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domenica 3 novembre 2013

SANT'AGOSTINO

SANT’AGOSTINO
VITA

-    Aurelio Agostino nacque nel 354 a Tagaste, cittadina della Numidia, in Africa
-    Il padre Patrizio era un piccolo proprietario terriero, legato al paganesimo
-    La madre Monica era una fervente cristiana
-    370/371 » si reca a Cartagine per compiere gli studi di retorica
   » la sua formazione culturale si realizza sulla base degli autori latini e nella lingua latina
-    373 » a diciannove anni abbraccia il Manicheismo, che gli offre una dottrina di salvezza a livello razionale
» religione eretica fondata da Mani nel III secolo
» implica razionalismo, materialismo, dualismo nella concezione del bene e del male
-    374 » insegna nella scuole di Tagaste
-    375/383 » insegna nella scuole di Cartagine e si distacca dal Manicheismo per abbracciare lo scetticismo
 » lo scetticismo sostiene che l’uomo deve dubitare di ogni cosa perché non si può avere
    conoscenze certe su nessuna cosa » non seguì a lungo neanche questa dottrina
-    384 » si trasferisce a Roma per la turbolenza degli alunni cartaginesi
» passa a Milano dove detiene la carica di professore ufficiale di retorica della città
» a Milano conosce il vescovo Ambrogio da cui apprese il modo corretto di affrontare la Bibbia
» la lettura dei libri neoplatonici gli rivelarono la realtà dell’immateriale, non del materiale
» la lettura di San Paolo gli fece conoscere il senso della fede, della grazia, del peccato
-    Inizia la sua conversione che culmina nella decisione di prendere il battesimo da Ambrogio a Milano
-    Gli ultimi anni di vita li dedica alla battaglia contro gli eretici
-    Opere importanti » la Trinità
 » la Città di Dio

 » le Confessioni

VERITA’ E ILLUMINAZIONE

-    Confutazione dello scetticismo
» il dubbio scettico che non esiste nessuna verità, rovescia se stesso
» nel momento stesso in cui pretende di negare la verità, la riafferma: se dubito, proprio per poter dubitare,
   esisto, e sono certo di pensare (si fallor, sum » anticipa il cartesiano cogito, ergo sum)
» dicendo che non esiste nessuna verità in realtà gli scettici si contraddicono in termini logici
» riprende il principio di non contraddizione e il sistema dialettico che Zenone usò per confutare i pluralisti
» qui è evidente come Agostino concepisce la ragione in stretto rapporto con la fede
» gli scettici affermano in realtà due verità: la verità del concetto di cui sono convinti (cioè che non esiste
   nessuna verità) e che esistono (perché, dato che pensano, si ha la certezza che essi sono)
-    Processo conoscitivo: la sensazione
» la sensazione è il primo gradino della conoscenza » infatti l’anima mostra la sua autonomia rispetto alle  
   cose corporee perché con la ragione le giudica sulla base di criteri superiori rispetto agli oggetti corporei
» la sensazione, come aveva già detto Plotino, non è un’affezione che l’anima subisce: nella sensazione il
   corpo è passivo ma l’anima è attiva » la memoria è lo strumento per andare oltre le sensazioni
» questi criteri sono immutabili, perfetti, eterni mentre gli oggetti sono mutevoli, corruttibili
» l’uomo arriva a delle verità chiedendosene l’origine: da dove derivano all’anima questi criteri di
   conoscenza superiori agli oggetti stessi? Cos’è la verità? Come l’uomo arriva alla verità?
-    La verità è misura di tutte le cose: criterio per stabilire la verità
» esistono criteri per cui stabilire la verità: l’uomo è in grado di giudicare la realtà in base a criteri che
   sono immutabili (es: criterio della bellezza), criteri che superano le realtà stesse
» es: quando io giudico una persona bella lo faccio secondo dei criteri immutabili, se sono superiori alla
   stessa persona, perché un giorno la sua bellezza sfiorirà, mentre l’idea di bellezza è eterna
» i criteri non provengono dalla nostra anima perché è mutevole » al di sopra della nostra mente vi è un
   criterio o una Legge che si chiama Verità » esiste una natura immutabile, superiore all’anima umana
» i criteri della verità sono oggettivi perché hanno origine in comune, ma l’anima è unica ed irripetibile
» la verità poi, essendo in relazione con ciascun uomo, assume contesti diversi, cambia la relazione in cui
      la verità si rivela e in cui viene percepita perché le anime sono diverse, uniche, ma non cambia il criterio
» l’intelletto umano giudica grazie ad essa ma è da essa giudicato
» la verità è costituita dalle Idee (supreme realtà intellegibili, le ragioni incorporali di Platone)
» le Idee sono il parametro secondo cui è costituita ogni cosa
-    Differenze con la dottrina platonica
» la dottrina di Agostino non traduce Platone in senso cristiano, quello che propone è un nuovo metodo
   filosofico che, per essere chiaro e farsi capire, usa immagini già note
» interpreta le Idee come pensieri di Dio
» respinge la dottrina della reminescenza perché include la reincarnazione e la trasformando nella dottrina
   dell’illuminazione che si pone nel contesto del creazionismo, base della filosofia di Agostino
-    Teoria dell’illuminazione
» l’illuminazione sostituisce l’anamnesi
» riprende la similitudine della luce da Plotino coniugata al valore che ne dà le Sacre Scritture
» Dio è puro Essere e con la creazione partecipa l’essere alle altre cose del mondo
» in quanto essere supremo, creando le cose, partecipa loro l’essere a differenti gradi di scala gerarchica
» in quanto Dio è Verità, partecipa alla mente umana la capacità di conoscere la Verità
» Dio come Essere ci crea, come Verità ci illumina, come Amore ci attira e ci dona la pace
» solo l’anima santa e pura è disponibile ad accogliere con la sua ragione la conoscenza delle Idee
» ripresa dell’antico tema della purificazione come unica condizione di accesso al Vero
» i criteri sono dati da Dio attraverso l’illuminazione, con cui permette all’uomo la conoscenza, ma
   l’uomo non li possiede completamente perché si contrappongono alla natura mutabile dell’uomo
» Dio partecipa sé all’uomo, lasciando in lui un’impronta di cui l’uomo prende coscienza con la memoria
» se l’uomo avesse la verità assoluta non sbaglierebbe mai, invece è corrotto dal peccato originale

LA CONCEZIONE DI DIO

-    Attributi di Dio
» Essere, Verità, Bene/Amore » sono attributi coincidenti con l’essenza stessa di Dio
1.      è Essere Supremo perché con la creazione partecipa il suo essere alla realtà creata
» spiega che è Essere congiungendo l’ontologia greca con la rivelazione biblica: i Greci affermavano
             che Dio è l’essere supremo (la sostanza prima); nella Bibbia Dio dice di sé “Io sono colui che è”
2.      la Verità suprema coincide con Dio quindi quando l’uomo raggiunge la verità raggiunge anche Dio
             » la dimostrazione della certezza e della Verità coincide con la dimostrazione dell’esistenza di Dio
3.      è Bene perché Dio è tutto ciò che c’è di positivo e di buono che si riscontra nella realtà
   » una definizione esauriente della natura di Dio è impossibile per l’uomo » più facile sapere cosa non è
» “Quando si tratta di Dio, il pensiero è più vero della parola e la realtà di Dio più vera del pensiero”
-    Prove dell’esistenza di Dio
» prima » nota ai Greci » fa leva sui caratteri di perfezione del mondo per cui risale al suo artefice
» seconda » consensus gentilium il potere del verbo di Dio è così potente che non può essere nascosto
                    totalmente alla creatura razionale, con l’eccezione degli uomini la cui natura è corrotta
   » dimostra Dio per fruirne (frui Deo) e per amarlo, per riempire il vuoto del suo cuore, per essere felice
» non dimostra Dio con intenti intellettuali con il fine di spiegare il cosmo come Aristotele
» la vera felicità è solo nell’altra vita e non è possibile in questa (contrariamente alla dottrina di Plotino)
» su questa terra però possiamo avere una pallida immagine di questa felicità
» per amare Dio si devono amare le cose sulla terra che, nella loro bellezza, rimandano a Dio
-    La trinità
» Dio è essenzialmente Trinità nel concetto dell’identità sostanziale delle tre Persone
» Padre, Figlio e Spirito Santo hanno stessa sostanza e non sono gerarchicamente distinguibili
» Dio è sia Padre, sia Figlio, sia Spirito Santo » sono inseparabili nell’Essere e nella loro opera
» la distinzione è operata sul concetto di relazione: ciascuna delle tre Persone è distinta dalle altre ma non
   ontologicamente diversa (il Padre ha il Figlio, ma non è il figlio, il Figlio ha il Padre ma non è il Padre…)
» gli accidenti sono attributi mutevoli, il tipo di relazione che distingue le tre Persone è nella dimensione
   dell’eternità quindi non è mutevole
» scopre nel creato analogie triadiche: nelle cose, nell’anima, che diventano immagine della Trinità divina
» es: l’anima umana è immagine della Trinità perché è una-e-trina, in quanto è mente, conoscenza e amore
   (infatti conosce sé e ama sé) e, quando sono perfette, coincidono

DOTTRINA CREAZIONISTICA

-    Il problema degli antichi: la derivazione del molteplice dall’Uno
» perché e come dall’Uno, dalle realtà originarie, sono derivati molti, come mostra la pluralità della realtà?
» perché e come dall’Essere immutabile e che non può non essere è nato anche il divenire, che implica il
   passaggio da essere a non essere e viceversa?
» Platone avanzò le ipotesi più vicine al creazionismo introducendo il Demiurgo ed il mondo delle Idee
» l’attività del Demiurgo si riduceva però ad un’opera di fabbricazione, non di creazione, perché suppone
   come preesistente ed indipendente la materia (chòra) ed il modello su cui è stata plasmata (Idee)
» Plotino fa derivare le Idee e la stessa materia dall’Uno per emanazione non è una creazione dal nulla
-    La creazione è ex nihilo
» per Agostino la soluzione creazionistica è una verità di fede e nello stesso tempo di ragione
» la creazione delle cose è dal nulla (ex nihilo), né dalla sostanza di Dio, né da qualcosa di preesistente
» una realtà può derivare da un’altra in tre modi
  1. per generazione
» quando deriva dalla sostanza stessa del generante (come i figli dal padre e la madre)
» così si costituisce qualcosa di identico al generante » modo con cui è concepita la Trinità
» Dio genera dalla propria sostanza il Figlio, che è identico al Padre
» spiega perché nel credo cattolico si dica “generato e non creato dalla stessa sostanza del Padre”
  1. per fabbricazione
» ciò che viene fabbricato deriva da qualcosa di preesistente al di fuori del fabbricante
» questa è l’opera dell’uomo nel mondo, che modifica a seconda delle sue necessità
» implica sia l’aggregazione della materia in una materia nuova, sia la sua modificazione
  1. per una creazione dal nulla assoluto
» cioè né da una propria sostanza, né da una sostanza esterna » è il venire all’essere dal non essere
» è l’opera che Dio compì creando il cosmo » l’uomo sa generare e fabbricare, ma non creare
» la creazione è un gratuito dono divino, dovuto alla libera volontà e bontà di Dio, alla sua potenza
» solo Dio fa essere ciò che è, perché se non lo facesse Lui non potrebbe essere
» è un’elargizione dall’essere » è un atto libero e gratuito dovuto alla sua potenza
» nega la teoria antica derivata da Parmenide che “dal non essere non si può generare l’essere”
» cambio di prospettiva nei confronti della realtà » se mondo è stato voluto e creato allora è positivo

IL TEMPO

-    Il tempo è creazione di Dio
» Dio, creando dal nulla il mondo, insieme con esso, ha creato anche il tempo
» il tempo è strutturalmente connesso con il movimento, e non c’è movimento prima del mondo
» Platone aveva anticipato questa tesi nel Timeo, Agostino la riprende fondandola e spiegandola
» prima del mondo non c’era un “prima” temporale, perché non c’era il tempo, c’era un infinito presente
   atemporale senza scorrimento né scansione di “prima ” e “dopo”
» per questo porre la domanda “che cosa faceva Dio prima della creazione?” non ha senso, è arazionale
   perché applica a Dio una categoria che vale solo per la creatura » errore strutturale
» questa domanda si potrebbe prenderla con ironia, ma non è la strada scelta da Agostino
» non si può parlare di un “prima” avanti che il tempo fosse creato e di un “dopo” al termine della sua
   esistenza, perché il tempo finirà quando finirà il mondo » nella dimensione dell’eterno non c’è un prima
» Dio non faceva nulla, perché l’azione di Dio presuppone la creazione
» che cos’è il tempo? Dice: “se non me lo chiedono lo so, se me lo chiedono non lo so più”
-    Fugacità del presente
» il tempo implica passato, presente, futuro » se nulla passa non c’è il tempo, se nulla esiste non c’è il presente
» il passato non è più e il futuro non è ancora, il presente è un continuare cessare di essere, un tendere
   continuamente al non essere perché nell’istante in cui ne prendi coscienza, questo è già passato
» eternità = continuo presente » l’uomo non può afferrare il presente
» il presente è una cosa che non c’è, che sfugge » non ha consistenza ontologica perché tende al non essere
-    Il tempo sta nell’anima
» il tempo esiste nell’anima dell’uomo in cui si mantengono presenti il passato, il presente, il futuro
» il tempo non sta nel movimento e nelle cose ma nell’anima umana » non esiste di per sé, ma nell’anima
» movimento = passaggio da atto a potenza, quindi è proprio dell’anima, non della realtà
» l’anima è misura del tempo (ripresa di Aristotele)
» il tempo è un’estensione dell’anima perché è la modalità con cui l’anima misura il creato e perché le fa
   percorrere il passato, il presente ed il futuro nella memoria, intuizione e attesa
» il tempo scientifico è come una collana di perle, quello di Agostino è come un gomitolo di lana
» questo perché il tempo è strutturalmente legato alla memoria (passato), all’intuizione (presente) e
   all’attesa (futuro) » nella memoria si fa presente il passato, nell’attesa si fa presente il futuro
» il tempo è l’immagine dell’eternità, che è invece un eterno presente
» il passato è memoria di immagini, il futuro è un’attesa a partire da immagini su di noi, il presente
   è un’intuizione, una tensione a cogliere l’immagine di sé
» il tempo è soggettivo, non oggettivo, non esiste di per sé, ma è legato all’esistenza dell’uomo
-    La memoria
» nelle Confessioni Agostino compie un’indagine sul presente usando l’unico strumento della memoria
» capisco chi sono io prendendo coscienza di quello che sono stato » primo passo per arrivare a Dio
» lo stesso cristianesimo si basa sulla memoria di un fatto storico che si mostra nel presente
» il lavoro della memoria non può essere compiuto solamente dall’anima dell’uomo perché l’anima da sé
   non basta, non è un’introspezione psicologica, ma è una presa di coscienza sostenuta da Dio
» la memoria è un contenitore di immagini » conoscersi è fare memoria di sé, cioè far presenti a sé delle
   Immagini di sé » essere presenti a sé è ricostruire la propria identità, avere le immagini di sé
» non posso capire chi sono se non ho presente me stesso » chi sono ora è il frutto di quello che sono stato
» tutti gli uomini hanno la potenzialità di fare questo percorso, ma solo chi si interroga lo fa
» l’anima, facendo questo percorso, scopre che la risposta sulla sua origine non è in se stessa ma in chi l’ha
   creata, perché scopre in sé delle verità immutabili che non sono proprie della natura corruttibile
   dell’uomo » devono avere origine in un altro, che Agostino chiama Gesù Cristo

LE IDEE E LE RAGIONI SEMINALI

-    Le Idee sono il pensiero ed il Verbo di Dio
» le Idee hanno un ruolo essenziale nella creazione, non intese come paradigmi assoluti al di fuori e al di
   sopra della mente del Demiurgo come per Platone
» Dio ha creato il mondo secondo ragione quindi ha creato le cose secondo il modello del suo pensiero
» le Idee sono i pensieri-modello di Dio, perciò sono la vera realtà, eterne ed immutabili
-    Utilizzo della teoria delle ragioni seminali
» se Dio crea tutta la realtà simultaneamente, allora come si generano le cose? Come si spiega il divenire?
» riprende la dottrina stoica rielaborandola nella chiave metafisica introdotta da Plotino
» la creazione del mondo avviene in maniera simultanea, ma non crea la totalità delle cose possibili come
   già attuate, infatti immette nel creato i semi di tutte le possibilità di attuazione della realtà
» nel corso del tempo questi germi si sviluppano e si perfezionano con il concorso di varie circostanze
» l’evoluzione, il realizzarsi delle ragioni seminali sono il prolungamento dell’azione creatrice di Dio
» se al momento della creazione aveva già piantato i semi, significa che Dio ha sempre avuto un disegno
   sulla realtà un progetto » per attuarsi, il disegno di Dio ha bisogno della libertà dell’uomo
» se Dio non avesse creato tutto simultaneamente dovrebbe continuamente sostenere il già creato
» pur avendo creato tutto simultaneamente, non significa che abbandona, si disinteressa del creato
» problema del protestantesimo: la predestinazione di Dio mette in dubbio la libertà degli uomini?
» per il cristianesimo Dio non ordina che le cose si svolgano in un certo modo, ma attua il suo disegno
   grazie alla collaborazione con gli uomini, con le loro opere, con la loro libertà, pur essendo onnipotente

L’UOMO

-    L’uomo è animale razionale, al vertice del mondo sensibile
» l’anima dell’uomo è immagine di Dio-Trinità ed è immortale
» prove dell’immortalità dell’anima sono in parte desunte da Platone, in parte approfondimenti di Agostino
1.      prova che fa leva sull’autocoscienza da cui deduce la sua semplicità e quindi incorruttibilità
2.      prova che fa leva sulla presenza della Verità eterna nell’anima, da cui l’anima stessa è immortale
» rimane incerto sul problema del modo in cui le anime si generano: se Dio crea ciascuna anima
   direttamente oppure le abbia create tutte in Adamo ed Eva, e poi trasmettendosi con la generazione
» soluzione traducianistica: l’anima individuale non è creata singolarmente da Dio ma è trasmessa dai
   genitori ai figli all’atto del concepimento » così spiega la trasmissione del peccato originale
-    L’uomo ha una struttura triadica
» ciò che costituisce fisicamente l’uomo è la sua struttura, che è a immagine e somiglianza di Dio
» per definire l’uomo si avvale comunque di forme greche, in particolare la genesi socratica
» secondo la genesi socratica l’uomo è un’anima che si serve del corpo » più importanza all’anima
» il concetto di anima e di corpo assumono però un nuovo significato, conseguente al concetto di creazione
» il corpo è più importante di un “vano simulacro”, come lo definiva Plotino, vergognandosene
» l’uomo è anima e corpo, la prima più importante, il secondo non è carcere e tomba dell’anima, come
   affermavano i filosofi a lui precedenti » per la prima volta anche il corpo acquista una sua dignità
» l’uomo interiore è l’immagine di Dio e della Trinità
» l’io, nella misura in cui riflette le tre persone della Trinità e la loro unità, diventa persona
» l’anima umana presa coma attività si divide in
1.      memoria = essere perché è presenza
2.      intelligenza = coglie il senso del passato ed ha la capacità di percepire che l’uomo è retto da un Altro
3.      volontà = ciò che permette che l’uomo ricerchi questo Altro
» l’anima umana presa staticamente si divide in
1.      essere (a cui corrisponde la memoria)
2.      conoscenza (a cui corrisponde l’intelligenza)
3.      amore (a cui corrisponde la volontà)
» queste tre funzioni dell’anima sono distinte ma non separate, coesistono
» il fondamento dell’uomo è un Altro » nel lavoro della coscienza di sé attraverso la memoria
» l’anima e la coscienza sono due sinonimi per Agostino = presenza dell’uomo a sé, coscienza di essere
-    Come l’uomo arriva a Dio?
» schema del percorso » dall’esteriorità delle cose all’interiorità dell’animo umano » dalla verità
   che è presente nell’animo al Principio di ogni verità, che è Dio
» Dio si trova scavando nell’anima, non indagando il mondo
» conoscenza dell’uomo e conoscenza di Dio Uno-Trino si illuminano a vicenda e si realizzano nel metodo
   proposto da Agostino: conoscere Dio e la propria anima, Dio attraverso l’anima, l’anima attraverso Dio
» punto di partenza = presa di coscienza della lacerazione interiore, della contraddittorietà del suo volere
» indagando la propria natura l’uomo scopre che la sua coscienza è limitata quindi il fondamento di sé deve
   essere in qualcosa d’Altro che è più grande di lui, in qualcosa d’Altro da sé
» la verità dell’uomo no sta nell’uomo » l’uomo scopre in sé delle verità immutabili che non possono
   essere generate dalla sua natura mutevole » si deve trascendere se stessi andando all’origine della propria
   ragione che è ciò da cui proviene il lume che la illumina (riprende la metafora di Plotino)
» contraddizione = la memoria è illimitata mentre l’uomo è limitato, non riesce a coglierne l’origine
» per trovare l’origine di ciò che in me è illimitato devo trascendere la potenza della memoria
   all’uomo, incapace con le sue sole forze di arrivare all’origine di se stesso perché limitato
» tanto più l’uomo segue la sua natura, tanto più percorre la strada verso Dio
» l’uomo quindi scopre la verità non da una riflessione sull’uomo in generale, ma su di sé
» il fondamento di me però è incontrabile perché si è mostrato storicamente, è venuto incontro
» a questo punto la domanda “chi sono io?” diventa “chi è Dio?” » problema è conoscitivo, non morale
» la verità è un rapporto, quello con Dio (non è assoluta, nel suo senso etimologico di “sciolta da legami”)
» non finisce il desiderio di conoscere, ma lo rilancia » la ricerca di una verità ultima non si esaurisce mai
-    Scoperta della persona
   » il vero grande problema non è il cosmo ma è l’uomo » inizia la metafisica dell’interiorità
» il vero mistero non è il mondo ma l’uomo, dirà infatti “io non comprendo tutto quello che sono”
» non pone il problema dell’uomo in generale, ma il problema dell’io, cioè l’uomo come individuo
   irripetibile, come persona, come singolo » diventa protagonista della sua filosofia, osservante e osservato
» Agostino riprende da Plotino la necessità di ritirarci dalle cose esteriori in noi stessi per trovare la verità
» parla però dell’uomo in astratto, in generale, spoglia l’anima della sua individualità
» Agostino invece parla di sé, mette a nudo il suo animo, scopre l’io
» l’io per la mentalità greca è un dato così immediato della coscienza che non diventa oggetto di riflessione
» la scoperta dell’io come persona deriva dal confrontarsi della volontà umana con la volontà divina

IL MALE

-    Importanza biografica di questo problema
» il manicheismo ne dà una risposta risolutiva e semplicistica che non lo soddisfa pienamente
» è per lui un dramma, che ha turbato la sua infanzia e adolescenza fino all’incontro con Ambrogio
» con il cristianesimo il male assume un altro significato
-    Il male è privazione di essere » risposta ai manichei
» se tutto proviene da Dio, che è Bene, e ciò che crea è solo bene, da dove proviene il male?
» chiave per rispondere ripresa in Plotino: il male non è una sostanza o un essere, ma è privazione di
   essere, non ha un suo statuto ontologico , non è un’entità
» Agostino compie uno studio sui mali che affliggono il mondo e lo concepisce in tre modi diversi
1.      punto di vista metafisico-ontologico
» nel cosmo non esiste il male ma esistono solo gradi inferiori di essere rispetto a Dio dipendenti  
   dalla differente finitudine delle cose create  » gradi inferiori fanno parte di un complesso armonico
» nell’ottica dell’universo, ciò che appare un difetto, e che potrebbe parere un male, scompare
» non tutto possiede lo stesso essere » l’uomo è al vertice della scala della creazione per la sua anima
» quando noi giudichiamo le cose come un male, è perché lo misuriamo con il metro della nostra
   utilità e del nostro vantaggio contingente (es: esistenza delle zanzare è inutile e fastidiosa)
» misurata con il metro dell’intero, ogni cosa ha senso e una ragione di esistere, è quindi positiva
» la materia è male perché è la più lontana dal bene (ripresa di Plotino) » il creato non è tutto sullo
   stesso piano ma c’è una scala gerarchica, in cima c’è l’Essere-Dio, poi gli angeli ecc…
2.      punto di vista morale
» male morale è il peccato, dipende dalla nostra cattiva volontà, non è causa efficiente, ma deficiente
» la natura dell’uomo tende a Dio (riprende il ritorno all’Uno di Plotino) perché fatto a sua immagine,
   la sua volontà è debole per la malattia del peccato originale che modifica la sua capacità di agire
» se la volontà fosse salda non ci sarebbe una spaccatura tra la natura dell’uomo, il suo desiderio e la
   sua azione, la sua volontà » la condizione che permette questa spaccatura è la libertà
» la volontà per sua natura dovrebbe tendere al Bene Sommo, ma dato che esistono molti beni creati
   e finiti, la volontà può tendere a questi, accontentandosene, preferendo la creatura a Dio
» peccato è preferire beni inferiori a quelli superiori » la mela di Adamo ed Eva è simbolo del finito
» il peccato è andare contro la propria natura che ci spinge a ritornare verso il nostro creatore
» la libertà donata agli uomini da Dio è un bene, ma dall’utilizzo malvagio della quale nasce il male
» il male deriva dal fatto che non c’è un unico bene e consiste in una scorretta scelta fra questi
» il male morale è una aversio a Deo (volgere le spalle a Dio) e una conversio ad creaturam
   (rivolgersi alla creatura, che è finita), quindi la scelta di un essere inferiore rispetto all’essere
   supremo » il male è l’amore di sé (superbia), il bene è l’amore di Dio
» si può andare verso Dio, è una scelta che deve fare (è semplice, lineare, ma non facile, scontata)
» per andare verso Dio c’è bisogno di una doppia volontà: voler Dio e voler volere andare a Dio
» l’unica medicina che aiuta gli sforzi finiti dell’uomo è la grazia di Dio, la sua misericordia
» nega l’intellettualismo etico per cui se conosco il bene lo faccio necessariamente » la morale non è
   unicamente un problema di conoscenza perché la volontà è una facoltà autonoma dalla ragione
» la spaccatura della volontà costituisce un paradosso interno all’uomo: l’anima fa fatica ad essere se
   stessa, che si esprime nelle parole di San Paolo “desidero il bene ma finisco per fare il male”
» non esiste una volontà buona ed una cattiva, ma semplicemente non sono in linea
3.      punto di vista fisico
» il male fisico (malattie, sofferenza) è conseguenza del peccato originale, del male morale
» nella storia della salvezza ha però significato positivo (Dio si è fatto crocifiggere per salvarci)

LA VOLONTA’, LIBERTA’, GRAZIA

-    La scoperta della volontà
» per la filosofia greca la volontà non è una forza che determina autonomamente la vita ma una funzione
   legata all’intelletto, che indica la meta da raggiungere
» con Agostino per la prima volta nella storia della filosofia, la volontà si impone alla riflessione
» rovescia l’antropologia dei greci e supera l’intellettualismo morale
» viene introdotto questo concetto perché è nuova l’aspirazione ad una ricerca infinita: i predecessori
   hanno sempre tentato di trovare una risposta che esaurisse la ricerca della verità in essa
» la volontà è il desiderio che fa muovere la ricerca di verità (simile all’eros di Platone, in cui si distingue
   perché l’amore platonico aspira ad un futuro ed un mondo ideale, la volontà alla realtà presente)
» la volontà si rivolge al presente perché è ciò che la fonda
» la volontà è caratterizzata da amore, che la spinge, e dalla libertà, che la permette
» la volontà fondata su quella di Dio, dipende da Dio che l’ha voluta e permessa liberamente
» la proposta di Agostino si distanzia da Plotino nell’affermare che Dio ha voluto liberamente creare
» è il primo che prende sul serio i conflitti interni all’anima dell’uomo, che diventano oggetto di riflessione
» “Ero io che volevo, io che non volevo: ero proprio io che né volevo pienamente né rifiutavo pienamente”
-    La libertà è propria della volontà, non della ragione
» si risolve così il paradosso socratico secondo cui è impossibile conoscere il bene e fare il male
» la ragione può conoscere il bene e la volontà può respingerlo
» la volontà è una facoltà autonoma, differente dalla ragione e così la libertà che dipende dalla volontà
» la ragione conosce, la volontà sceglie, e può scegliere anche l’irrazionale » si spiega l’aversio a Deo
» il pensiero si discosta da Platone, che concepiva l’anima concupiscibile dipendente dalla ragione
-    Il peccato originale
» fu un peccato di superbia, avvenuto prima della deviazione della volontà
» il peccato originale è stato permesso dall’esistenza della possibilità di scegliere il male
» l’uomo può addirittura avere coscienza che compie il male, e farlo lo stesso
» l’arbitrio della volontà è davvero libero quando non fa il male, perché è la sua condizione naturale
» dopo il peccato originale la volontà si è corrotta ed è diventata bisognosa della grazia divina, che salva
» per questo l’uomo non può essere autarchico, come invece affermava la filosofia ellenistica, l’uomo non
   può bastare a se stesso, perché quando cerca di vivere avvalendosi solo delle proprie forze, pecca
» l’uomo si libera dal male con il potere di credere nella grazia di chi lo salva e scegliendo questa grazia
» nega il pelagianesimo per cui il peccato originale è solo una cattiva inclinazione e non determina
      l’azione umana, quindi se ci si sforza di seguire la propria natura è possibile liberarsene; inoltre
     dice che l’uomo non sbaglia per una volontà fragile, ma perché ha seguito esempi cattivi


LA CITTA’ CELESTE E LA CITTA’ TERRENA

-    Il libro
» viene scritto da Agostino con l’intento  di rispondere a coloro che vedevano nel cristianesimo l’origine
   della distruzione di Carlo Magno, del crollo di Roma
» riprende il tema della grazia in ambito della politica affermando che ci sono due modi di vivere
1.      secondo la carne
2.      secondo lo spirito, la persona
» è un’opera di filosofia della storia, infatti Agostino vede nella storia il compiersi di un senso
-    I due amori che generano le due Città
» Città celeste = l’insieme degli uomini che vivono per Dio
» Città terrestre = l’insieme di coloro che vivono secondo
» non è un luogo, non esistono materialmente, ma una modalità, non corrispondono ad un’identificazione
   della carne o dello spirito, ma sono due possibilità di vita contrapposte proprie dell’uomo
» nel corso della storia, fin dalla sua origine, la lotta tra le due città è una costante
» l’amore di sé portato fino al disprezzo di Dio generò la Città terrena con Caino e Abele (simboli 2 città)
» le città corrispondono nel cielo tra le schiere degli angeli ribelli e di coloro che rimasero fedeli a Dio
» sulla terra il cittadino della Città terrena sembra essere il dominatore » destinato alla dannazione
» il cittadino della Città celeste è come un pellegrino, la sua casa è nei cieli » destinato alla salvezza
» questa teoria dominerà incontrastata per tutto il Medioevo fino al Mille (la Città terrena veniva
   identificata con le forze che seminavano morte e saccheggi)
» con la nascita del Sacro Romano impero la città terrestre non aveva più un’entità in cui identificarsi
   perché l’Impero appariva come il corpo materiale della Città divina
» si origina una sola Città con aspetti insieme terrestri e celesti, sacri e profani
» posso sapere a che città appartengo interrogando me stesso, decidendo dove voglio vivere (cioè come)
-    Giudizio finale e resurrezione
» la storia acquista un senso: ha principio con la creazione, termine con la fine del mondo
» il dominio completo della Città di Dio avverrà solamente nel giorno del Giudizio
» ha tre momenti essenziali intermedi:
1.      il peccato originale e le sue conseguenze
2.      l’attesa della venuta del Salvatore
3.      l’incarnazione e la passione del Figlio con la costituzione della Chiesa
» Agostino insiste molto sulla resurrezione in cui la carne risorgerà e sarà soggetta allo spirito
-    Giudizio sulla fine di Roma
» fine di Roma è stata il paganesimo perché la virtù, la bellezza ed il bene non sono possibili senza Cristo
» analizzando i mali che hanno afflitto Roma, ne deduce che sono preesistenti alla nascita del cristianesimo
» il problema di Roma non è stato il cristianesimo, ma era un problema di dissoluzione morale

L’AMORE

-    L’uomo buono è quello che ama ciò che deve amare
» da Socrate in poi l’uomo buono è quello che conosce il bene e le virtù, che sono scienza
» quando l’amore dell’uomo è diretto verso Dio è charitas
» quando l’amore dell’uomo è diretto verso il mondo e le cose del mondo è cupiditas
» Amare tutta la realtà, quindi anche sé, secondo il giudizio di Dio è amare nel modo giusto
-    Distinzione dell’uti e del frui
» i beni finiti vanno usati come mezzi e non come fini, non come oggetto di fruizione e godimento
-    La virtù dell’uomo è l’ordo amoris
» i greci l’avevano determinata in funzione della conoscenza, Agostino in funzione dell’amore
» la virtù è amare se stessi, gli altri e le cose secondo la loro dignità ontologica propria di ciascuno
» la consistenza dell’uomo è nel peso del suo amore
» in una filosofia basata sulla creazione, che è un atto di amore donativo, Agostino reinterpreta la natura

   dell’uomo, la sua storia di singolo e la sua storia di cittadino, nella prospettiva dell’amore

1 commento:

  1. Ho letto molte delle opere di Sant'Agostino ( partendo da "Le confessioni") e devo dire che quello che più mi ha colpito è la semplicità con cui riesce a spiegare concetti profondi e a volte complicati. Durante la lettura delle sue opere si avverte in modo chiaro che le sue parole sono ispirate da Dio.

    Un saluto

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