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martedì 1 maggio 2012

TEMA SUI PROMESSI SPOSI


TEMA: “verso Milano non vo di certo, dunque vo verso l’Adda. Cammina, cammino, o presto o tardi ci arriverò. L’Adda ha buona voce; e, quando le sarò vicino, non ho più bisogno di chi me l’insegni.” (I promessi sposi, cap XVII, rr.19-21)

“La realtà chiede di essere cercata. La vita umana è un viaggio di conoscenza verso la realtà.”
(M. Zambrano)

Cammina, cammina sempre Renzo, in particolare nel capitolo XVII in cui il viaggio per l’Adda diventa per lui occasione di un percorso di conoscenza di sé. Rifletti sul significato e sul senso del viaggiare, se vuoi considerando anche la recente visita in Sicilia.

Perché l’uomo sente la necessità di intraprendere un viaggio? Ci sono due motivazioni possibili in risposta a questa domanda; la prima è quella di fuggire da qualcosa che ha provocato, dal passato o, più semplicemente, per mettersi in salvo. Questo è il caso di Renzo, che sceglie di fuggire da Milano per mantenere la propria libertà sia dalla prigionia del carcere che da quella del monastero. Il viaggio per lui era l’unico modo attraverso cui avrebbe potuto mantenere viva la sua indole di uomo attivo, per la quale è disposto anche ad affrontare i molteplici pericoli che quella scelta implicava: la mancanza di un rifugio, l’impossibilità di affidamento ad alcuno, l’ignoranza del percorso da intraprendere. Per il giovane, quindi, il viaggio assume il significato di via di fuga per se stesso e salvezza per la propria identità e libertà. Questa intenzione di Renzo, però, lo ha portato ad un risultato inaspettato, ovvero ad un cambiamento. Per mantenere la sua situazione di uomo libero ha dovuto acuire la sua furbizia ed intelligenza, abbandonando così parte della sua semplicità da campagnolo, per non farsi riconoscere ed ottenere informazioni relative all’itinerario da intraprendere senza destare sospetti.
L’altra motivazione che spinge l’uomo a viaggiare è quella della sete di conoscenza, di un’innovazione, un imprevisto desiderati; infatti il desiderio di novità che risiede nel cuore umano è insaziabile e trova sfogo anche nel visitare luoghi differenti, nel vedere, nel conoscere e nel sperimentare la bellezza di un mondo donato. In questo senso il viaggio prende significato di arricchimento personale, in quanto l’affronto e apprendimento di cose e spazi nuovi corrisponde con l’infinito desiderio umano di conoscenza.
In questa tipologia rientra l’esempio della visita culturale in Sicilia a cui ho partecipato con la mia classe, uscita didattica che è servita da approfondimento della nostra conoscenza relativa al mondo greco sia per l’aspetto culturale sia per quello architettonico. È stato come immergersi in una vita remota, in un’esperienza alternativa e insolita che mi ha fatto rivalutare il contesto in cui vivo, che ora vedo meno unitario, tradizionale e spirituale di com’era nell’antichità. Il semplice fatto che tutti i cittadini di una stessa acropoli si riunivano nei teatri spinti dall’esigenza di arricchimento personale è introvabile al giorno d’oggi; riconoscevano dunque l’incompletezza dell’uomo e si muovevano per rispondere ad una necessità infinita di crescita. Anche la fedeltà e l’importanza suprema che i greci attribuivano alle divinità in ogni singola azione della vita non è paragonabile alle nostre preghiere serali.
L’esperienza di immersione in un’altra civiltà mi ha fatto rivalutare sia la società in cui vivo adesso sia il cambiamento che è avvenuto in passato che, sotto questi aspetti, considero in peggio.
Il risultato di intraprendere un viaggio, quindi, come possiamo dedurre dai due esempi precedenti, è quello di un cambiamento che avviene inconsciamente, nel caso di Renzo, o consapevolmente, come è capitato a me.
Il cambiamento portato dal viaggio è riscontrabile dentro di sé: il viaggio fa scoprire una parte della propria indole che prima era sconosciuta, oppure porta innovazione al rapporto con gli altri.
Il primo caso è evidente in Renzo che, prima delle peripezie vissute a Milano, non si sarebbe mai considerato così scaltro e tenace; audacia legata anche all’amore così inaspettatamente profondo per Lucia, il cui incontro futuro si rivela scopo ultimo del giovane, perciò pronto anche a superare i limiti fisici.
Per quanto riguarda il rapporto con gli altri, la mia gita in Sicilia mi ha fatto prendere conoscenza della bellezza dei rapporti con i miei compagni di classe e con i professori; è stato un riscoprire ciò che già avevo davanti agli occhi ma di cui non mi ero mai accorta, oltre che un approfondire le amicizie. La conoscenza degli altri, di riflesso, porta inesorabilmente ad una maggiore consapevolezza di sé; infatti dal legame con la mia classe mi sono riscoperta vivace e spiritosa, ho risperimentato il puro e semplice divertimento e spensieratezza che credevo ormai parte del passato, sepolti nei ricordi.
Durante il viaggio il cambiamento avviene con modalità differenti; una è quella di mettere alla prova l’uomo con esperienze che facciano risaltare caratteristiche nascoste, manifestandosi così i luoghi e in avvenimenti; una seconda possibilità è quella dell’esperienza di scoperta che passa attraverso il contatto con un’altra persona che ti faccia conoscere più a fondo.
Mentre la fuga di Renzo rientra nella prima modalità, la mia uscita didattica è costituita da un incontro tra entrambe le opzioni, perché ho riconosciuto un incontro tra luoghi, che hanno accresciuto il mio aspetto di conoscenza culturale, e persone, che hanno rivelato aspetti del mio carattere.
Il viaggio quindi è un’occasione di conoscenza intrapresa con consapevolezza o meno, che si realizza attraverso un’esperienza suscitata da luoghi e persone, perciò paragonabile e interscambiabile con il termine “vita”.

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