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sabato 5 maggio 2012

RIASSUNTO CAPITOLO 11 - promessi sposi



Nel suo castello don Rodrigo aspetta impaziente il risultato del piano messo in atto la sera prima, ma quando i suoi bravi tornano con le mani vuote li accoglie con un sarcasmo irato e, per saperne di più, incarica il Griso e altri di mischiarsi tra la folla cercando di carpire maggiori informazioni riguardo ai fatti avvenuti durante la notte degli imbrogli.

Don Rodrigo però il giorno seguente non riesce a sopportare le ferite che le beffe del cugino gli infligge all’onore per la vincita della scommessa, ma ora non c’è in gioco solo l’onore di Rodrigo, ma dell’intera famiglia, così anche Attilio si impegna ad aiutare il cugino nel suo intento promettendogli di andare a parlare con il potente conte zio.

Il Griso intanto, che non ha nessuna difficoltà a raccogliere informazioni dalla gente del paese, essendo ancora in eccitazione per gli avvenimenti accaduti e amando fare pettegolezzi. Riesce a cogliere molte informazioni da quella pettegola di Perpetua, ancora arrabbiata per essere stata ingannata, da Gervasio e la moglie di Tonio e infine dai genitori di Menico, che non sanno tacere la destinazione dei fuggiaschi: il convento di Pescarenico; il Griso ha ricostruito tutti i fatti, va quindi dal suo capo a rivelglieli.

Alla fine del resoconto don Rodrigo affida al Griso un compito terribile: andare a Monza per sorvegliare le mosse di Lucia, luogo dove è ricercato e troppo lontano dal potere del capo che gli offre protezione. Il subordinato accetta malvolentieri con una minaccia: nel momento del bisogno il Griso non aiuterà don Rodrigo.

Si apre a questo punto una digressione che paragone il lavoro del narratore onnisciente di narrare le vicende di ogni personaggio della storia ad un bambino che possiede dei porcellini d’India, che continuano a scappare dalle loro casette, come i personaggi non stanno fermi ma continuano a muoversi, vivere, mutare.

La mattina dell’11 novembre Renzo si avvia a Milano combattuto tra pensieri omicidi però addolciti dal ricordo benevolo di Lucia che cambia il mondo in meglio. Dato un ultimo saluto al Resegone, si concentra sulla strana città, dalla gentilezza con cui un uomo glli dà le indicazioni per il convento di padre Bonaventura alle scie di farina che trova per terra insieme ad alcuni pani.

Si avvia verso il convento ma, non essendo presente padre Bonaventura, decide di scoprire cosa sta succedendo in città, dove c’è aria di rivolta.

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