposizioni hanno in se stesse la loro validità, che consiste nella loro evidenza
-    Proposizioni che concernono dati di fatto
» sono fondate sull’esperienza, non sul principio di non contraddizione (il contrario di un fatto è possibile)
» la proposizione “il sole domani non sorgerà” è sullo stesso livello di validità di “il sole domani sorgerà”

L’analisi critica del principio di causalità
-    Relazione causa-effetto si basa sull’esperienza
» tutti i ragionamenti che si fondano su fatti si fondano sulla relazione causa-effetto
» es: perché sei sicuro di poter partecipare alla festa? Perché mi hanno invitato (adduce un altro fatto)
» tesi di Hume = la relazione tra causa ed effetto non può mai essere conosciuta a priori, cioè con un puro
                            ragionamento, ma solo per esperienza

Adamo, anche se le sue facoltà razionali siano supposte dal principio perfette, non avrebbe mai potuto inferire dalla fluidità e trasparenza dell’acqua che essa poteva soffocarlo, o dalla luce e dal calore del fuoco che esso poteva consumarlo. Nessun oggetto scopre mai, per mezzo delle qualità che appaiono ai sensi, le cause che lo producono o gli effetti che sorgeranno da esso; né può la nostra ragione, senza l’aiuto dell’esperienza, effettuare alcuna induzione che concerna realtà o fatti.                                                                             (Ricerca sull’intelletto umano)

-    La connessione causa-effetto è priva di qualsiasi necessità oggettiva
» connessione tra causa-effetto rimane arbitraria anche dopo essere stata scoperta per esperienza
» causa ed effetto sono due fatti interamente diversi, ciascuno non richiama necessariamente l’altro
» es: vediamo una palla da biliardo correre verso un’altra
       » spontaneamente nasce in noi il pensiero che la seconda palla sia messa in movimento
       » ma si possino concepire altre possibilità (che la prima palla si fermi prima, che torni indietro…) che
          non possono essere escluse, perché non sono contraddittorie in se stesse
       » l’esperienza ci dice che una sola di esse si verificherà
» l’esperienza illumina fatti che abbiamo già sperimentato in passato e non su casi futuri
» anche dopo che l’esperienza è stata fatta non posso prevedere che si ripeterà sempre nel futuro
» che il corso della natura possa cambiare, che i legami causali che l’esperienza ci ha testimoniato per il
   passato possano non verificarsi nel futuro, sono ipotesi non contraddittorie, quindi possibili
-    Da cause simili ci attendiamo effetti simili
» la continua testimonianza della maggior parte delle connessioni causali non diventa mai necessaria
» quello che impariamo dall’esperienza è che da cause simili ci aspettiamo effetti simili
» questa “attesa” non è giustificata dall’esperienza
» ma se il passato non è regola per il futuro, ogni esperienza diverrebbe inutile e incolclusiva
» ammette la possibilità che argomenti tratti dall’esperienza dimostrino la somiglianza tra passato e futuro
-    Un’aspettativa fondata sull’abitudine
» l’ammissione di questa possibilità però nega che il rapporto causa-effetto sia oggettivo e necessario
» l’uomo tuttavia lo crede necessario e fonda su di esso la sua vita intera
» la necessità del legame causa-effetto è soggettiva e va cercata in un principio della natura umana
» la ripetizione di un atto, nel tempo, produce la disposizione (cioè l’abitudine) a ripeterlo senza
   l’intervento del ragionamento » es: quando vedo il fuoco per abitudine mi aspetto il calore
» l’abitudine guida e sorregge tutta la vita quotidiana, dando la sicurezza che il corso della natura
   non muti, offrendoci la possibilità di regolarci per il futuro
» senza l’abitudine saremmo ignoranti su qualsiasi realtà di fatto, salvo quelle immediatamente presenti ai
   sensi » l’uomo non potrebbe impiegare i suoi poteri naturali per produrre un qualsiasi effetto
-    L’abitudine non spiega la necessità dei legami causali
» l’abitudine spiega però la congiunzione che noi stabiliamo tra i fatti, non la loro reale connessione
» spiega perché l’uomo crede alla necessità dei legami causali, ma non la giustifica filosoficamente
» l’abitudine, come l’istinto animale è una guida infallibile per la pratica della vita

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