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martedì 1 gennaio 2013

ODISSEA - riassunto libro I


LIBRO I

RIASSUNTO

Come tutti i poemi epici vogliono, anche l’Odissea si apre con il proemio, ovvero l’invocazione alla Musa Calliope di aiutare il narratore/autore a ricordare la storia che si andrà narrando, insieme alla presentazione delle tematiche principali che durante lo svolgersi del racconto si approfondiranno e confermeranno. La parola con cui inizia il poema è “uomo”: si distanzia quindi dall’Iliade, la cui tematica principale era l’ira umana che genera la guerra. questo è il poema dell’uomo nella sua completezza di cuore e ragione, ovvero l’eroe, Odisseo. Questo viene trattenuto sull’isola Ogigia dalla ninfa Calipso che, innamorata di lui, lo costringe a rimanere nella sua grotta per sette anni. Atena, accortasi del dolore dell’eroe, convoca un consiglio degli dei mentre Poseidone, avverso ad Ulisse che gli aveva accecato il figlio Polifemo, non si trova sull’Olimpo. Convince quindi Zeus ad inviare Hermes dall’eroe mentre lei si reca a confortare Telemaco, ormai senza più speranze riguardo al ritorno del padre Ulisse nella patria Itaca. Dopo averlo accolto, durante il banchetto i due iniziano a parlare e, dopo le presentazioni da parte di Mente e la spiegazione della situazione nel castello da parte del giovane, il re dei Tafi dà a Telemaco dei consigli su come scacciare i pretendenti della madre Penelope. Innanzi tutto lo rassicura con la predizione che il padre sia ancora vivo e che ritornerà in patria, poi lo incoraggia a denunciare l’atteggiamento inaccettabile dei Proci nell’assemblea degli itacesi che avrebbe dovuto riunire il giorno seguente. Intanto, se la madre decidesse di sposarsi, lo esorta a mandarla sotto la protezione del padre di lei, Icaro. Poi, armata una potente nave, avrebbe dovuto compiere un viaggio prima perso Pilo, da Nestore, poi dall’Acheo Menelao, a Sparta, per cercare notizie del padre. Nel caso in cui venisse a sapere che è ancora in vita, gli consiglia di aspettare ancora un anno, sebbene stremato dall’attesa; se è morto invece, che ritorni in patria per erigere un tumulo al padre e dare un marito alla madre, ma soprattutto che uccida i Proci, con l’inganno o a viso aperto (sono queste infatti le modalità di duello descritte nei pomi omerici utilizzate dagli eroi). Mente quindi offre al ragazzo un esempio da seguire, quello dell’illustre Oreste, figlio di Agamennone, che uccise la madre Clitemnestra poiché aveva a sua volta ucciso il marito dopo averlo tradito con Egisto, Achille infatti voleva vendicarsi uccidendo l’amante di lei. Alla fine del discorso Atena infonde coraggio e vigore nel cuore di Telemaco, poi svanisce. È proprio questo a far sospettare al giovane la verità su quell’incontro, ma solo ripensando nel talamo la sera confermerà l’ipotesi sulla vera identità divina di Mente. Telemaco quindi invita la madre a ritornare nelle sue stanze e ai suoi lavori, poiché era scesa nella sala per il banchetto, dove l’aedo  Femio aveva iniziato a cantare dei dolorosi viaggi di ritorno dei Troiani dalla battaglia. Il racconto udito nelle stanze superiori l’aveva commossa e incitata a chiedere di cessare il canto, ma dopo sagge parole del figlio, acconsente al suo volere, stupita del suo improvviso cambiamento. Questo sospetto di diversità insinuato nel lettore con questo piccolo episodio, si riconferma subito con un grande avvenimento: l’annuncio da parte dell’ormai adulto Telemaco di riunire l’assemblea dove avrebbe denunciato il comportamento dei Proci e li avrebbe invitati a lasciare la sua casa, proprio davanti a loro stessi. Dopo una discussione aspra, Telemaco si distende sul suo talamo, ma non dormirà quella notte, perché sarà intento a progettare il viaggio che gli dei vogliono per lui.

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