Pagine

venerdì 6 luglio 2012

RIASSUNTO CAPITOLO 29 - promessi sposi



Il paese di don Abbondio e Perpetua è in una grande agitazione all’arrivo di notizie riguardo alle truppe imperiali, i Lanzichenecchi, mercenari pagati con i saccheggi ai villaggi che incontrano. Tutti raccolgono i propri averi per cercare un posto sicuro, così fanno anche i due personaggi.
Mentre Perpetua si dà da fare per sistemare tutta la casa e nascondere in una fossa ai piedi di un fico i loro risparmi, don Abbondio, sconcertato dalla paura, si dilunga in lamentazioni sul futuro che dovrà sopportare. Mentre questo cercava disperatamente un posto sicuro senza riscontare in ogni possibilità un minimo rischio, che gli fu impossibile, Agnese arriva alla canonica ed esorta i due ad accompagnarla a rifugiarsi nella casa dell’Innominato, quell’uomo ora così tanto pio che avrebbe sicuramente ospitato don Abbondio, avendolo già conosciuto.
I tre si mettono in cammino e i loro passi vengono scanditi dalle continue inquietudini e dubbi del curato sparlando dei potenti, che con i loro tentativi di raggiungere la gloria non si curano mai degli innocenti che possono ritrovarsi implicati. Seguono le preoccupazioni di Perpetua, che teme di non aver nascosto a dovere il tesoretto della canonica, e di Agnese, che è costretta a rimandare l’incontro con la figlia che non vede da ormai un anno e doveva essere in quel periodo.
L’unica sosta che si concedono è alla casa del sarto, dove trovano non solo conforto del corpo, ma soprattutto dello spirito con la compagnia dell’amichevole famiglia. Dopo qualche discorso di alto livello che il sarto tenta di intraprendere con il curato, preoccupato solamente della reale conversione dell’Innominato, il terzetto sale su un baroccio, preparato dal capo famiglia, che li avrebbe condotti al castello.

Si apre qui una digressione sulla nuova vita che l’Innominato intraprese dal giorno della sua conversione; una vita piena di atti di misericordia, di umiltà, di rispetto nei suoi confronti stimolato dal senso di autorità e prestigio che emanava, sebbene disarmato in senso materiale e spirituale.
Alla notizia della discesa dei Lanzichenecchi, aveva organizzato i suoi compagni e i suoi servi per difendere il suo castello, meta di pellegrinaggi di molti sfollati, che non sapevano dove rifugiarsi.

4 commenti: