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lunedì 2 giugno 2014

LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE - dall'Inghilterra all'Europa

LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

-    La rivoluzione industriale diede inizio all’età contemporanea
» il fenomeno prese avvio in Inghilterra tra la fine del ‘700 e l’’800
» il termine “rivoluzione” implica sia la radicalità dei mutamenti sia la loro rapidità. La rivoluzione
   industriale non è tale per la sua rapidità, ma soprattutto per il suo carattere irreversibile e radicale
» fase di sviluppo economico senza precedenti
» passaggio da un’economia agricolo-artigianale a un’economia industriale fondata sulla fabbrica
» si affermò con differenti modalità anche nel continente europeo
» avviò la trasformazione dell’organizzazione sociale, i sistemi politici, i modelli culturali
» formazione di nuovi strati sociali (classe operaia e ceti medi)
» diffusione del sistema di fabbrica e delle macchine: diffusione dell’industria a scapito dell’agricoltura
» nei paesi industrializzati c’è l’uscita dalla penuria alimentare e dalla povertà (permise il benessere)
» nuova mentalità, dominata dall’ideologia del progresso, dalla disponibilità dal mutamento

I CARATTERI DELL’INGHILTERRA PREINDUSTRIALE

-    Perché si verificò inizialmente in Inghilterra e quali fattori concorsero a determinarla?
1.      sviluppo del commercio
» nella prima metà del ‘700 il commercio inglese rafforzò le sue posizioni su scala mondiale
» riduzione dei rischi del commercio oltremare » aumento dei profitti
» promozione della libera iniziativa: Londra sviluppò una rete di servizi di credito e assicurativi,
   diventando così centro dei traffici e capitale finanziaria di tutta Europa
» il controllo del mercato internazionale fornì alle manifatture britanniche la possibilità di un rapido e
   poco costoso approvvigionamento di cotone grezzo: materia prima alla nascita dell’industria tessile
2.      attitudine al rischio
» lo sviluppo commerciale favorì la formazione di operatori economici di mentalità imprenditoriale, di
   disponibilità al rischio, di spirito d’iniziativa (indispensabile per sostenere una crescita economica)
» le altre potenze avevano un ramo del commercio affidato alle grandi compagnie privilegiate a cui lo
            Stato affidava il potere economico, escludendo così la partecipazione di altri
3.      caratteristiche dell’agricoltura
» l’attività economica prevalente era l’agricoltura (80% degli abitanti lavoratori abitava nei campi)
» le attività industriali erano organizzate su scala domestica, l’unità di produzione era la famiglia
» il mercato era molto ristretto (gran parte del prodotto era destinato all’autoconsumo) a base locale o    
   regionale » gli scambi erano precari anche per la scarsità delle vie di comunicazione interne
» la crescita economica si scontrava con il ridotto rendimento delle fonti disponibili
» nel ‘700 l’assetto proprietario e le strutture produttive agricole subirono un cambiamento tanto
   profondo da generare una rivoluzione agricola
» costituzione di ampie attività di produzione basate sul lavoro di salariati agricoli
» piccoli proprietari/contadini autonomi andarono diminuendo, sostituiti dal nuovo ceto dei braccianti
» fenomeno delle enclosures = privatizzazione delle terre comuni e di uso civico
                                               » favorisce la diminuzione dei piccoli proprietari
» con la riduzione delle opportunità per i piccoli proprietari ed i contadini autonomi favorisce il
   massiccio esodo dalle campagne, che consente lo sviluppo del proletariato industriale
» l’agricoltura non è più finalizzata ad un autoconsumo ma ad un reddito » creazione di una classe di
   grandi proprietari terrieri di stampo capitalista
» introduzione di nuove tecniche agricole (accessibili solo ai medi/grandi proprietari terrieri)
» adozione di nuovi sistemi di rotazione » aumento della produttività
» la crescita dei mercati agricoli promossero il mercato interno, che si rivelerà fonte di domanda per i
   prodotti inglesi durante le guerre contro la Francia agli inizi dell’800, quando il commercio europeo
   fu rallentato dal blocco continentale imposto da Napoleone Bonaparte
» miglioramento delle vie di comunicazione (nuovi sistemi di pavimentazione, istituzione dei pedaggi)
» espansione dei canali navigabili per cui si svolse il trasporto di materiali pesanti (carbone e ferro) la
   cui disponibilità determinò le prime fasi della rivoluzione industriale
4.      rivoluzione demografica: incremento della popolazione
» si verifica in tutta Europa nel ‘700, ma l’Inghilterra è il caso più significativo (6 » 14 milioni)
» aumento notevole della natalità (abbassamento dell’età di matrimonio e aumento dei matrimoni)
» matrimoni favoriti da raccolti favorevoli e quindi una maggiore disponibilità alimentare
» la rivoluzione agricola sopperì al fabbisogno alimentare di una popolazione in crescita
» diminuzione della mortalità per un maggiore benessere
» aumento della popolazione permise la crescita dell’economia rendendo disponibile una manodopera
   numerosa e quindi a basso costo; divenne sempre più dipendente dal mercato (esce dall’autoconsumo)
» la grande richiesta di lavoro fa accettare anche meno soldi all’operaio pur di avere un posto
» creazione di un nuovo ceto = il proletariato (chiamato così perché la sua unica ricchezza era la
   propria capacità lavorativa e la possibilità di riproduzione, la “prole”)
5.      stabilità politica e dinamismo sociale
» rafforzamento del ruolo del Parlamento
» vivacità della società civile: la società inglese era più colta e dinamica di quelle continentali, aperta
   alle innovazioni, con forte spirito pragmatico » queste condizione favorirono il decollo industriale
» le innovazioni tecnologiche e la loro introduzione nel sistema di fabbrica furono i veri elementi di
   rottura che segnarono il vero e proprio avvio della rivoluzione industriale

IL PROGRESSO TECNOLOGICO

-    Invenzioni e innovazioni
» invenzione = scoperta di una determinata tecnica, che fine a se stessa non genera cambiamento
» innovazione = applicazione di un’invenzione, quindi la sua diffusione, che determina il cambiamento
» il rapido succedersi di nuove invenzione determinò la trasformazione economica
» rapporto temporale tra invenzione ed innovazione: dopo la scoperta di qualcosa di nuovo, il suo
   inserimento nel processo produttivo e lo sviluppo della produzione implica tempo affinché ci sia un
   cambiamento considerabile nel processo di industrializzazione » è l’innovazione che è determinante
» è lo stesso processo di industrializzazione a porre delle esigenze che determinano l’introduzione di nuove
   tecniche nel processo produttivo » fase segnata da un flusso continuo e concatenato di innovazioni
» idea di progresso come evento necessario + immagine del mondo come realtà in trasformazione
» l’800 è il secolo del progresso e del positivismo (illusione che al progresso scientifico debba seguire
   necessariamente un progresso umano » smentito poi dall’uso della scienza nelle guerre mondiali)
» viene istituito l’ufficio brevetti, dove si depositava gli schemi delle proprie invenzioni per avere la
   garanzia della segretezza ed assicurare il primato all’inventore
» settori principalmente interessati: macchine utensili, della generazione di forza motrice, dell’estrazione e
   lavorazione di materie prime (in particolare il carbone ed il ferro)
-    Innovazioni nell’industria tessile
» prima la tessitrice intrecciava i fili con una spoletta » lavoro molto lungo, prodotto molto pregiato
» 1733, John Kay: invenzione della navetta volante che rese possibile un migliore rendimento del telaio
» stimolò altre invenzioni per migliorare la produttività » questo movimento è il propulsore dell’800
» 1765, James Hargreaves inventò la jenny
» 1769 invenzione del filatoio idraulico
» nel 1779 l’invenzione del filatoio mule consentì il passaggio alla completa meccanizzazione della filatura
» l’invenzione del telaio meccanico superò lo squilibrio tra l’eccesso di filati e la sua capacità produttiva
-    La macchina a vapore
» prima l’energia per far muovere le macchine era fornita da ruote idrauliche installate lungo i fiumi
» per questo le fabbriche si chiamavano mills (“mulini”), ma la limitata disponibilità di energia idrica
   limitava la dislocazione delle fabbriche alla presenza dei corsi d’acqua
» si usò il vapore come forza motrice » prime macchine a vapore brevettate da James Watt nel 1769
» era più conveniente usare una forza motrice costante alimentata da un combustibile (il carbone, di cui
   l’Inghilterra possedeva ricchi giacimenti) » vapore e carbone divennero gli strumenti del progresso
» le innovazioni non furono il risultato di una ricerca scientifica, ma soluzioni pratiche a problemi concreti
» gli inventori non furono uomini di scienza ma di varia estrazione culturale e sociale
-    L’industria del cotone e della lana
» fu la prima area industriale che per prima si avvalse dei mutamenti delle tecniche abbassando così i costi
   ed i tempi di produzione per un aumento esponenziale della produttività (meno necessità di manodopera)
» questo è permesso dalla mancanza di precedenti tradizioni e quindi di resistenze alla novità (l’industria
   del cotone era quasi totalmente mancante in Inghilterra, molto sviluppata quella della lana)
» fu la prima industria che diede il via al nuovo sistema di produzione basato sulla fabbrica
» ragioni dello sviluppo dell’industria del cotone
1.      la mancanza di tradizioni consolidate permise di assorbire con minori resistenze le nuove tecnologie
2.      maggiore disponibilità di materia prima per l’espansione commerciale ed i rapporti con le colonie
3.      impianti per l’industria cotoniera erano a costo limitato anche se fortemente innovativi
» non richiedeva grandi investimenti iniziali ma assicurava proficua rendita
4.      ampia disponibilità di manodopera di cui non era necessaria una specializzazione
» col crescere della disponibilità della manodopera, ne diminuiva il costo per i proprietari
» possibilità si assumere anche donne e bambini (con loro il costo si abbassava ancora)
» il risparmio sulla manodopera permetteva di abbassare i costi dei prodotti, venduti a prezzi sempre
   più convenienti, tali da consentire l’acquisto da parte dei gruppi di popolazione a basso reddito
» incentivò il consumo da parte di settori sociali con maggiori disponibilità economiche
-    L’industria del ferro
» è un’industria di base perché legata alla produzione in altri settori industriali (es: telai meccanici)
» industria siderurgica attraversò una rapida espansione, coincise con la fase di industrializzazione
» l’industria siderurgica riuscì a far fronte ad una domanda enorme introducendo nuove tecnologie
» aveva subito una crisi prolungata per la scadente qualità del minerale di ferro inglese
» il combustibile usato era il carbone di legna, però in via di progressivo esaurimento per la crescente
   richiesta del legname per uso abitativo ed industriale » riduzione delle foreste determinata anche
   dall’aumento demografico (necessità di più spazio abitabile) e dallo sviluppo dell’agricoltura
» tentativi di sostituire il carbone di legna con il coke prodotto dalla distillazione del carbone fossile
   (risorsa ampiamente reperibile nel sottosuolo inglese), che aveva combustione troppo lenta e incompleta
» il ferro invece era troppo ricco di impurità e la sua raffinazione richiedeva un processo molto complicato
» aumentò l’importazione del ferro dalla Svezia (più puro) » stagnazione dell’industria siderurgica
» la macchina a vapore ed il sistema di Henry Cort mutarono totalmente la situazione permettendo la
   produzione di ghisa (lega del ferro e del carbonio prodotta dalla raffinazione del ferro negli altiforni)
» abbattimento dei costi di produzione » dal 1812 l’Inghilterra diventò un paese di esportazione
» il ferro assunse il simbolo di una nuova civiltà della macchina e si affermò nell’edilizia pubblica e
   abitativa per le sue caratteristiche fisiche, per la convenienza del materiale, per il suo valore simbolico
» 1851: costruzione del Crystal Palace per l’Esposizione universale di Londra

LA FABBRICA E LE TRASFORMAZIONI DELLA SOCIETA’

-    La divisione de lavoro
» il sistema di fabbrica sconvolse i metodi di produzione e le forme di organizzazione del lavoro
» l’attività lavorativa prima si svolgeva nelle botteghe artigiane, sottoposte ai regolamenti restrittivi
   delle corporazioni, con un metodo di produzione prevalentemente a domicilio
» il lavoratore divenne da libero professionista un operaio salariato (presta la sua opera alle dipendenze del
   padrone in cambio di una somma di denaro giornaliera, il «salario»; non possiede che la sua capacità di
   lavorare, non sono proprietari degli strumenti e non consumano i prodotti, come avveniva prima)
» vengono abbandonate tutte le attività di impresa familiare, in particolare quella agricola
» crescente divisione del lavoro per ottimizzare i tempi ed aumentare la produttività (l’artigianato impiega
   tempi molto più lunghi ed i prodotti sono di qualità inferiore » macchine sono più precise)
» gli operai eseguono un solo passaggio della produzione (l’artigiano si occupava dell’intero processo)
» non è necessaria una particolare specializzazione (si tratta di far funzionare dei macchinari), mentre
   l’artigiano era un lavoratore specializzato » si perde il gusto della personalizzazione del lavoro (l’operaio
   era ridotto ad essere semplicemente una mano che controllava il lavoro delle macchine)
» il lavoro era controllato nel luogo (doveva essere svolto in una fabbrica) e nel tempo (c’erano dei precisi
   orari di lavoro da rispettare, spesso molto duri) » iniziare, sostare, smettere il lavoro all’unisono
» il lavoratori erano a contatto con una schiera numerosa di colleghi (diverso dalle botteghe)
» il loro lavoro veniva controllato da sorveglianti che avevano mezzi di coercizione morale, pecuniaria e a
   volte anche fisica » la fabbrica diventa un nuovo genere di prigione
-    La città ed il mercato del lavoro
» il sistema di fabbrica trasformò l’organizzazione territoriale del lavoro e ridisegnò l’immagine
   topografica ed architettonica della città
» si concentrò nei centri urbani, che crebbero
» la campagna circostante modificava la sua estensione e le sue colture per una popolazione in aumento
» formazione del proletariato industriale fu lenta e complessa: è riduttivo pensare ad un fenomeno di esodo
   di massa dalle campagne verso la città perché anche la popolazione extraurbana aumentò, rendendo
   l’esodo meno improvviso, con un impatto minore sulla popolazione
-    Trasformazione delle condizioni di vita
» il sistema di fabbrica impose condizioni molto gravose che prevedevano fra le 12 e le 16 ore giornaliere
» la semplificazione del processo produttivo rese possibile l’impiego di donne e bambini (assenza di lavoro
   fisico) sottoposti a duro sfruttamento (la loro paga era molto bassa)
» la condizione operaia era caratterizzata dalla precarietà del posto di lavoro
» problemi nel processo di inurbamento: gli operai erano costretti ad abitare in quartieri a loro dedicati,
   caratterizzati da sovraffollamento, precarietà delle condizioni igieniche, alimentazione povera
-    I luddisti
» fra i lavoranti a domicilio e gli artigiani si diffuse il luddismo (1° manifestazione di opposizione sociale)
» prese il nome dal leggendario tessitorie Ned Ludd, che distrusse un telaio
» movimento organizzato in bande di guerriglia segrete finalizzate alla distruzione delle macchine
» vedevano nelle macchine la causa principale della disoccupazione e dei bassi salari
» rifiuto del nuovo ordinamento della produzione e delle nuove condizioni di vita
» reazione della legislazione penale inglese: dura contro ogni qualsiasi forma di organizzazione, di
   sciopero, di rivendicazioni salariali + introduzione della pena di morte per i luddisti

SVILUPPO NELL’EUROPA CONTINENTALE

-    L’economia dell’Europa continentale
» il nuovo sistema produttivo si diffuse a partire dal 1830
» il quadro economico europeo è contraddittorio, diverso a seconda di zone specifiche
» l’Europa preindustriale non presenta segni di rottura con il sistema dell’ancien regime
» l’economia era essenzialmente agricola (ancora tecnicamente arretrata) » macchine agricole sconosciute
» principali cambiamenti » aratri capaci di scendere più in profondità nel terreno
                                         » sistemi più razionali di rotazione delle colture (perfezionamento tecniche note)
                                         » estensione delle colture: consentono integrazione tra agricoltura ed allevamento
-    Barriere doganali
» arretratezza legata non sol a fattori tecnici, ma anche alla ristrettezza e alla frammentazione del mercato
» i trasporti erano lenti e ostacolati dalla presenza di barriere doganali anche tra Stato e Stato (es: Italia)
» le dogane impedivano un mercato mondiale, o anche solo nazionale
-    Carestie
» ci furono due gravi carestie che aggravarono questa situazione, causate da cattivi raccolti
1.      quella del 1816-17
2.      quella del 1846-47 provocata dal diffondersi di una malattia della patata che era diventata la principale base dell’alimentazione (come in Irlanda, dove la carestia fu durissima)
-    Aumento della popolazione (fattore di progresso)
» popolazione aumenta del 50% » si inseriva in una tendenza cominciata dal ‘700 (si protrarrà fino al ‘900)
» calo della mortalità: sintomo del progresso economico e civile e del continuo ampliamento del mercato
» la produzione agricola andò crescendo, tranne che nei periodi di crisi
-    Progresso scientifico-tecnologico
» fu un altro fattore di crescita della società europea
» si verificarono numerose e significative scoperte (es: la termodinamica, il calcolo delle probabilità, gli
   studi sui campi magnetici, la chimica organica) che produssero rilevanti effetti pratici
» novità più rivoluzionaria: uso della macchina a vapore come strumento di locomozione e di trasporto
» 1803: costruzione della prima nave a vapore, mentre in Inghilterra furono costruite le prime locomotive
» nacque dall’esigenza di trasportare quantità sempre maggiori di carbone dalle miniere
» poi venne l’idea di far viaggiare i vagoni su rotaie fisse di metallo
» il risparmio rispetto al trasporto sui carri incoraggiò gli imprenditori nonostante gli investimenti elevati
   ma necessari per la costruzione di linee ferroviarie
-    La costruzione di una rete ferroviaria
» 1830-50: in Gran Bretagna furono costruiti 11.000 km di ferrovie, poi cominciarono gli altri paesi
» la costruzione in Europa avvenne a ritmi più lenti e in quantità meno significative
» solo dopo il 1850 ci fu il boom su scala europea
» la locomotiva e la ferrovia divennero il simbolo del progresso per le velocità, lo sconvolgimento
   traumatico che introducevano nel paesaggio rurale
» stimolò la produzione delle industrie siderurgiche e meccaniche

L’INDUSTRIALIZZAZIONE NELL’EUROPA CENTRALE

-    Ristrettezza degli investimenti
» l’affermazione dell’industria moderna fu lenta e difficile all’inizio dell’800
» i capitali, già scarsi, si indirizzavano prevalentemente verso gli investimenti nella terra, tradizionalmente
      ritenuti più sicuri » gli investimenti nei macchinari avevano rischi molto più elevati
» il sistema bancario era poco sviluppato
» il basso livello dei prezzi riduceva il profitto
» il tenore di vita della maggior parte della popolazione era inferiore che in Inghilterra e questo limitava la
   capacità di assorbimento dei prodotti industriali
» la produzione manifatturiera ed il lavoro a domicilio sembrava più sicura e più economica
-    Primi centri industriali
» nel settore tessile e meccanico, iniziano ad esserci alcuni nuclei di industria moderna, dopo il 1815
» solo in alcune zone (ricchezza del sottosuolo, disponibilità di energia idrica, principale forza motrice,
   vicinanza ai mercati dei grandi centri urbani, determinate condizioni politico-sociali)
» la più vasta si estende dalla Manica alle Alpi svizzere, poi si ampliò gradualmente
-    Belgio
» grazie ai suoi stretti rapporti con l’Inghilterra e alla ricchezza dei suoi giacimenti carboniferi acquistò un
   primato in campo industriale
-    Francia
» era lo Stato più popoloso dopo la Russia, il più ricco dopo la Gran Bretagna, vantava un alto livello
   scientifico e tecnologico, aveva un’industria manifatturiera sviluppata
» pur partendo da una posizione di vantaggio ebbe una crescita più lenta
» a impedire un decollo più rapido fu la struttura della società rurale francese caratterizzata da una diffusa
   piccola e media proprietà contadina che teneva legati alla terra capitali e forza-lavoro
-    Confederazione germanica
» il processo fu ancora più difficile per lo scarso numero di macchine a vapore, per l’arretratezza della
   produzione del ferro e del carbone, per il ritardo nel settore tessile
» premesse per lo sviluppo: creazione di una lega doganale, costruzione di linee ferroviarie, sviluppo
   dell’istruzione superiore, si afferma una scuola scientifica
-    Impero asburgico
» esistevano nuclei di sviluppo industriale
» condizioni favorevoli: amministrazione efficiente, rete stradale, discreto livello d’istruzione
» sviluppo ostacolato dallo strapotere delle aristocrazie terriere e dalle barriere doganali
» al di fuori di questi paesi l’industria moderna era sconosciuta
» l’Italia e la Russia si introdussero in grave ritardo a questo sviluppo

SALARIATI CONTRO IMPRENDITORI

-    Nuovo antagonismo
» trasformazioni nella struttura sociale sono conseguenti alla diffusione dell’industria
» al concetto di ceto si sostituì quello di classe, definito in rapporto al ruolo svolto nel processo produttivo
» antagonismo fondamentale fu tra borghesia (proprietaria dei mezzi di produzione) e proletariato (chi non
   ha altra ricchezza che la sua prole, per i latini erano i nullatenenti, all’ultimo gradino della società)
» precedentemente l’antagonismo era tra aristocrazia e popolo
-    Il confronto sociale in Inghilterra
» nell’Europa continentale questo dualismo era oscurato dalla prevalenza di altre figure sociali
» in Gran Bretagna la borghesia svolgeva una funzione di primo piano
» in alcune città industriali la massa operaia era sempre più numerosa e agguerrita
» le condizioni di vita dei lavoratori erano estremamente disagiate
-    Le Trade Unions
» da questo derivava l’impulso delle classi dirigenti di farsi carico degli aspetti più gravi
» anni ’30-’40: furono promulgate delle leggi sociali in favore dei lavoratori
» spinta degli operai ad associarsi tra loro e a ribellarsi, tendenza favorita dal fatto di lavorare in grandi
   unità produttive e di vivere a stretto contatto gli uni con gli altri favorendo la circolazione di idee
» i primi episodi di ribellione furono i luddisti
» negli anni ’20, guidati da leader democratico-radicali, avevano iniziato con forme di agitazione pacifica
   (manifesti, comizi, scioperi) in cui si mescolavano rivendicazioni economiche e politiche
» chiedono l’abrogazione delle leggi che dichiarano illegali le associazioni fra lavoratori e gli scioperi
» 1824: successo grazie alla legge che legalizza le associazioni operaie » nascono le prime Trade Unions
» nei paesi dell’Europa continentale il processo di formazione del proletariato è più lento
-    La questione operaia
» anche nei paesi più ritardati la questione operaia venne imponendosi
» l’addensarsi di masse proletarie suscitava preoccupazioni igenico-sanitarie, timori per l’ordine pubblico
» anche reazioni moralistiche (nelle periferie operaie dilagavano criminalità, prostituzione, alcolismo)
» si diffonde nei ceti urbani benestanti l’equazione fra classi lavoratrici e «classi pericolose»
» però c’era chi individuava nel proletariato la vittima di un ordine sociale ingiusto, quindi la protagonista

   di un possibile nuovo processo rivoluzionario

domenica 1 giugno 2014

RISORGIMENTO - lotte democratiche e restaurazione conservatrice

LOTTE DEMOCRATICHE E RESTAURAZIONE CONSERVATRICE

-    Battaglie dei democratici
» dovettero combattere una serie di battaglie locali, e non riuscirono a coordinare i diversi fronti
» il loro ideale di guerra di popolo come liberazione nazionale e per l’emancipazione politica, contrastava
   con la ristrettezza della base su cui potevano contare: piccola-media borghesia urbana e ceti artigiani
» le masse contadine rimasero estranee ed indifferenti (non gli interessava l’unità d’Italia)
-    Democratici al potere
» la Sicilia era sotto il controllo dei separatisti
» a Venezia Manin aveva proclamato di nuovo la Repubblica
» in Toscana il granduca Leopoldo II fu costretto a formare un ministero democratico
» Roma » uccisione in un attentato del primo ministro pontificio liberal-moderato Pellegrino Rossi
             » il papa abbandona la città e si rifugia presso Ferdinando di Borbone
             » nella capitale, senza governo, prendono il sopravvento i democratici
» 1849 » si tennero le elezioni a suffragio universale per l’Assemblea costituente
            » fra gli eletti c’erano anche Mazzini e Garibaldi
» febbraio ’49 » l’Assemblea proclama la decadenza del potere temporale dei papi
                        » lo Stato avrebbe assunto «il nome glorioso di Repubblica romana»
                        » avrebbe assunto come forma di governo la «democrazia pura» non su basi dinastiche
» ripercussioni » in Toscana Leopoldo II abbandonò il paese e venne convocata un’assemblea costituente
                        » i poteri intanto passarono ad un triumvirato
-    Ripresa della guerra
» 20 marzo 1849 » Carlo Alberto, oppresso da condizioni molto pesanti per firmare la pace con l’Austria,
                               tentò di nuovo la via delle armi riprendendo i contrasti
» 22-23 marzo » battaglia di Novara in cui gli austriaci infliggono una grave sconfitta al Piemonte
                         » Carlo Alberto abdica a favore del figlio Vittorio Emanuele II
» 24 marzo » Vittorio Emanuele II firma un nuovo armistizio con gli austriaci (annettono territori)
-    Il ritorno degli austriaci
» gli austriaci proseguono ad una restaurazione dell’ordine in tutta la penisola
» marzo » dopo le «dieci giornate di Brescia» ci fu una dura repressione delle rivolte
» aprile » austriaci assediano Venezia
» maggio » austriaci occupano le Legazioni pontificie e mettono fine alla Repubblica toscana
-    La repubblica romana
» la resistenza della Repubblica romana fu più lunga e gloriosa (erano affluiti esuli da tutta Italia)
» il governo repubblicano romano, guidato da Mazzini, portò avanti l’opera di laicizzazione dello Stato
1.      aboliti i tribunali ecclesiastici
2.      confisca dei beni del clero
3.      progetto di riforma agraria: concessione in affitto perpetuo alle famiglie più povere di parte di queste terre confiscate dal clero
» Pio IX si rivolge alle potenze cattoliche per essere ristabilito nei suoi territori
» al suo appello risponde l’Austria, la Spagna, il Regno di Napoli, la Repubblica francese (conservatrice)
-    La ripresa di Roma e Venezia
» Bonaparte si riservò il ruolo principale nella restaurazione pontificia inviando nel Lazio un corpo di
   spedizione (a giugno attaccò la capitale)
» i repubblicani organizzarono una difesa con valore non tanto militare quanto di testimonianza morale
» prima della capitolazione fu promulgata la Costituzione della Repubblica romana
» non entrò mai in vigore ma divenne il documento-simbolo degli ideali democratici

» 26 agosto » gli austriaci vincono le resistenze di Venezia » si conclude l’ultima stagione rivoluzionaria

IL RISORGIMENTO - rivoluzioni del '48

LE RIVOLUZIONI DEL 1848

-    Insurrezione di Palermo
» l’insurrezione del ’48 in Italia ebbe uno sviluppo inizialmente autonomo rispetto agli altri paesi
» già dall’inizio dell’anno nasce un generale fermento
» obiettivo comune a tutte le correnti: concessione di costituzioni o statuti (carte, leggi fondamentali
   concesse dal re dove sono elencati i principi che regolano la struttura ed il funzionamento dello Stato » la
   Costituzione veniva concessa dal Parlamento) fondati sul sistema rappresentativo
» 12 gennaio 1848 » sollevazione di Palermo induce Ferdinando II di Borbone alla concessione di una
                                 Costituzione nel Regno delle Due Sicilie
                              » questa mossa non spense i moti, anzi rafforzano l’agitazione Costituzionale
-    Concessione delle costituzioni
» spinti dalla pressione dell’opinione pubblica, Carlo Alberto di Savoia, Leopoldo II di Toscana, Pio IX
      concessero una Costituzione, tutte di carattere moderato ispirate a quella francese del 1830
» la più importante fu lo Statuto (Statuto Albertino), promosso da Carlo Alberto, che sarebbe diventato la
   legge fondamentale del Regno d’Italia, prevedeva
1.      una Camera dei deputati (eletto con suffragio censitario)
2.      un senato di nomina regia
3.      stretta dipendenza del governo dal sovrano
» nei maggiori stati italiani si delinea una tendenza costituzionale-moderata
» lo scoppio della rivoluzione in Francia muta la situazione: nuovo spazio ai democratici, che riportano in
   primo piano la questione nazionale, fino ad allora rimasta in ombra
-    Rivolta di Venezia
» 17 marzo » una manifestazione popolare impone al governo austriaco la liberazione dei detenuti politici
» pochi giorni dopo » rivolta degli operai nell’Arsenale militare a cui si unirono anche marinai e ufficiali
                                 » i reparti austriaci sono costretti alla ritirata
» 23 marzo » il democratico Daniele Manin proclama la Costituzione della Repubblica veneta
-    Rivolta di Milano
» 18 marzo » inizio dell’insurrezione con un assalto al palazzo di governo
                   » l’assalto si protrasse per cinque giorni, le cosiddette «cinque giornate» milanesi
                   » borghesi e popolani combattevano insieme sulle barricate contro il contingente austriaco
                   » si attua come guerriglia per la città attraverso barricate artigianali di oggetti comuni
» la direzione delle operazioni fu affidato ad un Consiglio di guerra, composto prevalentemente da
   democratici e guidato da Carlo Cattaneo
» 22 marzo » l’aristocrazia liberale si unisce alla causa, dando vita ad un governo provvisorio
                   » lo stesso giorno le truppe austriache si ritirano, preoccupate per un intervento del Piemonte,
                      all’interno del quadrilatero formato dalle fortezze di Verona, Legnano, Mantova, Peschiera
                   » il comandante Radetzky abbandonò il castello sforzesco perché consapevole che, se avesse
                      usato la repressione totale, non sarebbe riuscito comunque a governare
-    Intervento piemontese
» 23 marzo » il Piemonte dichiara guerra all’Austria
» ragioni » pressione congiunta dei liberali e dei democratici che vedevano l’occasione per liberare
                  l’Italia dall’oppressione della straniera Austria » ragioni ideali
               » tradizionale tendenza della monarchia sabauda all’espansione verso est » ragioni storiche
               » timore che il Lombardo-Veneto diventasse centro di agitazione repubblicana » ragioni politiche
» l’esempio di Carlo Alberto condizionò le posizioni degli altri Stati italiani
» Ferdinando II di Napoli, Leopoldo II di Toscana, Pio IX decisero di unirsi alla guerra austriaca inviando
   contingenti di truppe che partirono con grande entusiasmo popolare insieme a flotte di volontari
» la guerra piemontese si trasforma nella prima guerra di indipendenza nazionale (benedetta dal papa)
-    Sfaldamento dell’alleanza austriaca
» problemi:
1.      atteggiamento di Carlo Alberto (fa fallire il tentativo)
» mostrò scarsa risolutezza preoccupandosi soprattutto di preparare l’annessione del Lombardo- 
   Veneto al Piemonte (interessato non all’unità italiana ma alla propria espansione territoriale)
2.      posizione precaria di Pio IX
» combatte contro una grande potenza cattolica (minaccia di uno scisma con la Chiesa austriaca)
» 29 aprile » il papa annuncia il ritiro delle sue truppe (crea illusione e non mantiene la scelta politica)
                  » si realizza il piano iniziale dei democratici, che ora alimentano il malcontento
3.      pochi giorni dopo si ritirano le truppe del granduca di Toscana
4.      maggio » Ferdinando di Borbone richiama il suo esercito
» rimasero a combattere molti componenti delle truppe regolari e molti volontari
» maggio » i restanti combattenti furono protagonisti un gloriosi scontri a Curtatone e Montanara
                » accorse dal Sud America Giuseppe Garibaldi
-    Sconfitta di Custoza
» maggio-giugno » venivano indetti nei territori liberati frettolosi plebisciti per sancire l’annessione al
                               Regno sabaudo (Carlo Alberto è convinto a combattere una “sua” battaglia)
» 23-25 luglio » battaglia di Custoza presso Verona: le truppe di Carlo Alberto furono nettamente sconfitte
                        » l’esercito sabaudo era impreparato (non aveva le cartine dei luoghi)

» 9 agosto » fu firmato l’armistizio con gli austriaci

IL RISORGIMENTO - Pio IX

PIO IX ED IL BIENNIO DELLE RIFORME

-    Elezione di Pio IX
» 1846 » anno di svolta per la morte di Gregorio XVI e l’elezione al soglio pontificio di Pio IX
            » era vescovo di Imola (nome: Giovanni Maria Mastai Ferretti), noto come pastore di anime, dalla
               religiosità sincera e profonda, di carattere bonario, molto benvoluto dalla popolazione
» non era schierato politicamente, ma dato che è stato eletto dal conclave in alternativa al cardinale Pietro
   Lambruschini, capofila dello schieramento conservatore, gli guadagnò simpatie da parte dei liberali
-    Riforme del papa
» con i suoi primi atti accende un fermento nel popolo per l’acceso clima di coinvolgimento politico
» concede un’amnistia per i detenuti politici » le simpatie si tramutano in entusiasmo generale
» liberali e moderati trovarono in lui il loro eroe; i democratici si manifestarono entusiasti del papa
» questo clima lo spinse ad una serie di concessioni che non erano previste nel suo programma iniziale
» primavera del ’47 » convoca una Consulta di Stato formata da rappresentanti delle provincie
                                » istituisce una Guardia civica
                                » fu attenuata la censura sulla stampa
» queste riforme ebbero un effetto maggiore rispetto al valore intrinseco perché accende speranze e
   aspettative (vedono in lui la possibilità di realizzare la proposta di Gioberti di un’unità cristiana italiana)
» i democratici caricano volutamente questa tendenza all’entusiasmo creando aspettative sempre maggiori
   ed aspettando il momento in cui Pio IX le avrebbe deluse per una rivincita a loro favore
» montano la folla perché sicuri che il papa si sarebbe tirato indietro nel momento in cui si sarebbe dovuto
   combattere per l’indipendenza contro l’Impero austriaco
» la gente scendeva in piazza con le bandiere tricolore e sopra la scritta “viva Pio IX”
» errore di Pio IX » circondarsi di cattivi consiglieri (non aveva l’atteggiamento e la furbizia politica)
                             » non accorgersi che i suoi atti potevano essere strumentalizzati
-    Effetti negli stati italiani
» ’47 » moto riformatore dilagò in tutta Italia accompagnandosi a tumulti sociali legati alle conseguenze
             della crisi economica europea » salgono i prezzi dei generi alimentari
» sovrani e governatori, preoccupati che il tumulto passasse ad un’insurrezione democratica, furono indotti
   ad intercessioni dello stesso stampo di Pio IX
» settembre » granduca di Toscana istituì una consulta di Stato e una Guardia civica
» ottobre » Carlo Alberto varò un nuovo ordinamento amministrativo e allenta i controlli sulla stampa
» novembre » Piemonte, Toscana e Stato della Chiesa sottoscrivono una Lega doganale italiana
» Regno delle Due Sicilie ne rimane estraneo perché gode dell’appoggio dell’Austria

IL RISORGIMENTO - gli Stati italiani e le correnti politiche

L’EVOLUZIONE DEGLI STATI ITALIANI

-    Fase di immobilismo politico
» il decennio 1830-40 trascorse in continuità col periodo della restaurazione
-    Il Piemonte
» 1831 » sale al trono del Regno di Sardegna Carlo Alberto, che si era orientato verso posizioni
               legittimiste e clericali, e nello stesso tempo rinnova la struttura istituzionale
-    I congressi degli scienziati
» un’iniziativa positiva e di valore simbolico fu la convocazione a Pisa (nel 1839) del primo congresso
   degli scienziati italiani, che da allora si tennero annualmente
» centinaia di intellettuali da tutta Italia si incontrano regolarmente e pubblicamente per discutere di
   interessi comuni non inerenti alla politica » contributo alla formazione di un’opinione pubblica
-    Sviluppo economico
» nonostante la crescita produttiva, il sistema economico risultava caratterizzato da una forte arretratezza
» il settore agricolo rimaneva legato alle tecniche dell’antico regime (solo in Lombardia c’è progresso)
» tutto il resto d’Italia era estraneo all’utilizzo delle macchine, ma il lavoro di fondava sul domicilio
» solo nel corso degli anni ’40 ebbe avvio la costruzione di reti ferroviarie, che contribuì ad uno slancio
» progressi nel sistema bancario (comunque in ritardo rispetto all’Europa)
» sviluppo dei porti e della marina mercantile
» generale incremento del commercio internazionale
» danni all’economia a causa della mancanza di un mercato nazionale e di un sistema di comunicazioni
   efficiente (si ricorda che c’erano barriere doganali anche tra Stato e Stato)
» si diffonde l’idea di attuare in Italia il progetto di unione doganale realizzato dal modello tedesco
» nasce una fiorente riflessione e discussione tra intellettuali su come migliorare la situazione italiana

NUOVI CORRENTI POLITICHE (durante il ‘40)

-    I moderati
» l’orientamento moderato si differenziava da conservatori e legittimisti e dal radicalismo di Mazzini
» propone soluzioni gradualistiche, tali da non comportare l’uso della violenza e lo scontro con l’autorità
» base: tentativo di conciliare la causa patriottica e liberale con il cattolicesimo (considerato il più
   importante fattore dell’unità italiana) e con la Chiesa di Roma
-    Il cattolicesimo liberale
» una corrente cattolico-liberale esisteva fin dai primi anni della restaurazione (esponente: Manzoni)
» vennero condannati dal papa, costringendoli così ad esprimersi attraverso romanzi e opere storiche
» prende corpo una scuola di pensiero poi definita «neoguelfa» con un termine tratto dalla storia medievale
» il neoguelfismo sostiene che l’unità italiana deve essere sostenuta dal papa e dalla Chiesa
» suscitò l’emergere di una corrente neoghibellina, di stampo repubblicano e anticlericale
-    Federalismo giobertiano
» il neoguelfismo conobbe il suo apice con Vincenzo Gioberti, un abate torinese
» nella sua opera Del Primato morale e civile degli italiani riprende da Mazzini il concetto di «missione
   italiana» capovolgendone il significato: la identifica con il magistero della Chiesa
» l’Italia ha una primato in quanto è sede del papato con cui condivide la missione di civilizzazione
   (dall’Italia sono partiti tutti i valori che hanno formato la mentalità e l’identità occidentale)
» per tornare alla gloria passata, l’Italia ha bisogno di ampie riforme politiche ed amministrative
» propone una confederazione fra gli Stati italiani fondata sull’autorità superiore del papa (che ne avrebbe
   assunto la presidenza) e sulla forza militare del Regno di Sardegna (Savoia)
» è diversa da una federazione, perché gli Stati così sarebbero uniti solo per alcuni scopi, senza cedere
   parte dei loro poteri, ma rimanendo indipendenti tra di loro
» è convinto che il popolo non abbia la coscienza necessaria per attuare da sé l’unione (la monarchia si)
» scarta l’ipotesi di riunificare l’Italia sotto un unico Stato, essendo stata per troppo tempo frammentata e
   divisa» è irrealistico che tanti re e governi vengano deposti e sostituiti
» ostacoli » ipotesi utopistica sotto il pontificato di Gregorio XVI (reazionario ed ostile alle riforme)
                » l’Austria considera l’Italia espansione del proprio territorio
» vantaggi » il suo programma non prevedeva rivoluzioni
                  » si accordava con il sentimento cattolico, prevalente nella borghesia italiana
                  » soddisfaceva gli ideali patriottici rivendicando all’Italia un primato civile e morale
-    Cesare Balbo
» l’opera di Gioberti aprì un intenso dibattito politico
» intellettuale proponeva la formazione di una lega doganale e militare fra gli Stati italiani
» a differenza di Gioberti si poneva il problema dell’Austria, ostacolo per l’ipotesi dell’indipendenza
» propone di assecondare la naturale tendenza dell’Impero asburgico di espandersi ad oriente (Balcani)
   approfittando con metodi diplomatici della debolezza dell’Impero Ottomano
-    Carlo Cattaneo
» è milanese, capo delle cinque giornate di Milano, molto più moderato di Mazzini ma repubblicano
» capofila di una corrente federalista, democratica e repubblicana che si diffonde in Lombardia
» diffida della mistica romantica di Mazzini e nega l’ipotesi dell’assorbimento del Lombardo-Veneto
   nell’Impero austriaco, verso cui provava una profonda avversione
» punta al liberalismo doganale e al miglioramento delle vie di comunicazione e dell’istruzione pubblica
» propone una confederazione repubblicana sul modello degli Stati Uniti, che lasciasse ampia autonomia
-    Giuseppe Ferrari
» critica sia neoguelfismo sia il nazionalismo di Mazzini

» sostiene la necessità si inserire il moto unitario italiano nel contesto di una rivoluzione europea

IL RISORGIMENTO - Mazzini e la Giovane Italia

MAZZINI E LA GIOVANE ITALIA

-    Una nuova strategia
» l’esito negativo delle insurrezioni segna la fine della Carboneria
» fallimento causato da » necessità di affidarsi all’appoggio dei sovrani che si rivelavano inaffidabili
                                      » fiducia eccessiva riposta in interventi stranieri
                                      » segretezza delle trame settarie che non rendeva chiari gli obiettivi dei moti
                                         ed ostacolava un’ampia partecipazione popolare
                                      » assenza di una direzione unitaria
» solo all’inizio degli anni ’30 nasce l’idea dell’unità d’Italia da raggiungere attraverso una lotta di popolo,
   e Giuseppe Mazzini ne fu il principale portavoce, concretizzando l’idea in un programma politico
-    Giuseppe Mazzini
» 1805 » nasce a Genova da una famiglia di medio-alta borghesia
» aveva aderito ad idee democratiche e patriottiche, poi era entrato nella Carboneria
» per i difetti della Carboneria capisce che la lotta deve diventare popolare, che l’idea di unità deve essere
   un tema che coinvolga più gente possibile e di qualsiasi classe sociale attraverso la propagandistica
» al contrario della segretezza delle sètte, si doveva rendere esplicito il programma politico e gli scopi
» per una maggiore partecipazione e coinvolgimento, cerca di educare il popolo alla partecipazione politica
» due facce
1.      una democratica
2.      una romantica
» aveva una religiosità romantica: Dio si identifica con lo spirito insito alla storia
» la fede nella libertà e nel progresso deve essere vissuta come fede religiosa
» critica l’individualismo settecentesco e crede fermamente nel principio di associazione su scala
   internazionale » anche le nazioni devono associarsi per cooperare al bene comune
-    Idea di nazione italiana » la «terza Roma»
1.      fattore culturale: l’Italia è un’entità culturale e spirituale prima ancora che etnica e territoriale
2.      fattore storico: Italia intesa come comunità etnica, di sangue; deve corrispondere ad un’istituzione
3.      fattore politico: la missione storica dell’Italia è di abbattere il vecchio ordine (Impero asburgico e Stato della Chiesa) e di lottare per l’emancipazione dei popoli ed il miglioramento delle questioni sociali
-    La questione sociale
» nega le teorie materialistiche o economistiche
» difende il diritto di proprietà come base dell’unione sociale (era pericolosa qualsiasi teoria che dividesse
   la collettività nazionale e rompesse l’unità spirituale del popolo)
» propone, per risolvere le questioni sociali, il principio di associazione (cooperative di mutuo soccorso)
-    Indipendenza, unità, repubblica
» programma politico » l’Italia deve essere indipendente
                                   » deve darsi una forma di governo unitaria e repubblicana (erede del giacobinismo)
» Mazzini rifiuta la monarchia ed il federalismo; la repubblica è l’unico governo che esprime l’unità
» l’unica via per ottenere l’unità e l’indipendenza era l’insurrezione del popolo, senza distinzioni di classi
-    La Giovane Italia
» lo strumento per realizzare l’insurrezione era un’organizzazione che, anziché nascondere i suoi scopi
   ultimi, li rendeva palesi propagandandoli, svolgendo così un’opera di educazione politica
» estate del ’31 » nacque in Francia la Giovane Italia, che adottò come vessillo la bandiera tricolore
                         » sono convinti di un strettissimo legame tra pensiero ed azione (formula mazziniana)
-    Iniziative insurrezionali
» anni ’30-40 » la Giovane Italia organizza tentativi di insurrezione in Italia
» 1833 » fu scoperta una congiura in Piemonte, dove era riuscita a farsi numerosi proseliti
» 1834 » fu bloccato un progetto rivoluzionario che voleva penetrare in Svizzera ed insorgere a Genova
            » a questo piano partecipò anche Giuseppe Garibaldi
-    Crisi della Giovane Italia
» gli esiti fallimentari determinarono la crisi organizzativa per la Giovane Italia ed esistenziale per Mazzini
» affronta in questi anni una difficile crisi di coscienza, ma che superò in breve convincendosi che la
   “santità” della causa per cui lottava giustificasse anche i sacrifici più dolorosi
» aprile ’34 » dà vita alla Giovane Europa, ma che aveva valore soprattutto simbolico e non viene seguita
» 1840 » rifonda la Giovane Italia (che si era dissolta dopo il ’34-35)
-    I fratelli Bandiera
» negli anni ’40 ci furono altri tentativi di insurrezione
» 1843 e 1845 » vengono soffocati dei moti nelle Legazioni pontificie
» 1844 » fallisce una spedizione in Calabria organizzata dai fratelli Bandiera, che non erano riusciti a
              sollevare le masse popolari, rimasti indifferenti, contro il governo borbonico (furono fucilati)
» i fallimenti alimentano le critiche nei confronti dei metodi mazziniani

» si chiude l’ipotesi mazziniana del Risorgimento attraverso la rivolta popolare

IL RISORGIMENTO - i moti del '31

I MOTI DEL 1831

-    La trama cospirativa
» nel ’31 scoppiarono dei moti insurrezionali nei Ducati di Modena, Parma, Stato della Chiesa, che furono
   la diretta conseguenza della situazione creatasi dopo la rivoluzione del luglio 1830 in Francia
-    La rivolta nelle Legazioni e nei Ducati
» febbraio » scoppia una rivolta a Bologna e si estese a tutti i centri principali delle Legazioni pontificie
                 » il moto dilagò anche nel ducato di Parma e di Modena, costringendo alla fuga Francesco IV
» novità rispetto ai moti del ’20-21
1.      a muoversi non furono tanto i militari quanto i ceti borghesi appoggiati dall’aristocrazia liberale e da una mobilitazione popolare » la mobilitazione si manifestava con dimostrazioni e tumulti in piazza
2.      tentativo di coordinare le singole insurrezioni cittadine in un moto unitario
» es: fu organizzato un corpo di volontari col compito di marciare verso Roma
» l’esito del moto fu però influenzato dalle divisioni municipaliste
» si ripropone inoltre il contrasto tra democratici (che vogliono subito portare la lotta fino al cuore
   dello Stato della Chiesa) e moderati (propongono di attendere l’intervento austriaco e francese)
-    L’intervento austriaco
» l’esercito asburgico occupò i Ducati, entrò nei territori pontifici e sconfisse a Rimini gli insorti
» ritorno al vecchio ordine accompagnato da una dura repressione
-    Rapporto risorgimento-Chiesa
» i cattolici sono protagonisti del Risorgimento, ma la Chiesa ha un problema: è anch’essa uno Stato
» il papa, essendo anche re, deve preservare il suo potere » agisce in maniera pesante con scomuniche
» realizzando il Risorgimento, quindi, l’Italia nasce andando contro uno degli elementi che più degli altri

   costituiva l’identità italiana: la religione comune, personificata nella sede papale

IL RISORGIMENTO - i moti del '20-'21


I MOTI DEL 1820-1821

- L’insurrezione del Napoletano
» nella prima ondata rivoluzionaria europea furono coinvolti il Regno delle due Sicilie e quello di Sardegna
» 1° luglio » scoppia una rivolta a Nola (Napoletano) per l’iniziativa di due ufficiali carbonari
                  » re Ferdinando I fu costretto a concedere una Costituzione simile a quella spagnola del 1812
» ma ci sono problemi » divisione fra democratici e moderati
                                     » atteggiamento ambiguo del re
                                     » avversione del governo austriaco perché minaccia l’assetto politico italiano
- La rivolta di Palermo
» 15 luglio » si verifica una violenza ribellione anche a Palermo
                  » al contrario di quella del Napoletano registrò un’ampia partecipazione popolare
» si unirono anche esponenti dell’aristocrazia locale » la rivolta assunse un carattere separatista
» separatismo = tendenza di un gruppo con particolari caratteristiche storiche, linguistiche, religiose (…)
                              a separarsi dallo Stato di cui fa parte
» Napoli reagì inviando in Sicilia un corpo di spedizione » rivolta fu domata in breve
- Il moto nel Lombardo-Veneto
» il successo della rivoluzione napoletana accese le speranze dei liberalisti lombardi
» in Lombardia e Piemonte si era diffusa una nuova organizzazione, la Federazione italiana (collegata alla
   Carboneria) » obiettivo: cacciata degli austriaci dal Lombardo-Veneto e formazione di un regno
                          costituzionale indipendente nell’Italia settentrionale
» ottobre 1820 » ogni tentativo di insurrezione fu spenta dalla scoperta di un nucleo carbonaro
- Il moto piemontese
» marzo 1821 » alcuni reparti dell’esercito si ammutinarono
                       » Vittorio Emanuele I è costretto ad abdicare in favore del fratello Carlo Felice
» Carlo Felce si trovava lontano dal regno » viene affidata la reggenza a Carlo Alberto (liberale)
» Carlo Alberto si impegnò a concedere una costituzione liberale (simile a quella spagnola) ma poi si unì
   alle truppe realiste (richiamato da Carlo Felice)
» aprile » le truppe realiste, unite a contingenti austriaci, sconfissero a Novara i rivoluzionari
             » la loro debolezza è nella scarsa partecipazione del popolo e nello scarso coordinamento
             » le idee no passano ancora nel popolo ma solo nella borghesia, l’unica che, essendo formata
                culturalmente, può accedere a tutta quella fonte culturale, caricandola emotivamente
- La repressione militare
» ci fu una generale sconfitta delle correnti patriottiche e costituzionali
» autunno del ’20 » Metternich convoca un congresso delle potenze europee a Troppau (Moravia)
                             » sostiene la necessità di un intervento nel Napoletano
» gennaio 1821 » Ferdinando I, re delle Due Sicilie, invoca l’aiuto delle potenze alleate
» marzo 1821 » gli austriaci entrano a Napoli e restaurarono il potere assoluto di Ferdinando I
                       » il re mise in atto una dura repressione nei confronti dei ribelli

» anche in Piemonte si verificarono pesanti repressioni sui militari ribelli e con l’esodo dei patrioti