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martedì 1 maggio 2012

RIASSUNTO CAPITOLO 9 - promessi sposi


                                                                     CAPITOLO 9

La barca arriva sull’altra sponda dell’Adda, dove li attende il baroccio che porterà Lucia, Renzo e Agnese verso il monastero di Monza. Dopo aver tentato invano di pagare i loro accompagnatori, che attendono una ricompensa non terrestre ma nei cieli, si fermano in un’osteria per ristorarsi. Qui i due innamorati si separano, senza troppa affettuosità, e mentre Renzo si avvia da solo verso Milano, le due donne si dirigono al convento dei Cappuccini. Vengono presentate alla monaca più autoritaria del convento dal padre guardiano. Al suo cospetto Lucia osserva dall’altra parte della grata l’aspetto insolito della suora, la quale viene avvertita della situazione delle due donne, che le richiedono aiuto, ospitalità, e sicurezza, che troveranno presso la fattoressa del convento.
In seguito, Lucia viene intrattenuta in un dialogo personale con la monaca, nel quale vengono evidenziati gli insoliti comportamenti della Signora così, inizia una digressione sulla descrizione sull’esperienza della monaca dall’infanzia a quel momento.
Gertrude è la figlia cadetta di un principe spagnolo che, per mantenere integro il patrimonio che avrebbe ricevuto il primogenito, viene destinata fin da subito alla vita in convento, come gli altri suoi fratelli alla vita monastica. Già da bambina l’autorità del padre non lasciava altra possibilità alla sua decisione, così a sei anni la sua educazione ha luogo nel monastero di Monza, dove viene trattata con ossequiosi riguardi. In questo luogo, però, i suoi sogni di una vita diversa, piena d’amore, tendente a qualcosa che il padre non avrebbe accettato, non vengono soffocati, bensì provocati al contatto con le compagne, loro libere riguardo alle scelte di vita che avrebbero intrapreso. Nel momento in cui c’è bisogno della sua approvazione per intraprendere la vita monastica, però, non è capace di imporsi e scrive la supplica per essere ammessa in convento; poi, pentendosi, ne scrive un’altra al padre dichiarando le sue vere intenzioni.
Un obbligo del percorso per diventare suora è quello di passare un certo periodo a casa, dove la ragazza si sarebbe resa conto di quello a cui doveva rinunciare con la sua decisione. Una volta tornata nella sua dimora, Gertrude viene completamente ignorata dai parenti, che la fanno sentire come in carcere. Percependo un isolamento insopportabile, il suo bisogno d’affetto sfocia nella simpatia che nutre per lei un paggio, al quale scrive una lettera, però intercettata da una serva fedele al principe padre, che minaccia un castigo così orrendo che si rivela indefinibile. Di rimando, pentendosi di essersi esposta così apertamente, scrive una lettera di scuse e di redenzione al padre.

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