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lunedì 15 ottobre 2012

INFERNO - III CANTO - riassunto e analisi


CANTO III

ANALISI E DESCRIZIONE

-          L’avvenimento principale è l’entrata nell’antinferno
-          Scritta al di sopra della porta si conclude così: “lasciate ogni speranza, voi che entrate”
-          Le parole sono scritte di colore scuro, ma oscuro è anche il loro significato
-          Esitazione di Dante davanti alla minacciosa scritta + incoraggiamento di Virgilio (lo prende addirittura per mano ed entrano insieme)
-          Viene sottolineato il rapporto affettivo di amicizia tra Dante e Virgilio
-          Prima sensazione è uditiva (senso principale nell’inferno perché non c’è la luce)
-          Virgilio lo rassicura dicendogli che sono giunti al luogo che gli aveva descritto prima, dove ci sono le persone che “hanno perso il ben de l’intelletto”, ovvero la capacità di percepire il reale tenendo a mente che siamo fatti da e per Dio
-          Ascoltando i sospiri (= segno di una mancanza), i lamenti, le grida Dante piange
-          Dante continua a fare domande sui primi personaggi che incontrano (ignavi)
-          Ignavi = coloro che nella vita non hanno mai preso una decisione, non hanno risposto a
                     nessuna chiamata, non hanno mai vissuto (vivere è decidere)
                  » non meritano né il bene né il male, quindi non meritano neanche attenzione
                  » prima tappa dell’inferno = luogo del nulla
                  » hanno una vita cieca perché senza direzione
                  » sono invidiosi di qualsiasi altra sorte = pena peggiore è non avere pena
                  » non sono mai vissuti perché vivere è decidere, non hanno avuto peso nella storia
                  » sono costretti a correre nudi dietro per l’eternità ad un’insegna vuota con il fastidio
                     di insetti schifosi e fastidiosi che li stimolano (mosche, vespe, vermi)
                  » visto che non hanno mai scelto sono costretti a seguire qualcosa, ma visto che
                     hanno scelto il nulla, questa insegna è vuota (contrappasso ha due aspetti insieme)
                  » ci sono anche gli angeli che non hanno scelto tra Dio e Lucifero
                  » il Paradiso li scaccia per non essere meno bello
                  » l’Inferno li scaccia cosicché gli altri dannati non si vantino di essere meno cattivi
-          Pena del contrappasso = pena costituita per analogia oppure per opposizione della colpa
                                           » vieni costretto per l’eternità a fare ciò che non si è fatto in vita
                                           » ottieni ciò che desideri per l’eternità ma senza Dio
-          La litote (= figura retorica che per negare qualcosa afferma) regna in questo canto per sottolineare che è il canto del nulla, della negazione di tutto, della non-vita
-          Nudità » quella nell’inferno è diversa alla nudità nei giardini dell’Eden, perché con malizia
                  » non vergogna ad essere nudi davanti a qualcuno con cui si ha un rapporto d’amore
                  » questa nudità indica l’essere indifeso, la debolezza, il non avere più risorse
-          Dante vede alcuni tra gli ignavi, ma non li nomina perché non ne sono degni
      » si sofferma su una figura di cui non esplicita il nome ma dà delle caratteristiche
      » “colui che fece per viltade il gran rifiuto” può essere o Ponzio Pilato, che è rimasto nella
         storia come colui che non prese una parte nel processo di Gesù, oppure Papa Celestino V
      » Celestino V si era ritirato dal papato (non era mai successo nella storia)
      » la colpa era anche di aver lasciato il posto al Papa che usurpò la Chiesa (Bonifacio VIII)
-          Dante prosegue e vede sulla riva di un fiume (Acheronte) una moltitudine di uomini che sono desiderosi di oltrepassarlo per andare nell’Inferno
-          Avendo ricevuto una risposta che sembrava secca, Dante si astiene dal chiedere di più finché non sarà Virgilio a rivolgergli ancora la parola (aveva paura di aver scocciato Virgilio con tutte le sue domande, ma era solo una sua impressione)
-          Arrivano alla riva dell’Acheronte dove Virgilio e Dante incontrano un nuovo personaggio
-          Caronte = personaggio mitologico incaricato di traghettare le anime dei morti all’inferno
                    » è presente anche nell’Eneide (Commedia riprende l’Eneide e la migliora come fa
                       il cristianesimo con le altre cose della vita)
                    » non è nell’inferno perché è una sua pena, è solo un personaggio mitologico
                    » ad ogni passaggio di livello c’è un agente di Satana (sempre mitologico) che
                       controlla che non avvengano passaggi non consentiti da una fascia all’altra
                    » è descritto per la prima volta nella divina commedia come vecchio ma vigoroso
                    » è turbato che ci sia un’anima viva lì, ma si zittisce alle parole di Virgilio
                    » preannuncia che Dante debba andare in purgatorio (si va per un fiume anche lì)
-          Bestemmiatori » coloro che sono vissuti e morti nell’ira verso Dio, i genitori, l’uomo
                              » non hanno timor di Dio = possibilità di averLo present in tutto ciò che si fa
                              » maledicono Dio, il momento della loro nascita e tutto il genere umano
                              » la giustizia prevale sul timore di andare all’inferno, vogliono entrarci
-          A questo punto Virgilio si ricorda della domanda di Dante e la soddisfa (diventa maestro cortese ) » conferma che le domande non lo scocciano mai, perché segno di purezza
-          Alla fine del canto c’è un terremoto che scuote il terreno, e Dante sviene
-          All’inizio Dante non descrive mai il passaggio da una fascia ad un’altra per mantenere un’aurea di mistero e farci percepire la grandezza del viaggio che è indescrivibile
-          Poi negli anni capisce che è meglio descrivere per dare notazione realistica

SIMILITUDINI

-          verso 112 » bestemmiatori che si buttano nella barca di Caronte sono paragonati alle foglie
                       » viene ripresa anche da Ungaretti (uomo = foglie d’autunno)
                       » Dante riprende a sua volta l’Eneide con questa similitudine
                       » sottolinea la numerosità dei dannati e il modo disordinato con cui si buttano
-          verso 117 » Caronte chiamava le anime come il cacciatore richiama gli uccelli
                      » Dante amava molto la caccia
                      » Caronte visto come “trappola” per i dannati che pensano di volere l’inferno
-          verso 136 » Dante cade svenuto come uno avvinto dal sonno
                       » sonno per Dante ha un valore più ampio (anche torpore della mente)

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