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giovedì 19 febbraio 2015

HEGEL - critica alle filosofie precedenti

LA CRITICA ALLE FILOSOFIE PRECEDENTI
» vede, in un percorso storico, a quali filosofie la sua dottrina si contrappone

Hegel e gli Illuministi
» rifiuta la maniera illuministica di rapportarsi al mondo
» gli illuministi fanno dell’intelletto il giudice della storia » perciò pensano che il reale non è razionale
» la ragione degli illuministi esprime solo le esigenze e le aspirazioni degli individui: è una ragione parziale
   che coincide con “l’intelletto astratto” che pretende di determinare la realtà e la storia, pretendendo di
   stabilire come esse devono essere, mentre la realtà è sempre necessariamente ciò che deve essere

Hegel e Kant
» aveva voluto costruire una filosofia del finito
» nega l’antitesi kantiana tra essere e dover essere, il dualismo tra realtà e ragione » se in Kant l’essere non si
   adegua mai al dover essere, in Hegel questa adeguazione è necessaria
» campo gnoseologico » le idee della ragione sono puramente ideali
» campo morale » la volontà non coincide con la ragione
                           » la santità definisce un processo di adeguamento della volontà alla ragione
» critica anche la pretesa di poter conoscere a priori

Hegel e i romantici
» contesta il primato del sentimento, dell’arte, della fede
» contesta la tendenza individualistica di alcuni romantici: l’intellettuale non deve narcisisticamente
   ripiegarsi sul proprio io, ma deve considerare il “corso del mondo”, deve integrarsi nelle istituzioni
   socio-politiche del suo tempo
» comunque Hegel risulta profondamente partecipe di questo clima culturale, pur non rientrando nella
   “scuola romantica” » condivide soprattutto il tema dell’infinito, a cui però si accede speculativamente

Hegel e Fichte
» lo accusa di proporre una visione non autenticamente soggettivistica, incapace di assimilare l’oggetto al
   Soggetto » come Schelling gli contesta la riduzione della natura ad un semplice “non-io”
» Fichte ha violato il dogma idealistico per cui “tutto è spirito, tutto è soggetto” considerando la natura come
   semplice ostacolo esterno all’Io » la natura invece non è estranea all’Io! » rischio del dualismo kantiano
» lo accusa di aver ridotto l’infinito a una semplice meta ideale dell’io finito, che risulta irraggiungibile
» questo progresso all’infinito è considerato da Hegel un “falso” o “cattivo infinito” che esprime solo
   l’esigenza astratta dell’io finito di superare se stesso e mai raggiungibile
» per Hegel invece c’è identificazione tra finito e infinito » Fichte è un falso idealista

Hegel e Schelling
» critica la sua concezione dell’Assoluto in modo a-dialettico, cioè come un’identità indifferenziata e statica
   tra natura e spirito » da cui deriva molteplicità e differenzazione in modo inesplicabile
                                 » in cui è impossibile riconoscere tutte le determinazioni concrete della realtà
                                 » nel sistema di Schelling non è possibile distinguere ogni determinazione dall’Assoluto

» paragone che fa Hegel = “notte nella quale tutte le vacche sono nere”

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