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martedì 8 maggio 2012

RIASSUNTO CAPITOLO 15 - promessi sposi


L’oste accompagna Renzo, ormai ubriaco, in una stanza, dove lo aiuta a spogliarsi, viene pagato e cerca di nuovo di strappargli il nome di nascita e le generalità; tentativo che fallisce. Questa sarà l’ultima notte che Renzo passerà serenamente.
Così l’oste si dirige verso il palazzo di giustizia, costretto a denunciare quel montanaro verso cui impreca, essendo riuscito a mantenere l’ordine nella sua osteria finché non arrivò lui addirittura in compagnia di un poliziotto. Proprio perché temeva una denuncia contro di lui, che aveva ospitato uno straniero senza prenderne le generalità, cosa proibita dalla legge, decide di lasciare l’osteria alla moglie e di esplicitare l’accaduto alle autorità.
Nel medesimo istante Ambrogio Fusella, il birro che aveva accompagnato il povero Renzo, lo denuncia ai maggiori, cosicché, all’arrivo dell’oste, i poliziotti ne sapevano già più di lui. Il pover’uomo si ritrova infatti lui stesso colpevolizzato e costretto a difendersi dal notaio criminale.
Il giorno seguente Renzo non ha un buon risveglio: infatti sono i birri guidati dal notaio criminale che lo fanno alzare e con la forza e false promesse lo conducono in prigione. Durante il percorso, però, passano per la piazza del Duomo, dove si sono radunati dei ribelli del giorno prima per continuare i disordini; così Renzo coglie l’occasione al volo e, alla stretta delle manette a cui era incatenato, inizia a gridare che lo stavano arrestando per aver rivendicato i suoi diritti sul pane. Riuscendo a scatenare la folla contro i suoi assalitori, Renzo sfugge dalla mano della giustizia e scappa, ma anche i birri riescono a liberarsi dall’assedio della gente. Inizia così la fuga di Renzo.

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