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venerdì 6 luglio 2012

RIASSUNTO CAPITOLO 30 - promessi sposi


Don Abbondio, Perpetua ed Agnese arrivano al castello dell’Innominato, sorvegliato da guardie armate che, mentre da una parte rassicurano le due donne, dall’altra agitano maggiormente il curato poiché vede in loro motivo per cui attirare l’attenzione delle truppe imperiali, e vede così minacce alla sua incolumità ovunque.
Vengono accolti con calore dall’Innominato, che, alla vista di quei personaggi, torna con la mente a Lucia, la sua salvatrice dell’anima; poi li guida ai quartieri del castello a loro destinati.
La situazione rimane stabile per un periodo di ventiquattro giorni, nei quali Manzoni descrive due ambiti contrapposti: dentro le mura tutti lavorano per il bene comune (con l’eccezione di don Abbondio che non smette di temere per sé e di lamentarsi), mentre fuori dal castello i Lanzichenecchi rubano, distruggono, razziano e infine si allontanano, alcuni incalzati dalle guardie dell’Innominato, che non smise mai di salvaguardare  l’incolumità dei cittadini all’interno o all’esterno delle sue mura.
Una volta cessato il pericolo, i nostri amici tornano al loro paese dopo aver sostato brevemente alla casa del sarto per gli ultimi saluti. Una volta a casa ammirano però il triste spettacolo della miseria e della distruzione operata dai soldati: campi desolati e case distrutte o messe a soqquadro, tra cui anche quelle di Agnese e la canonica di don Abbondio, al quale hanno rubato anche il tesoretto sotterrato sotto la pianta del fico, espediente grazie a cui può riversare tutte le sue ansie ancora soffocanti sula povera Agnese, che aveva dovuto preparare tutto da sola.
Un’anticipazione interrompe la narrazione stoppando lo sfogo del curato, ben meno grave del terribile avvenimento che starà per sconvolgere la vita di tutte quelle persone.

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