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sabato 27 agosto 2016

VITTORIO SERENI - La pietà ingiusta: introduzione e analisi


Fase cruciale poesia novecentesca rappresentata anni 60 segna una svolta vera per il modo di rappresentare la poesia.



Frontiera → prima raccolta

Da un lato c'erano una serie di contatti con poesia di stampo ermetico ma De Benedetti intuì un'esigenza di realismo maggiore, di ancoraggio alla realtà

Vicenda del l'io personaggio molto stilizzata



Diario di Algeria → seconda raccolta

Lo pubblica nell'immediato dopoguerra: racconta la propria esperienza della guerra, che è sintomatica tanto più eccentrica, laterale, è un'esperienza mancata → questo sarà un cruccio/rimorso che lo accompagnerà per tutta la vita

→ viene arruolato come soldato esercito italiano fascista

→ mandato attraverso Europa est fino in Grecia nella prospettiva di sbarcare in nord Africa

→ ma la compagnia di Sereni viene fatta rientrare in Italia

→ poi mandati in Sicilia sempre in un primo momento sempre con prospettiva di sbarcare in nord Africa, ma nel luglio

     '43 sbarcano gli americani, quindi battaglione di Sereni viene fatto prigioniero

→ trasportati in nord Africa come prigionieri in campi di concentramento anche se molto diversi da quelli tedeschi, 

     vengono tenuti in condizioni molto decorose, non è esperienza drammatica per condizioni di vita dure

Semplicemente Sereni e i suoi compagni non hanno fatto nulla

→ assiste ai momenti cruciali della guerra da lontano, condizione di reclusione sospensione dalla storia dal tempo e

     questo rimarrà per sempre un cruccio profondissimo

→ senso di un'esperienza mancata, di aver mancato l'impegno con la storia, la possibilità di partecipare al riscatto

     dell'Italia alla guerra di liberazione alla resistenza, perché torna in Italia a liberazione ormai compiuta

Prima sezione: testi che si susseguono in ordine diaristico (con indicazione di data e luogo) che ripercorrono le tappe del  suo viaggio militare (Italia-Europa dell'est-Grecia-cattura vicino a Trapani da parte degli americani)

→ la sezione centrale scandisce un anno di prigionia in questi campi di concentramento

→ l'io poetico si trova a Milano e ripensa a quello che è avvenuto nel passato

→ dal pdv stilistico formale ancora si avverte qualche traccia di linguaggio evasivo rarefatto, qualche debito con

     l'ermetismo, ma l'urto con la tematica storica attribuisce una carica narrativa testimoniale, un impegno con la realtà



Alla fine degli anni '50: Gli strumenti umani → terza raccolta

→ diventa uno degli intellettuali più potenti: direttore della Mondadori, principale casa editrice italiana

→ prende corpo la sua terza raccolta (Gli strumenti umani), struttura più dialogica polifonica rappresentativa, rende conto del suo difficile rapporto con società è tempo in cui si trova immerso.

Sereni è un autore estremamente parco, la sua produzione poetica si riduce a 4 libri di poesia, fatto abbastanza anomalo nell'ambito della poesia novecentesca.

È uno dei massimi poeti del 900 occupa posizione analoga rispetto a Montale nella prima metà del 900





Vittorio Sereni, La pietà ingiusta (da Gli strumenti umani, 1965)



La pietà ingiusta fa parte di un filone cospicuo di testi in cui riflette da vari punti di vista sull'esperienza della II guerra mondiale e la vicenda dell'olocausto

→ sempre più si acuirà in Sereni impressione che la II guerra mondiale ha segnato un punto di strappo nella storia

     dell'uomo, perché porta alla luce la possibilità di un male assoluto mai sperimentato così potente

→ la storia non può più procedere oltre quel male, quel male ha interrotto, ha bloccato il senso della storia, non è

     possibile andare avanti perché continua ad occupare la mente di tutti anche dopo la sua fine



Ha struttura complessa, stratificata.

  • Situazione enunciativa:

Come si percepisce fin dal primo verso si presenta come tipico testo con presa diretta dell'io in scena

→ ci descrive la situazione nel momento stesso in cui la sta vivendo

Il testo si apre introducendo una battuta altrui in lingua francese

→ traduzione:

bisogna fare attenzione, sai.

E soprattutto, se l'affare vada a buon fine,

non rinvangare le cose passate.

Sembra stato uno, uno delle SS

 che si è arruolato nell'esercito

 senza essere tedesco…



→ sono istruzioni rispetto ad un atteggiamento da tenere, riguarda un terzo soggetto che deve partecipare a un

     incontro d'affari → l'io poetico deve incontrare personaggio rispetto al cui passato ci sono delle ombre

  • Situazione rappresentata:

Chi è questo personaggio? È stato una SS → situazione eticamente molto intensa, difficile, drammatica

→ episodio reale: Sereni fa un mestiere importante per cui viaggia spesso all'estero, il francese era usato come lingua di mediazione in quel tempo; si trova a dover trattare con ex SS

Prima strofa:

Pone soggetto davanti a serie di crucci: anche gli altri partecipanti all'incontro si preoccupano di smorzare tentazione da parte di Sereni che sarebbero inopportuni in questo contesto

Intera battuta in francese non segnalata da segni diacritici che accompagnano discorso diretto

→ non ricerca un effetto di mimetismo, non lascia la battuta francese per amor di realtà cronachistica

→ è un elemento di disorientamento per il lettore che da un certo punto di vista enfatizza ma anche attutisce il

     contenuto della rivelazione contenuta in questa battuta = devi scendere a patti con un criminale nazista

→ viene espressa formalmente anche da scelta di alterazione del codice linguistico, rivelazione viene registrata

     dall'io poetico nei versi immediatamente successivi, che sono una sorta di monologo interiore espresso

     attraverso un discorso diretto libero, perché la voce non ci dice "io penso che…", è ciò che sta pensando in

     quel momento, lo pensa e lo trascrive immediatamente

Prima parte racchiusa in una unica blocco strofico anche con un altro dispositivo di ingabbiamento della battuta francese: doppio verso a gradino



Seconda strofa:

Da qui il testo prosegue su doppio binario:

  1. Realistico di cui il poeta rende conto della scena che sta vivendo

→ descrive la scena in cui si svolge pranzo o cena di lavoro

  1. Visionario-allucinatorio → mentre si trova in questa scena il suo rimuginare intorno all'esperienza che sta facendo (l'aver davanti a sé un ex criminale nazista) produce nella mente del poeta un effetto dissociazione, una fuga di immagini, di associazioni

→ già aria di niente mette un altro piano rispetto a quello strettamente reale, ma non è strappo forte

→ già piccola stratificazione del discorso nella parentesi: armi (chi le avesse) → tende a sovrapporre alla

     scena reale l'assillo delle memorie di una esperienza altra che ha a che fare col passato

→ questa interferenza prende piede e si esaspera nei versi successivi con accumulo di immagini che

     rimandano ad una dimensione d'incubo o esplicitamente agli orrori della guerra:

  • Orripilanti cataste: quasi appaiono sulla tavola o sotto anche se negate → sovrappone pranzo a sterminio nazista
  • Matasse innocue
  • Oro a scaglie: pratica della sistematica estrazione di denti e protesi d'oro a cui venivano sottoposti i prigionieri nei campi di concentramento
  • Deserto di sale
  • Nubi d'anime esalanti-esulanti da camini: immagine dei forni crematori
  • Stormi
  • Una raffica in un'ora di notte: fucilavano nella notte alcuni prigionieri
  • Cammello che ripassa per la cruna in piena libertà: immagine biblica (Vangelo di Marco, 10;25: E' più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno di Dio!)

→ ciò che sembrava essere impossibile è diventato possibile

  • Città di cenere

Si intrecciano nella mente in questo flusso coscienziale magmatico con osservazioni razionali: l'affare è un presento, l'affare un trucco, solo adesso si comincia a capire

→ denuncia come la colpa imperdonabile di questo soggetto è stata dimenticata, sta facendo affari come un

     uomo qualunque, anzi è pretesto per celebrare piena reintegrazione di questo soggetto nella società

La poesia registra la reazione di sconvolgimento mentale emotivo provocata da essere seduto al tavolo della trattativa con un ex SS, che fa riflettere l'io su un cruccio etico: come si può perdonare e andare oltre?



Terza strofa:

Costruita in modo analogo alla II: una parte realistica e una allucinata senza che sia esplicitato il passaggio

dirò più tardi: elemento ambiguo per situazione enunciativa → chi lo dice? Il soggetto che vive questa situazione  già immagina di esserne fuori, di essere a distanza da questa situazione, di ripensarci e di giudicarla incredibile, inammissibile ma mentre già è nella situazione la giudica impossibile incredibile

→ sdoppiamento coscienziale, diffrazione su piano temporale, percezione di sé da fuori, da futuro prossimo

Indebita pietà → qui spiega il titolo: il contenuto inammissibile, visioni immotivate a cui si lega sentimento addirittura di pietà, esserne coinvolti fino a indebita pietà

Secondo flusso di immagini: esercito nazista in sfacelo dopo la sconfitta, rientra consapevole ormai della sconfitta militare che prelude alla fine di un'epoca, alla fine della guerra, all'ingresso di un nuovo stato di pace, una nuova società civile rappacificata in cui quale può essere quel destino che quei soldati immaginano per sé? → si immedesima nella consapevolezza della sconfitta e del marchio di infamia che graverà su tutti loro una

     volta finita la guerra → un soldato nazista non poteva avere percezione che le colpe di cui si era macchiato lo

     avrebbero accompagnato per sempre

→ tra tutte spicca la faccia di quella persona SS che ha davanti a sé, se la immagina nel momento di

     consapevolezza della sconfitta e di non avere più un futuro come lo scolaro bocciato

→ queste visioni inducono nel poeta un movimento di pietà subito certificata come ingiusta e nello stesso

     tempo c'è → si affaccia anche per gli altri come possibilità di provare moto di pietà per il destino del singolo

     uomo che ha vissuto dall'altra parte questa tragedia epocale che ha coinvolto tutti → il fatto di essere

     dall'altra parte lo ha macchiato di una colpa imperdonabile dal piano del giudizio, ma al di là del giudizio c'è

     moto di pietà. Immagini allucinatorie restituiscono difficoltà da parte del soggetto di confrontarsi con la

     situazione a cui ha a che fare



Strofe finali:

Cambio di registro: mentre le prime distese, caotiche in flussi sintattici catene di immagini vorticose, qui sentenziosità e secchezza, ritorno al piano realistico → firma dell'affare certificherà una volta per tutte anche da parte del poeta la reintegrazione dell'SS

→ ma sotto che segno questa reintegrazione? → pace formale, istituzionale barattata con pietà umana

Scena reale però poi si colora ancora di tinte grottesche: mozzicone di mano

→ la firma assume una valenza ulteriore, si proietta

→ questo soggetto scomparirà avendo ottenuto ciò che desiderava: la riammissione in una socialità legittima

  • Metrica:

L'alternanza realismo-visionarietà si vede anche nel piano formale, caratterizzato da forte e spiccata informalità 

→ uso rima asistematico del tutto

→ molti versi hanno misure ampie superando l'endecasillabo → difficile da dire che si tratta di idea che

    allungamento del verso sia un effetto  della poesia che va verso una gestualità che ha ben poco di prosastico,

→ zone di cornice con più tensione di chiusura, discorsività sentenziosa epigrammatica

GIOVANNI RABONI - Figure nel parco: analisi e commento


Raboni, Figure nel parco (da Le case della Vetra, 1965)



Ha andamento tono molto diversi

  • Situazione enunciativa:

Poesia lirica: l'io parla in prima persona

Osservatore miope → l'occhio è l'organo percettivo deputato alla visione della realtà, da sempre cantato dai poeti in modo simbolico; qui la qualità maggiore del poeta (soprattutto moderno) che è colui che sa vedere, è fallata. È un soggetto che in quanto titolare di uno sguardo sul mondo si presenta danneggiato non nella pienezza delle sue facoltà delle sue funzioni

  • Situazione rappresentata:

Testo un po' anomalo → gioca su due livelli:

  1. Dimensione realistica di partenza

→ attacco apparentemente realistico: deittico questi viali, descrive in prima persona dove si trova

  1. Dimensione allucinatoria, visionaria

→ lo slittamento avviene in modo progressivo

Luogo: grazie al titolo e alcuni elementi di descrizione spaziale lo identifichiamo come parco ma

→ l'osservatore non lo nomina mai in modo chiaro

Chi sono le figure: il soggetto dà accenni descrittivi del luogo in cui si trova, e sembra tormentato da timori e angoscia rispetto a presenze di vario genere inquietanti che emergono di sorpresa in modi ambigui

→ questa serie di immagini di figure evocate nel titolo non identificate bene si manifestano cogliendo di

     sorpresa il soggetto nascondendosi e poi presentandosi all'improvviso

→ descrizione delle figure: prima descritte secondo un paradigma realistico un po' paranoico forse, ma realistico

     (cauti, silenziosi, la cravatta annodata con cura), poi improvvisamente rispetto a queste immagini realistiche

     ci sono attributi che sviano nell'ambito dell'illusione, immaginario, accoppiano elementi umani ed animaleschi

     (le corna piene di muschio, a coda bassa) → opponendoli ai comuni passanti dice che loro non sono comuni

→ ha più a che fare con l'incubo che una  visione in senso proprio.

Cosa succede: il testo si costruisce come una serie di immagini giustapposte quasi per montaggio in una sequenza che evoca vicenda senza raccontarla in modo organico

→ al centro vicenda ci sono due personaggi e un luogo che li lega, questa serie di figure e personaggi che il

     soggetto vede sbucare ruotano attorno ad uno stagno che è epicentro della scena: intorno allo stagno sta la

     figura maschile, l'immagine stagno chiude le strofe I, II, IV → dinamica di ricorrenza che sigilla tutti gli

     elementi figurativi che il poeta ha

→ Povera strega: capiamo che non sono parole della voce ma di una personaggio che la voce sta riportando,

     sono parole altrui → discorso diretto ma non incorniciato da segni diacritici che ci permettono di distinguere

     dominio di pertinenza della voce e quella dei personaggi, dà confusione → immagine del personaggio

     maschile presentato anzitutto con trascrizione di una sua battuta

→ c'è questo personaggio maschile che sta sulla panchina compie una serie di gesti muove una serie di oggetti,

     sembra l'immagine di un barbone, un senza tetto che vive portandosi oggetti inutili, compie oggetti meccanici

     e ripetitivi → immagine di soggettività disturbata e inquietante

Secondo personaggio: la figura maschile introduce un personaggio femminile, centro della IV strofa

→ personaggio analogo al primo dal pdv della fisionomia e del comportamento: compie gesti inspiegabili

→ evento che li lega = un incidente, forse violento (il personaggio femminile rotola nello stagno)

→ la dinamica di interazione dei personaggi non è chiarita né approfondita: in che misura il maschio è colpevole

     dell'atto? → nella strofa finale è chiamato assassino

Ma il senso che emerge non è tanto una storia una vicenda compiuta, chiarita nei nessi sintattici, ma un'atmosfera caratterizzata da elementi inquietanti per il soggetto

→ angoscia di un delitto che sta per compiersi o che si è compiuto

Il finale accentua tasso di visionarieta anche da parte della voce, testo che parte da situazione realistica e sempre più si carica di eventi visionari allucinatori, individui ambigui accomunati da estraneità rispetto a logiche che guidano società cioè guadagno e profitto. Caratterizzati da violenza conflitto.

  • Metrica:

Metrica e discorso spiccatamente informali

→ si rintraccia qualche misura tradizionale (primo verso settenario, secondo endecasillabo)

→ altri versi sono però irriconoscibili

→ davanti a versi così contare le sillabe è un controsenso, non è questa misura che li definisce e tuttavia non è

     semplice risalire a principio che esibisce tratto di forte in formalità

martedì 16 agosto 2016

MARIO LUZI - Tra notte e giorno (da Nel magma) - analisi e commento


Mario Luzi, Tra notte e giorno (da Nel magma, 1963)

Era stato uno dei protagonisti dell’ermetismo fiorentino, poi nel dopoguerra cambia molto.  MAGMA-> vuole entrare nel magma della contemporaneità.



  • Situazione enunciativa:

È testo più discorsivo rispetto alla gran parte dei testi in area novecentesca → diegesi in praesentia

→ testo si svolge come una sorta di dialogo fra i due personaggi intervallato dalle riflessioni dell’io lirico

È una di quelle poesie in cui l’io è in scena, fin da subito, partecipa dall’interno di questa situazione

→ ci restituisce la situazione mentre si sta svolgendo

→ però è significativo che la prima battuta pronunciata non appartenga all’io lirico, ma al compagno

Idea della teatralizzazione: scena di dialogo tutta mediata dalla presenza del soggetto, ma una effettiva dialogizzazione si produce anche all’interno del soggetto.

  • Situazione rappresentata:

Qual è il contenuto effettivo del dialogo? → è nel definire la direzione del loro viaggio

→ però si sviluppa una dinamica dialogica che va oltre le parole pronunciate

→ la presenza dell’altro fa sì che il soggetto immagini le battute e le obiezioni dell’altro

→ all’interno della dimensione lirica la presenza dell’altro movimenta molto l’io lirico, lo problematizza

Connota il compagno, il tu in praesentia a cui si rivolge:

  • Nell'indole: servo → accetta di sottomettersi (O morire o piegarsi sotto il giogo della bassezza della specie)
  • Nel fisico: ghiotto → se uno rinuncia alla sua libertà di conseguenza ha una vita più facile
  • Sul livello religioso: fiducioso della buona sorte dell'anima (cattolicesimo)
  • Sul livello politico: [fiducioso] della rivoluzione inesorabile che è alle porte (socialismo)

Queste caratteristiche sono per Luzi l'emblema dell'italiano-medio soggiogato alla cultura di massa

→ entrambe queste fedi dovrebbero indurlo a un atteggiamento di opposizione rispetto alla società, ma

     evidentemente questo personaggio vive entrambe le fedi contemperandole con una partecipazione attiva alla

     sfera del benessere → è un intellettuale pienamente integrato all’interno della società in cui si trova

Il testo è pieno di elementi di tipo accusatorio → sorta di aggressività nei confronti dell’altro

→ l’immagine del soggetto è in qualche modo deformata

→ tuttavia la presenza dell’altro, sebbene così indegno, produce istanza di dialogizzazione, tanto che alla fine vi

     è intimazione dell’altro nei confronti dell’autore, tipica di qualcuno che sta al di sopra (“Devi crescere")

→ intimazione già anticipata da una riflessione del soggetto stesso nella seconda strofa (“penso ad un amore più

     grande”) → il cattolicesimo del compagno pervade anche il soggetto

  • Aspetti linguistici e stilistici:

Il linguaggio che usa mescola elementi tradizionale e innovativi

  • Metrica:

No simmetria tra le strofe, no rime → sembra non sia cercato nessun legame con la tradizione.

Ma si può riconoscere una logica nella ripartizione strofica: le 4 strofe sono via via sempre più brevi, vi è una progressiva concentrazione della misura strofica

→ è un percorso di progressiva riduzione verso il silenzio, discorsività sempre più concentrata.

→ è una forma autonoma, libera, però si percepisce una certa intenzionalità

I versi sono di misure eterogenee: molto lunghi o molto brevi alternati

→ versi lunghi: superano abbondantemente la misura dell’endecasillabo, si trovano alla fine del verso

→ alternanza dà idea di una tensione allo stiramento della misura endecasillabica sotto la spinta di una

     discorsività che non sta dentro le misure metriche tradizionali

Si percepisce però l’eco delle misure tradizionali: li possiamo leggere come versi composti

→ tensione alla metrica tradizionale e poi superamento nell’ottica di una dimensione dialogica non riducibile

Generale dimensione prosasticheggiante

P.P. PASOLINI - Le ceneri di Gramsci, I, IV


Pier Paolo Pasolini, Le ceneri di Gramsci, I, IV (1956)

Poemetto molto esteso il problema è che conformemente all'idea di poesia che persegue sono testi molto lunghi.



Primo componimento

  • Situazione enunciativa:

Voce parlante in scena descrive il luogo in cui si trova, una situazione presente

→ potremmo dire che parla Pasolini, che è una voce lirica, un io autobiografico

È un io molto evidente che pensa e ci parla di quello in cui crede, del suo rapporto con popolo, è un io fortemente presente ma che difficilmente ci verrebbe da chiamare lirico perché non è e effusivo, non ci descrive esperienze intime ma racconta e ragiona



Sesta strofa: l'io si rivolge a un tu (Tu giovane)

→ questo tu però non è il tipico elemento femminile della lirica, ma è Antonio Gramsci

→ si rivolge ad un morto rievocando la sua figura quando, da giovane, ….

→ preso come destinatario in quanto guida e modello su cui formare la sua relazione con il popolo

  • Situazione rappresentata:

La voce parlante ci descrive

  • Il tempo: mese di maggio, ma la voce ci dice che è un maggio anomalo, lo chiama l'autunnale maggio

→ è primavera ma sembra autunno

Ci dice poi che è la fine di un decennio → si riferisce al decennio in cui è pubblicata l'opera: 1954

→ o forse è un allusione ad una fine più decisiva? Che tempo sta finendo? È un tempo allegorico?

Negli ultimi versi ci viene rivelato il momento della giornata: nel vespro

  • Il luogo (deittici): un giardino, un paesaggio naturale

Il luogo non è linearmente ricostruibile, ma è descritto per pennellate, si intravvede:

  • Giardino straniero
  • Cielo di bave
  • Il Tevere
  • I monti del Lazio
  • Vecchie muraglie
  • Macerie

Atmosfera cupa: rende ancora più buio il giardino straniero → che cos'è questo giardino?

→ è una perifrasi: indica luogo molto preciso ci sono altri indizi sparsi nel testo che ci aiutano ma per

     identificarlo dobbiamo conoscere Roma, sapere dove è sepolto Antonio Gramsci → sepolto nel cimitero degli

     inglesi, un cimitero acattolico → si chiama così perché ospita alcuni poeti inglesi legati all'Italia, personaggi

     eminenti della storia/cultura italiana: è un cimitero aristocratico (noia patrizia ti è intorno)

→ indica la tomba di Gramsci: luogo di sepoltura primo elemento intorno a cui Pasolini costruisce elementi della

     sua rappresentazione, sepolto a Roma nel quartiere di Testaccio, uno dei quartieri più popolari

→ contrapposizione quartiere popolare e cimitero patrizio: proprio lui che era guida e riferimento del popolo è

     però sepolto in un cimitero 'patrizio'

Gioca sviluppando idea di spazialità per anelli/fasce concentriche → semicerchi immensi

→ c'è cimitero inglese che è il qui e ora (il giardino straniero)

→ poi lo sguardo si espande al cielo, al Tevere, ai monti del Lazio

→ poi immediata restrizione sul luogo: muraglie che sembrano sbarrare la vista, luogo soffocante in cui è

     compresso il mondo, poi restrizione ancora sulla tomba e lo sguardo del poeta sembra quasi penetrarvi

→ poi si riallarga a Roma: il quartiere Testaccio con le sue misere tettoie (perché ci abita gente povera)

Un'ultima indicazione metereologica (spiove) chiude la poesia e la giornata del garzone

Gioco analogo sul piano temporale: mette in rapporto il qui ed ora con orizzonti sempre più ampi

→ questa visita si colloca in uno scenario temporale in una stagione ben precisa: siamo negli anni in cui le

     illusioni con cui tanti intellettuali italiani sono usciti dalla II guerra mondiale si sono infrante

→ l'Italia si sarebbe potuta ricostruire da zero: gerarchizzazione sociale → regime di oppressione si sposta su

     economia → sentimento di tradimento da parte dell'esperienza della Resistenza

→ elemento che favorisce questo allargamento progressivo è proprio mese di maggio: riferimento temporale

     concreto diventa immagine di tarda primavera, perché idealità di trasformazione e risorgimento è fallita

→ riferimento ad un momento storico: maggio non più allegorico-simbolico ma storico → incornicia la prima

     apparizione esplicita di Gramsci → discorso tenuto da lui in Parlamento italiano maggio 1925, poco dopo sarà

     arrestato e rimane in carcere fino a morte → raffigura Gramsci come guida in occasione di una legge che sia

     stava discutendo su abolizione delle società segrete spacciata come la massoneria, ma in questo discorso fa

     capire di aver capito che è cavallo di Troia per cui verranno dichiarati illegali partiti politici

Questa prima lunga sequenza ha la funzione di inquadrare

  • Il contenuto narrativo e la circostanza ben precisa: la visita della tomba di Gramsci
  • Il quadro ideologico: non solo incontro fisico, ma resa dei conti con Gramsci e anche con se stesso

  • Aspetti stilistici e linguistici:

Attacco con una litote: siamo a maggio, ma l'atmosfera di questo giorno in cui l'io si trova non è atmosfera tipica di maggio, è un giorno cupo.

Sintassi: ha inversione marcata → elemento residuo di ottocentesimo

  • Metrica:

È un poemetto e riprende forme archetipiche paradigmatiche dei versi, è organizzato in terzine

Il modello per la scelta delle terzine:

→ non propriamente Dante: non scrive poemetto ma un poema → a lui si ispira per immagine di Roma infernale

→ Pascoli: scrive serie poemetti in terzine dantesche narrativi ragionativi → si capisce il senso di questo richiamo

     di Pasolini ad una tradizione ma premodernistica pre novecentesca

Rimanda alla commedia: non usa sistema rimico rigorosamente regolare e tuttavia c'è un'assonanza, un'identità della componente vocalica

  • aria, abbaglia
  • Straniero, cielo, velo, straniero
  • mortale, autunnale…

Spesso alla rima vera e propria si sostituiscono figure foniche sostitutive: assonanza e consonanza

Gioca su oscillazioni anisosillabiche intorno agli endecasillabi: ci sono versi più brevi e versi ipermetri

→ endecasillabi ipometri ed ipermetri: nozione tipicamente novecentesca, perché non sono davvero

     endecasillabi ma lo percepiamo anche un decasillabo come quasi endecasillabo

→ riprende e contemporaneamente trasforma



Quarto componimento

  • Situazione enunciativa:

Non ha più nulla di narrativo ma è la pura trascrizione del discorso, della riflessione, del ragionamento che fa di fronte a Gramsci e di fronte a se stesso

→ ma nello stesso tempo ha un respiro pubblico: riguarda lui come personaggio pubblico, non è argomento

     lirico ma argomento civile

È un io presente: non di carattere lirico ma ragionativo questo programma sono importanti scelte strutturali

  • Livello linguistico e stilistico:

Il testo è ossessivamente nel segno della contraddizione plateale: è un susseguirsi di antitesi fin dal primo verso

→ perché? → vuol esprimere lo scandalo dell'essere contemporaneamente con te e contro di te

Sineciosi = avvicinare idee antitetiche mediante un unico verbo

Rapporto di ambivalenza: Pasolini-Gramsci, Pasolini-comunismo, Pasolini-popolo

→ nella sostanza non è tanto oggetto di un progetto politico, ma idea di trasformazione politica ed elevazione

     del popolo contraddice paradossalmente le ragioni della sua attrazione per il popolo

→ è un giudizio negativo che Pasolini aveva nei confronti della trasformazione: la modernizzazione del paese è

     una perdita irrimediabile del potenziale di autenticità nei confronti di una società agricola patriarcale che

     però solo nelle fasce popolari ha un bacino di autenticità non mediato dal rapporto con la storia con la cultura

→ il senso della storia caratterizza l'intellettuale: i sottoproletari non hanno senso della storia ma immediatezza

     esistenziale di una poesia intessuta dove c'è io esorbitante evidentissimo non è negazione dell'io

SERGIO CORAZZINI, Desolazione del povero poeta sentimentale (da Piccolo libro inutile, 1906) - analisi e commento


Sergio Corazzini, Desolazione del povero poeta sentimentale (da Piccolo libro inutile, 1906)

  • Nasce a Roma famiglia benestante ma caduta in miseria.

Vita breve: si ammala presto muore giovane, povera di avvenimenti, ma circondato da amici ed estimatori che collaborano a creare piccolo mito di Corazzini come figura del poeta marginale malato che muore giovane.

Sua produzione poetica caratterizzata da tratto di rarefazione, di marginalità, micro libretti autoprodotti presso piccole tipografie, dolcezze amaro calice, aureole, piccolo libro inutile.

Idea masochistica, esemplificata in modo paradigmatico.

E' un esempio di poesia crepuscolare

  • Situazione enunciativa:

Monologo: parla solo l'io poetico, ma si rivolge a un tu → rappresenta una situazione dialogica

→ il tu a sua volta ha dato parola al soggetto dicendogli che è un poeta

→ si immagina che sia di fronte a lui

→ tutta una serie di riprese di questo appello al tu

→ "ma tu non mi comprendi e sorridi": questo verso ci consente di chiarire ulteriormente questa situazione ci fa

     immaginare che interlocutore davvero di fronte al soggetto tanto che ne può registrare le reazioni a quello

     che sta dicendo c'è reazione faccia a faccia fra io e un altro, non è pienamente situata. Ma sicuramente c'è un

     io di fronte a un tu. Monologo si costituisce come parte di questo dialogo.

Rapporto fra io poetico e il tu: confidenziale affettuoso, il tu riconosce all'io un ruolo onorifico (poeta), l'io si schernisce non si sente all'altezza. L'io si esprime di fronte a questo tu con un massimo grado di autenticità: si spoglia completamente di fronte all'altro. Grado di confidenza io-tu: senza filtri senza nascondersi.

Ma c'è un elemento di incomprensione: anche questo tu così sintonico non è in grado di comprendere il soggetto. Situazione iniziale quieto rapporto si complica e nel finale si interseca con altro asse retorico.

Ultimi due versi: all'assemblea retorico io e tu se ne affianca un altro → "Amen": forma rituale tipica della preghiera che si costituisce come monologo idealmente dialogico fra l'io e Dio.

→ finale così esibito ed esposto coglie meglio che modulo della preghiera attraversa in realtà in modo

     sotterraneo tutto testo con altre invocazioni a dio: tematica e linguaggio immaginario religioso penitenziale

→ i due assi retorici si contaminano: confessione del soggetto di fronte al tu resa con stesso grado di autenticità

     che caratterizzerebbe confessione fatta di fronte a Dio contemporaneamente di fronte al tu.

→ componente di autodenuncia tipica della preghiera, enumera suoi peccati colpe debolezze.

Situa enunciativa: c'è un io impegnato in monologo dialogico con tu ma sullo sfondo con anche dio

  • Situazione rappresentata e aspetti formali:

Autorappresentazione: l'io rappresenta se stesso, si auto descrive, si auto rappresenta.

Non sono descritte una serie di cosa ma condizione esistenziale

Avviene secondo i modi del racconto iterativo: la poesia costruita su ripetizioni di vari livelli.

Eccezione: VI strofa → nella descrizione statica c'è un momento in cui si innesta un racconto singolativo (di un singolo episodio) che si rivela poi estremamente statico, ovvero dormire con mani in croce, sapore mortuario, prefigura persecuzione è morte.

Insistenza iterativa su:

  • Innocenza → immagine del fanciullo
  • Tristezza, melanconia, dolore, lacrime: fittissima trama di iterazioni lessicali e sintagmatiche, che si combinano in modi diversi ma ribattono sempre su stesso nucleo tematico fisso costante, ciò ha a che fare con dimensione formale del testo
  • Immagini di vittimismo masochistico: autocommiserazione, autodenigrazione
  • Malattia, debilitazione, devitalizzazione → hanno base biografica reale sia per malattia sia per immagine del fanciullo che torna ossessivamente che piange. Aggettivi piccolo povero tenero.
  • Tema della morte

  • Metrica:

Buon esempio di verso lungo whitmaniano.

I strofa → potrebbe essere un testo in prosa: va a capo in corrispondenza di pause sintattiche rilevate, in corrispondenza della chiusura di un segmento sintattico semanticamente concluso.

Nello stesso tempo: testo scandito in modo parossistico di ripetizioni, anafore, epigone, ripetizioni di tipo del ritornello, alcuni sono interne alla strofa iterazioni di stessa struttura sintattica ("perché tu mi dici poeta?").

Tipico del versetto biblico che si costituisce attraverso ricca serie di parallelismi di questo tipo.

Metrica è emblematica a livello formale della debilitazione e crisi della poesia

→ poesia depauperata impoverita, allo stesso tempo questo tipo di modulo si lega a preghiera litania che struttura dimensione enunciativa del testo. In ogni caso questi fenomeni di iterazione sintattici si legano a iterazioni lessicali che hanno a che fare con ricorrenze tematiche: fanciullo poeta, piangere, tristezza, malattia.

Iterazioni si riproducono a cannocchiale e anche a distanza. Come iterazione del poeta scandisce tutto il testo fino alla fine. Alla fine questa struttura dimostra tesi da cui era partito.

martedì 2 agosto 2016

ITALO CALVINO - vita, opere


Italo Calvino (1923-1985)

→ nasce a Cuba da due scienziati; sotto la guida di Vittorini e Pavese, di loro molto più giovane; formazione laica

     e tecnica (studia agraria); militanza nella sinistra molto precoce: combatte durante la Resistenza nella brigata

     partigiana comunista → da questa esperienza i primi scritti; si iscrive alla facoltà di lettere a Torino dove inizia

     la collaborazione con «Il Politecnico»; inizia a scrivere, inizia la sua attività da giornalista e saggista e

     interprete dei rapidi mutamenti nella società italiana; alterna testi a sfondo fiabesco a chiari riferimenti

     allegorici alla realtà contemporanea, ad altri più impegnati in ambito socio-politico; crisi col Partito

     comunista, fase di ripensamento della sua poetica (1963-64): sceglie una nuova strada con tendenze

     strutturaliste (modelli: autori francesi o sudamericani); nel 1979 acquista fama internazionale

  • Primi scritti: esperienza della Resistenza, numerosi racconti e un romanzo:

→ Il sentiero dei nidi di ragno (1946): materia storica filtrata da una struttura fiabesca; protagonista: non

     un partigiano adulto ma il giovane Pin (effetto di straniamento) → guerra come terribile gioco; incapace

     di narrare alla maniera dei realisti dell'800 o dei neorealisti

  • Il visconte dimezzato (1959: si delinea la sua fisionomia; è la prima parte de I nostri antenati (1960) che comprende anche Il barone rampante (1957) e Il cavaliere inesistente (1959) → modello: conte philosophique degli illuministi francesi come Voltaire e Diderot, in generale la scrittura narrativa di tipo razionalistico-scientifico (ammira molto Galilei e Leopardi); le vicende singolari sono al limite dell'ironia e della parodia ed hanno significato allegorico ('allegoria leggiera') che riguarda la natura umana quanto il senso generale della storia: affronta i problemi dell'intellettuale e della scrittura

→ in questi anni decide di abbandonare il partito comunista deluso dalla politica repressiva dell'URSS

→ non rinuncia a interpretare il dibattito-politico culturale → pubblicazione di ottimi saggi

  • Fine anni Cinquanta: oscilla tra tentativi di avvicinamento alla cronaca con scritti satirico-polemici a base surreale (La speculazione edilizia, La nuvola di smog, La formica argentina, Marcovaldo o le stagioni in città) e l'interesse fantastico, il romanzesco-avventuroso e il fiabesco (Fiabe italiane, La giornata di uno scrutatore: per una volta riflesso di un'esperienza autobiografica, la visione diretta degli handicap al "Cottolengo" di Torino mentre è lì scrutatore elettorale → forte stimolo per l'analisi di ciò che è bene nell'azione politica, in mancanza di una fede religiosa, utopia per nulla astratta)
  • Dal 1964: produzione narrativa semiotico-postmoderna = si dedica alla riflessione sulle modalità scientifiche e letterarie di interpretazione della realtà, riflessione teorico-scientifica sul linguaggio e in generale su tutti i segni naturali e culturali; si orienta verso la metaletteratura = riflessione sulle modalità di scrittura e interpretazione del mondo piuttosto che narrazione semplice; tentativo di rappresentare il reale che è complesso e stratificato

→ Le cosmicomiche (1965): stile complicato, lessico para-scientifico, riferimenti a scrittori fantastico-

     paradossali (Borges); usa esplicitamente opere popolari (fumetti, comiche cinematografiche..)

→ Ti con zero (1967): continuano le riflessioni sulle cosmi-comiche + scritture combinatorie

→ Il castello dei destini incrociati (1973): raccolta di scritti basate sulle figure dei tarocchi con storie

     intrecciate secondo perfette simmetrie; influenza dell'analisi strutturalista delle fiabe e dell'Orlando

     furioso, a lui molto caro (1970: Orlando furioso raccontato da Calvino)

→ Città invisibili (1972): esito più complesso e il più alto di questa stagione; racconto composto dalla

     descrizione di città fantastiche fatta da marco Polo a Kublai Kan (razionalista-nichilista) durante i loro

     dialoghi; se Kan riduce a modelli sempre più astratti tutto il reale raccontato da Marco Polo fino ad

     arrivare al nulla, Polo invece sa che le sue città possono non esistere ma trova sempre nelle sue

     narrazioni nuovi stimoli per interpretare il reale → all'astrattezza teorica deve corrispondere una

     passione per la materialità, l'unico atteggiamento etico è non cedere alla negatività proseguendo la

     ricerca fondamentale anche se forse infinita di una possibile verità-felicità

  • Se una notte d'inverno un viaggiatore (1979): combinazione di 10 incipit diversi e di un immaginario inseguimento amoroso fra Lettore e Lettrice; logica postmodernista della narrativa come citazione continua e riuso di tutte le narrazioni già sperimentate → ma capisce che è impossibile rappresentare completamente il reale (lettore e lettrice non riescono a concludere i racconti); gli conferisce una definitiva celebrità internazionale, spesso affiancato al coevo best-seller di Umberto Eco (Il nome della rosa, 1980) come esempio del postmodernismo italiano
  • Palomar (1979): racconti brevi, problema dell'interpretazione del reale qui attraverso il filtro ironico e disincantato del protagonista-osservatore
  • Dopo 1985: dopo la sua morte sono usciti altri racconti, inediti degli anni Quaranta e Cinquanta

→ saggi: grande saggista e critico

  • Il midollo del leone (1955): sul rapporto letteratura/storia
  • Il mare dell'oggettività (1959): sulla necessità di demistificare letterariamente la visione del mondo piatta proposta dai modelli capitalistici
  • La sfida al labirinto (1962): ipotes che l letteratura debba sperimentare tutti i linguaggi possibili per rispondere al "labirinto" della contemporaneità
  • Natura e storia nel romanzo, 1958; Tre correnti del romanzo italiano d'oggi, 1959: interpreta con acume le tendenze nella letteratura italiana e internazionale
  • Prefazione alla seconda edizione de I sentieri dei nidi di ragno (1964):
  • Una pietra sopra, 1980; Collezione di sabbia, 1984: raccolte di saggi
  • Lezioni americane (postume): preparate per conferenze ad Harvard (Leggerezza, Rapidità, Esattezza, Visibilità, Molteplicità: affronta alcune sfide a cui deve rispondere la letteratura)