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domenica 30 marzo 2014

RENE' DESCARTES (CARTESIO)

RENE’ DESCARTES

CRITICHE ALLE PROVE DELL’ESISTENZA DI DIO

-    Arnauld: critica del circolo vizioso
» pretendendo di dimostrare l’esistenza di Dio sulla base del criterio dell’evidenza e nello stesso momento
   garantendo l’evidenza ricorrendo all’esistenza di un Dio che non inganna l’uomo, l’argomentazione di
   Cartesio finisce per essere un “circolo vizioso”
-    Gassendi: critica all’argomento ontologico
» nega che l’esistenza sia un concetto sottinteso nella definizione di qualcosa (come la perfezione)
» precede le critiche che farà a Cartesio Immanuel Kant
» contesta che l’idea di Dio quale ente infinito sia innata (= sempre iscritta nella mente umana)
» contesta che l’idea di Dio fosse positiva o originaria, invece deriva da altri concetti o dall’esperienza
» per Gassendi l’idea di Dio come ente infinito è frutto dell’educazione, è un fatto culturale, costruita dalla
   mente degli uomini che nega la finitezza ed imperfezione di cui facciamo esperienza
-    Risposta di Cartesio a Gassendi
» ricorda che pensare significa dubitare, quindi essere coscienti della propria imperfezione
» il pensiero non si saprebbe imperfetto se non avesse in sé l’idea di un ente perfetto
» quindi l’uomo ricava l’idea di imperfezione dalla negazione dell’idea di perfezione (non viceversa!)
» la certezza di sé come essere imperfetto esige la certezza di Dio come essere perfetto
» l’idea di infinito si intuisce come nozione originaria; va dimostrato che corrisponda ad un ente esistente

DIO COME GARANTE DELL’EVIDENZA

-    Dio, essendo perfetto, non può ingannarmi
» la facoltà di giudizio che mi perviene da lui non può indurmi all’errore se correttamente utilizzata
» tutto ciò che appare chiaro ed evidente deve essere vero, perché Dio lo garantisce
» Dio è il termine medio che ci permette di passare dalla certezza dell’io a quella delle altre evidenze
-    Intelletto e volontà
» com’è possibile l’errore? » dipende da due causa: intelletto e volontà
» l’intelletto umano è limitato
» la volontà umana è libera, più estesa dell’intelletto, consiste nella possibilità di fare o non fare
» il libero arbitrio della volontà sceglie rispetto a cose che l’intelletto presenta evidenti sia a quelle che
   presenta confuse e che non hanno chiarezza
-    L’errore = è nella possibilità di affermare o negare ciò che l’intelletto non riesce a percepire chiaramente
» l’errore non ci sarebbe se io dessi il mio giudizio solo riguardo a ciò che l’intelletto mi fa percepire con
   chiarezza sufficiente e se mi astenessi dal giudicare ciò che non è abbastanza chiaro
» l’errore dipende dal libero arbitrio che Dio ha dato all’uomo
» si può evitare soltanto attenendosi alle regole del metodo, in primo luogo a quelle dell’evidenza

IL DUALISMO CARTESIANO

-    L’esistenza dei corpi
» io ho l’idea di cose che esistono fuori di me e che agiscono sui miei sensi
» questa idea, essendo evidente, non è ingannevole
-    Le proprietà dei corpi
» i corpi non possiedono tutte le qualità che noi percepiamo di esse
» distinzione tra proprietà » soggettive: dipendono dalla percezione che ne ha il soggetto (colore, sapore…)
                                          » oggettive: determinazioni quantitative (grandezza, movimento..) quindi reali
-    Dualismo sostanza pensata e sostanza estesa
» Cartesio divide la realtà in due zone eterogenee
1.      sostanza pensante (res cogitans): incorporea, consapevole e libera
» il desiderare, pensare, volere sono modi della sostanza pensante
2.      sostanza estesa (res extensa): corporea, inconsapevole e determinata dalla necessità
» i corpi sono modificazioni accidentali della sostanza estesa

-    Problema del rapporto mente-corpo
» spiega la relazione tra anima e corpo con la teoria della ghiandola pineale (l’odierna epifisi)
» essendo la sola parte del cervello non doppia, può unificare le sensazioni che vengono dagli organi di
   senso » soluzione pseudo-filosofica e pseudo-scientifica

FISICA E GEOMETRIA

-    La fisica cartesiana si basa sulla divisione tra sostanza pensante ed estesa
» è il primo a depurare la fisica da tutti i residui antropomorfici, finalistici, magici
» il meccanicismo cartesiano incise sulla formazione della mentalità scientifica dell’epoca
-    Meccanicismo cartesiano
» meccanicismo = determinismo » spontaneità della natura o intrinseca causalità non sono ammissibili
                           » fenomeni avvengono secondo un principio di oggettiva necessità causale
» la necessità oggettiva si traduce in necessità logico-matematica
» assunta un’ipotesi, l’andamento di un fenomeno può essere dedotto matematicamente
» è convinto di poter ricavare dal proprio ragionamento le leggi che governano il mondo applicando questa
   struttura ontologica anche alla fisica
» sono oggettive solo le proprietà suscettibili di una trattazione geometrica

LA GEOMETRIA ANALITICA

-    Con la sua opera Geometria nasce la geometria analitica
-    Unità della geometria e dell’algebra
» ha consapevolezza delle diverse scienze matematiche
» ritiene di unificare la geometria degli antichi con l’algebra dei moderni
» la nuova scienza algebrica appare un’arte confusa per l’uso di simboli inadeguati
-    Riordina la simbologia algebrica
» con un linguaggio autonomo l’algebra diventa capace di riprodurre la geometria, che offre uno strumento
   di chiarificazione intuitiva » la geometria diventa una sorta di “algebra applicata
» il numero e la forma diventano traducibili l’una nell’altra
-    Invenzione di un nuovo sistema di riferimento: gli assi cartesiani
» in questo modo punti, rette, curve, possono essere determinati ed individuati in modo univoco

LA FISICA

-    La fisica è riconducibile alla geometria
» questo perché la fisica studia i corpi, il cui insieme costituisce il mondo, che a sua volta è geometrico
-    L’estensione ed il moto
» i fenomeni sono tutti riconducibili all’estensione e al moto, che hanno origine da Dio
» Dio creando la res extensa conferisce ad essa anche una certa quantità di moto
» altri interventi di Dio nel mondo, dopo la creazione, non sono richiesti
-    Lo spazio e la materia
» conseguenze dell’identificazione dell’estensione con la materia
1.      la sostanza estesa è infinita » perché lo spazio euclideo è infinito
2.      la materia non può essere costituita da atomi » perché lo spazio geometrico è infinitamente divisibile
3.      il vuoto non è concepibile » perché lo spazio è continuo e non ammette “buchi”
4.      le qualità che attribuiamo alla materia sono soggettive » lo spazio è qualitativamente indifferenziato
-    Il rifiuto del concetto di forza
» l’unico motore del mondo è l’originaria quantità di moto che Dio conferisce al momento della creazione
» tramite gli urti questa quantità di moto può trasferirsi da un corpo all’altro
» rifiuta ogni tipo di forza attrattiva o repulsiva, soprattutto quelle a distanza (es: magnetismo, gravitazione,
   forze elettriche…) perché richiamano il finalismo aristotelico
-    Le due leggi dell’universo
1.      principio d’inerzia
2.      principio della conservazione della quantità del moto
-    Difficoltà del modello geometrico
1.      nello spazio euclideo non è concepibile ciò che noi chiamiamo movimento
» Cartesio invece afferma che frammenti di spazio possono muoversi rispetto ad altri frammenti di
   spazio, anche se non spiega come il moto possa essere percepito se lo spazio è uniforme
2.      il moto (poco chiaro a causa dell’uniformità del tutto) diventa addirittura per Cartesio origine della disomogeneità della res extensa
» per Cartesio, i differenti aspetti con cui la res extensa si presenta a noi dipendono dalle diverse
   condizioni inerziali
-    I corpuscoli
» Cartesio, avendo rifiutato ogni tipo di forza, non spiega con essa la coesione di un corpo solido
» la materia sottile (etere) che riempie tutto quello spazio che noi chiamiamo impropriamente “vuoto”, è
   costituita da corpuscoli = frammenti piccolissimi di estensione
» essendo soggetti ad una diversa condizione inerziale, i corpuscoli sono privi di coesione
-    La teoria dei vortici
» quando un corpo si muove attraverso la materia sottile, è necessario che essa, spostata, si richiuda sulla
   sua scia » questo movimento porta alla formazione di un sistema di vortici
» anche la Terra è avvolta da un vortice » ecco perché i corpi non lievitano (tenta di spiegare la forza di
   gravità pur respingendo il concetto di forza) » non è appoggiata da nessuna prova sperimentale
» i vortici che avvolgono i pianeti sono in un vortice più grande che avvolge il Sole
» con questo modello tenta di spiegare la gravità ed il moto di rivoluzione dei pianeti senza usare la forza
-    Il meccanicismo e la vita
» le funzioni vitali non possiedono nulla di eccezionale rispetto ai fenomeni di natura meccanica
» un essere vivente è solo una macchina, un automa in virtù dell’inerzia e della conservazione della
   quantità di moto » la natura dell’uomo sottosta alle stesse leggi della natura del mondo
» anche il corpo dell’uomo è una macchina, di cui la res cogitans si serve come di uno strumento
» nega che tra anima e corpo esista una certa connessione, perché alla morte il corpo viene abbandonato
-    Contributo di Cartesio alla fisica
» richiamo all’esigenza di una razionalità matematica e la valorizzazione di un modello meccanico

» visione meccanicistica che pretende che la natura segua sempre e soltanto alcuni procedimenti

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