Pagine

martedì 10 aprile 2012

SCHEDA LIBRO - il Gattopardo

Autore
Giuseppe Tomasi di Lampedusa
Riassunto
Don Fabrizio è esponente di un potente casato siciliano, i Salina; padre di sette figli e pieno di interessi per le scienze e le donne, entrambi ben conosciuti dalla moglie che, a causa dell’ultimo tra questi, soffre di attacchi di panico.
Lo sbarco di Garibaldi in Sicilia viene vissuto da don Fabrizio con pensieri che oscillano tra la disillusione e la malinconia per l’imminente mutamento del mondo come lo conosce e che esclude il suo ceto: la classe aristocratica.
Viene però rassicurato dal nipote Tancredi, che prima combatte nelle file garibaldine, poi decide di unirsi all’esercito piemontese.
Come tutte le estati, la famiglia Salina si reca alla residenza di Donnafugata, ora governata da un nuovo sindaco: don Calogero Sedara, un borghese rozzo e poco istruito. Don Calogero, invitato a cena dai Salina, porta l’affascinante figlia Angelica, di cui si innamora Tancredi, il quale prima aveva manifestato qualche interesse illusorio per Concetta, una delle figlie di Fabrizio. Attratto dalla sua bellezza e dai soldi che il padre gli poteva offrire, Tancredi chiede la sua mano a Calogero, che acconsente con entusiasmo. Durante la loro permanenza, a Donnafugata si tiene il plebiscito, nel quale si domandava al popolo il consenso o la disapprovazione rispetto all’annessione della Sicilia al Regno d’Italia; plebiscito che in realtà viene manipolato dallo stesso sindaco che era favorevole per il si. Dal plebiscito falsato risulta che tutti i cittadini avevano votato acconsentendo all’annessione. Anche don Fabrizio vota in favore perché ritiene che non deve opporsi al nuovo regime, al cambiamento del mondo, anche se significa perdere il proprio potere e venire dimenticato.
Un giorno arriva a Donnafugata un funzionario piemontese, Chevalley di Monterzuolo, che offre a Fabrizio l’opportunità di diventare senatore del nuovo regime, incarico che il principe di Salina rifiuta, sentendosi ormai parte di un mondo vecchio e appartenente alla storia, quindi impossibilitato a prendere parte agli eventi del presente. Spiega inoltre che i siciliani ormai sono un popolo stanco, sempre in balia di un nuovo conquistatore e ormai rassegnati e disillusi verso un possibile cambiamento in meglio.
Da allora don Fabrizio vive rassegnatamente e malinconicamente, finché non lo coglie la morte in una stanza d’albergo mentre tornava da un viaggio a Napoli per ricevere cure mediche.

2 commenti:

  1. bello il riassunto complimenti

    RispondiElimina
  2. sono contenta che ti sia piaciuto!
    speriamo che piaccia anche al mio prof!

    RispondiElimina